“Dai banchi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania si grida: Silvio! Silvio! – Dai banchi dei deputati del gruppo Italia dei Valori si grida: Duce! Duce!”
il paragone fra i due personaggi è meno semplice di quanto non appaia a prima vista
vi sono senza dubbio tratti caratteriali e di temperamento analoghi
ma molto grandi sono le differenze di prospettiva, soprattutto per quel che riguarda la concezione dello stato: lo stato etico stà alla base dell’ideologia fascista, ed il regime molto investiva sia in termini di spesa ma anche di prestigio delle istituzioni pubbliche del sapere
invece nell’ideologia attuale lo stato è visto come un fastidioso peso, da tagliare il più possibile, secondo le ormai vecchiotte idee dei chicago boys
fra giovanni gentile e l’avv. gelmini c’è una bella differenza
mi permetto di riportare come alternativa la simiglianza con il grande condottiero còrso:
“Napoleone aveva intuito che il potere è tanto più solido quanto più riesce a pervadere di sé e della propria concezione del mondo la vita quotidiana dei sudditi o dei cittadini. Non bastano le armi, le leggi, il timore. E neppure l’amore verso il capo, la forza del suo carisma. È la mentalità collettiva a dover essere permeata dello stile, dei gusti, della visione del mondo imposte da chi comanda. Si tratta di un’autentica anticipazione del concetto gramsciano di egemonia culturale come condizione del dominio politico.”
(Alberto Giovanni Biuso)
In realtà sono stati quelli dell’IdV
“Dai banchi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania si grida: Silvio! Silvio! – Dai banchi dei deputati del gruppo Italia dei Valori si grida: Duce! Duce!”
http://www.camera.it/412?idSeduta=365&resoconto=stenografico&indice=alfabetico&tit=00100&fase=#sed0365.stenografico.avv00080
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Non è che la cosa sia tanto consolante, come ho già detto (Forse volevi commentare il post sotto?).
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Complimenti, vera e azzeccata sintesi della evoluzione politica italiana, questa.
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il paragone fra i due personaggi è meno semplice di quanto non appaia a prima vista
vi sono senza dubbio tratti caratteriali e di temperamento analoghi
ma molto grandi sono le differenze di prospettiva, soprattutto per quel che riguarda la concezione dello stato: lo stato etico stà alla base dell’ideologia fascista, ed il regime molto investiva sia in termini di spesa ma anche di prestigio delle istituzioni pubbliche del sapere
invece nell’ideologia attuale lo stato è visto come un fastidioso peso, da tagliare il più possibile, secondo le ormai vecchiotte idee dei chicago boys
fra giovanni gentile e l’avv. gelmini c’è una bella differenza
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mi permetto di riportare come alternativa la simiglianza con il grande condottiero còrso:
“Napoleone aveva intuito che il potere è tanto più solido quanto più riesce a pervadere di sé e della propria concezione del mondo la vita quotidiana dei sudditi o dei cittadini. Non bastano le armi, le leggi, il timore. E neppure l’amore verso il capo, la forza del suo carisma. È la mentalità collettiva a dover essere permeata dello stile, dei gusti, della visione del mondo imposte da chi comanda. Si tratta di un’autentica anticipazione del concetto gramsciano di egemonia culturale come condizione del dominio politico.”
(Alberto Giovanni Biuso)
fonte:
http://www.vitapensata.eu/2010/08/03/bonaparte-gli-abiti-le-lampade/
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