5 Comments

  1. il paragone fra i due personaggi è meno semplice di quanto non appaia a prima vista

    vi sono senza dubbio tratti caratteriali e di temperamento analoghi

    ma molto grandi sono le differenze di prospettiva, soprattutto per quel che riguarda la concezione dello stato: lo stato etico stà alla base dell’ideologia fascista, ed il regime molto investiva sia in termini di spesa ma anche di prestigio delle istituzioni pubbliche del sapere

    invece nell’ideologia attuale lo stato è visto come un fastidioso peso, da tagliare il più possibile, secondo le ormai vecchiotte idee dei chicago boys

    fra giovanni gentile e l’avv. gelmini c’è una bella differenza

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  2. mi permetto di riportare come alternativa la simiglianza con il grande condottiero còrso:

    “Napoleone aveva intuito che il potere è tanto più solido quanto più riesce a pervadere di sé e della propria concezione del mondo la vita quotidiana dei sudditi o dei cittadini. Non bastano le armi, le leggi, il timore. E neppure l’amore verso il capo, la forza del suo carisma. È la mentalità collettiva a dover essere permeata dello stile, dei gusti, della visione del mondo imposte da chi comanda. Si tratta di un’autentica anticipazione del concetto gramsciano di egemonia culturale come condizione del dominio politico.”
    (Alberto Giovanni Biuso)

    fonte:
    http://www.vitapensata.eu/2010/08/03/bonaparte-gli-abiti-le-lampade/

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