Riflessioni su Gheddafi

Forse, dopo la due giorni di Gheddafi a Roma, fra hostess bellocce pagate per ascoltare lezioni di Corano, passeggiate fra ali di folla che scattano foto con il cellulare, pranzi di gala, tende berbere e dichiarazioni bislacche, non c’è da chiedersi solo come mai a Gheddafi sia stato concesso di comportarsi in questa maniera, ma soprattutto perché lui abbia dato per scontato di poterlo fare, qui.

23 Comments

  1. sai la storia della ragazzina un po’ zoccola che la dava a tutti perche’ le sembrava villano dire di no a qualcuno ?

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  2. cerchi una risposta seria o una boutade?
    egli lo dà per scontato perché noi quando mettiamo in moto l’auto, lo dobbiamo anche a lui. per esempio. inoltre è un nostro partner commerciale di prim’orine, ovvero compra merci italiane. per esempio. con i suoi investimenti in italia mantiene a galla la barchetta, cioè consente che sia pagato lo stipendio a te e la pensione a me. per esempio.

    si tratta di un soggetto quantomeno bizzarro, ma ci è molto utile. altri soggetti, molto meno bizzarri, fanno quello che vogliono in italia, senza che peraltro ci scandalizziamo più di tanto. cito il caso di abu omar. per esempio. la strategia della tensione. altro esempio. e tutte le altre porcherie che l’imperialismo atlantico ci ha regalato. 😦

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  3. però bisogna ringraziarlo di una cosa: tutti, da Minzo a Fede, hanno dovuto parlare di lui e quindi indirettamente della pagliacciata chiamata Governo.

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  4. @alice: No, Alice, sinceramente penso che se l’Italia si presentasse come uno stato serio in cui i politici indigeni per primi non indulgono in pagliacciate indecorose senza che nessuno li prenda a calci nel sedere, anche i vari Gheddafi, in visita ufficiale, saprebbero che certi comportamenti non si possono tenere e non si sognerebbero nemmeno di proporli. Così come, se avessimo avuto una classe politica con un minimo di dignità e senso dello Stato (e in questo, guarda, rendo onore imperituro a Craxi che almeno fu l’unico a dimostrare a Sigonella un pochine di palle!) neanche altri soggetti si sarebbero sognati di venire a fare troppe porcherie in casa nostra, o per lo meno si sarebbero assicurati di farle meglio. Perché l’imperialismo sarò anche atlantico, ma i calabraghe sono sempre stati nostrani, eh.

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  5. gheddafi quando è stato in altri pesi europei ha fatto più o meno le stesse cose. persino in francia. in italia calca la mano perché deve in qualche modo riscattare il peso del colonialismo e dei campi di annientamento italiani in libia. dignità e senso dello Stato non c’entrano. la politica internazionale, la geopolitica, è un’altra cosa.

    che poi la classe politica italiana, tutta (do you remember Abdullah Öcalan?), abbia bevuto la vergogna fino alla feccia, è un’altra questione.

    craxi ha difeso dei terroristi assassini che avevano assalito una nave da crocera e ucciso un inerme disabile solo perché ebreo, non raccontiamoci balle, eh.

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  6. Dividono i servi, dividon gli armenti;/ Si posano insieme sui campi cruenti/D’un volgo disperso che nome non ha.

    Genuflessi. Ridicolmente, pietosamente, costantemente genuflessi. Coperti di ridicolo davanti al mondo intero. Vorrei non essere mai nato in Italia.

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  7. suvvia alice: la dignita’ (personale, per lo meno)c’entra eccome.

    ti faccio un esempio: il regno unito ha recentemente seguito la “ragion di stato” concedendo il rilascio su basi umanitarie di Al Megrahi, condannato in seguito a processo come l’esecutore materiale della strage di Lockerbie (1988, bomba su un aereo: oltre 250 persone morte, molte delle quali americane, piu’ 11 cittadini di lockerbie, su cui l’aereo e’ caduto).

    ad agosto scorso un controllo medico stabili’ che megrahi aveva 3 mesi di vita. per ora e’ ancora vivo.

    il suo rilascio ha consentito a BP di avere la concessione di alcune trivellazioni in libia.

    questi i fatti; il punto e’ che tutti sanno che e’ stata fatta una porcata (con un accordo tra tutti e 3 i principali partiti britannici piu’ gli autonomisti scozzesi il cui governo ha di fatto concesso il rilascio) per la ragion di stato.

    pero’ i politici britannici hanno fatto il piccolo sforzo di studiarsi prima la porcata, cosi’ nessuno ci ha messo la faccia; nessuno ha gettato nel cesso la propria dignita’ personale e tutti avevano una scusa pronta per giustificare quanto accaduto (la scusa essendo: il governo britannico non ha avuto voce in capitolo; il governo scozzese ha fatto tutto in autonomia).

    nei fatti nostrani la massima autorita’ governativa italiana sfila come uno scolaretto (dopo avergli baciato la mano, una vergogna che in un altro paese avrebbe giustificato la fine di piu’ di una carriera politica) accucciato accanto al grande leader straniero, al quale lo accomuna la mancanza di senso del ridicolo e il tentativo infantile di nascondere lo scorrere del tempo sulle loro facce.

    la concessione della sfilata non e’ e non puo’ essere giustificata da ragioni commerciali: in una transazione commerciale io ti pago l’acquisto di una merce, tu incassi e mi dai la merce.

    questo e’ cio’ che fa, per farti un altro esempio, la germania col gas russo: la merkel non mostra di essere amicona di putin, perche’ se lo facesse i paesi dell’est europeo non vedrebbero nella germania un paese leader e comincerebbero a ripreoccuparsi dell’orso russo. e nondimeno la germania dipende dal gas russo, ed in futuro ne dipendera’ persino piu’ di oggi.

    tuttavia la merkel non si umilia -e soprattutto non umilia il suo paese, che temporaneamente rappresenta- come il presidente del consiglio italiano.

    pertanto, davvero non vedo come si possa invocare la ragione di stato. o perlomeno, il minimo che si possa dire e’ che altri governanti europei hanno trovato il modo di rappresentarla meglio e con piu’ dignita’ (anche personale), questa salvifica ragion di stato.

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  8. E Dante Alighieri vestito da zanni
    Laggiù in Santa Croce facea ‘l ciceron.
    Diceva — Signori, badatevi a’ panni!
    Entrate, signori: voi siete i padron.

    Che importa se l’onta più, meno, ci frutti?
    Io sono poeta, né so mercantar.
    Il ghetto d’Italia dischiuso è per tutti.
    Al popol d’Italia chi un calcio vuol dar? —

    (G. Carducci)

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  9. caro gianni, con il caso della BP e del gas russo che ha citati, lei conferma che in politica estera bisogna avere il senso di realtà; si vince con la forza non con la ragione, con l’astuzia non con l’onestà.

    l’ideale non esiste se non quello che immaginiamo, ed esso si rivela necessario per mascherare qualsiasi astuzia, debolezza o prepotenza. Mettere l’ideale al centro del proprio agire, oltre tutto, libera in parte dai danni e dagli errori che possono capitare nell’attuare i propri scopi.

    e allora l’arte della politica in generale e quella estera in particolare, consiste proprio nell’ostentare l’ideale mentre si sta facendo innanzi tutto per il proprio interesse. in questo noi italiani siamo svantaggiati rispetto agli anglossassoni poiché la nostra dissimulazione è sempre interfacciata da beghe personali interne che rivelano ciò che dovrebbe invece restare in ombra. ed era proprio questo che ho inteso dire nei miei post precedenti.

    resta da stabilire i modi, e questo riguarda il carattere nazionale e, nella specie, quelli di un uomo che per sentirsi disinvolto tra i grandi, rendendosi conto che non è al suo posto, crede nel bisogno di proporsi negli atteggiamenti ridicoli che gli sono frequenti e congeniali quando è a bisboccia con i suoi accoliti.

    ma su questo punto, avevo pur detto che s’è bevuta la vergogna fino alla feccia. che altro? sì, la politica estera del governo: dal punto di vista dell’interesse generale, è buona, e questo a scorno di quanti vedono berlusconi per ciò che in effetti è (me compresa). ma bisogna cercare di essere, appunto, più sereni nel giudizio e considerare, nel caso in esame, che si ha a che fare con un satrapo del deserto, imprevedibile ed astuto che nessuno finora ha saputo o potuto mettere nel sacco.

    infine, mi lasci concludere dicendo che non potendo occuparci delle cose vere e serie, perché ci sono precluse, ci dobbiamo accontentare delle carnevalate. ma tutto ciò riguarda ogni argomento trattato dai media.
    🙂

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  10. Del resto siamo una nazione schizofrenica dato che da una parte neghiamo a milioni di musulmani normali il diritto di essere religione riconosciuta per proteggere la nostra “identità cristiana” del belin, ma dall’altro…appena bussa alla porta un musulmano ricco, meglio se cammelliere-dittatore agghindato come un “generalissimo” da staterello tropicale, con tenda e corte di pagliacci al seguito, subito lo omaggiamo di 500 aspiranti islamiche – purché strafighe – e celebriamo pure questa calata di braghe come un successo diplomatico.

    Schizofrenia di una nazione senza vergogna che trabocca merda da ogni lato.

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  11. Discussione appassionante!

    Io sono convinto che il buon senso in politica estera si può anche conciliare con un pò di dignità personale e di rispetto per il paese che si rappresenta.

    Non ho visto nè l’una, nè tanto meno l’altra, e mi sono profondamente vergognato.

    Ma mi piacerebbe sapere cosa pensano gli altri italiani, i tanti che si ostinano a votare Berlusconi e a sostenerlo qualunque cosa faccia. E mi pare che siano molto più di quelli che, come noi, sottolineano e commentano le sue innumerevoli mancanze.

    Io, da italiano, mi sono sentito ridicolo. E sento che dall’Europa, che considero l’orizzonte mentale e culturale al quale ispirarsi, ci allontaniamo irreversibilmente ogni volta (troppo spesso!) che accadono queste patetiche scenette.

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  12. Dell’Iran, in passato, eravamo il primo partner commerciale europeo (petrolio e gas). Venendo meno la fornitura di idrocarburi dall’Iran, la nostra dipendenza dagli altri Paesi è aumentata. In altre parole, la nostra posizione negoziale si è indebolita. A meno di voler lasciare al buio il nostro paese, era necessario negoziare con libia e russia.

    il quotidiano il manifesto di oggi, certamente non filogovernativo, scrive:
    “… il trattato di Bengasi è un capolavoro politico. In esso l’Italia esprime ‘il proprio rammarico per le sofferenze arrecate al popolo libico’ … e stabilisce un indennizzo pari a 5mld di dollari su 20 anni, da utilizzare per la costruzione di opere infrastrutturali. Ma questa somma gigantesca ha un vincolo non da poco; i progetti dovranno essere realizzati da aziende italiane. Tanto che, a scanso di equivoci, i fondi verranno gestiti dalla parte italiana”.

    la Merkel, da parte sua, per poter riscaldare i propri concittadini, compresi gli immigrati (anche gli italiani), deve venire a patti con la russia che proprio un modello di democrazia non è.

    l’Europa, sarà anche l’orizzonte mentale e culturale al quale ispirarsi, ma non andatelo a dire in ruanda e dintorni.

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  13. Il motivo è abbastanza semplice, direi:
    shopping & soldi & energia.
    La LIA (Libyan Investment Authority) il fondo sovrano di Gheddafi, possiede pacchetti azionari di alcune azienducole italiane di “modesto” rilievo.
    Unicredit (primo gruppo bancario italiano per capitalizzazione): da inizio agosto 2010, il 2,07%, che aggiunto al 4,613% già detenuto dalla Banca centrale libica, fa un totale del 6,683%. E pare vogliano salire al 10%. Tanto per capire, Mediobanca detiene poco più del 5%. Poi c’è il fondo Aabar (4,99%) di Abu Dhabi, ecc. ecc.
    Fiat: 9% ceduti a Lafico (Libia) a metà degli anni 70, poi ricomprato da Agnelli, poi rivenduto il 2% nel 2002, ora non è chiaro (quota minoritaria, comunque)
    Juventus: all’incirca il 7,8% del pacchetto azionario (Lafico).
    Telecom: dal 2008 LIA avrebbe in mano il 10%
    ENI: azioni per almeno 50 milioni di euro, pare.
    Il trattato Italia-Libia, di cui si celebra appunto il primo anniversario, prevede pure 5 miliardi di dollari di infrastrutture di base da far realizzare ad imprese italiane nell’arco di vent’anni a suon di 250 milioni di euro/anno. A spese nostre, ovviamente. Questo per chiudere contenziosi pluriennali.
    In cambio la Libia si impegna ad abrogare tutti i provvedimenti e le norme che impongono vincoli o limiti alle imprese italiane operanti in Libia e a concedere visti di ingresso ai cittadini espulsi nel 1970.
    Le parti si impegnano poi a favorire “il rafforzamento del partenariato nel settore energetico”: in pratica continueranno cortesemente a venderci il petrolio libico, da cui dipendiamo, senza far troppo gli “usurai”.

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  14. Santanchèèèèèèèèèè! Silvio, dove l’hai nascosta? Nooo,Silvio, ma che fai? Che schifo….! Ma non ti faceva male?Che puzzo! Daiiii.. che schifo,cazzo! Ma lavala,no!

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  15. Io non vedo cosa ci sia di male se un paese che produce Veline ne scambia un po’ con un paese che produce Petrolio. Perché non vogliamo accettare i fatti? Questo è il secolo delle veline e dei calciatori, chi se ne strafotte se una volta questo era il paese di Carducci? Di Bolgheri oggi è più noto il Sassicaia che i cipressi, fatevene una ragione o andatevene in germania, pare che questo secolo là sia meglio.

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  16. alice, il punto che facevo nel risponderle, e che continuo a fare, e’ il seguente: che i Paesi dell’europa occidentale dipendano da medio oriente, russia e nord africa per i propri bisogni energetici e’ un fatto.

    che la merkel, nel mio esempio, paghi per acquisire queste risorse e’ pure un fatto.

    che i nostri (dell’italia) governanti -a differenza della merkel- si umilino in cerimonie pubbliche dinnanzi ai venditori di queste risorse e’ un altro fatto, e sarebbe del tutto evitabile.

    lei sostiene che “non potendo occuparci delle cose vere e serie, perché ci sono precluse, ci dobbiamo accontentare delle carnevalate. ma tutto ciò riguarda ogni argomento trattato dai media”.

    io sostengo che il modo in cui un governante rappresenta se’ stesso in pubblico ha immediate ricadute nel modo in cui all’estero (e parlo sia dei paesi partner che di quelli che non lo sono) il paese governato da quell’individuo e’ considerato.

    se per carnevalata lei intende quel che intendo io (cioe’ il comportamento cui alludevo), a mio avviso lei si inganna: la pubblicazione di una foto in cui un primo ministro bacia la mano ad un governante di un altro Paese ha conseguenze nefaste, non solo formali.

    ripeto, non sono in questione solo “i modi […] di un uomo che per sentirsi disinvolto tra i grandi, rendendosi conto che non è al suo posto, crede nel bisogno di proporsi negli atteggiamenti ridicoli che gli sono frequenti e congeniali quando è a bisboccia con i suoi accoliti”.

    Quei modi stanno facendo danno agli interessi nazionali italiani, qui e ora; non sono solo aria fritta, ma mostrano (nella percezione che ne ha che chi vede queste rappresentazioni) a cosa si deve ridurre un Paese per soddisfare le proprie esigenze energetiche.

    E riducono drammaticamente la credibilita’ e l’autorevolezza di quel Paese.

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  17. Io vorrei andare in Libia a parlare di ateismo e illuminismo davanti a centinaia di ragazze libiche, illustrerei loro i vantaggi dello stare con un ateo razionalista che nella maggioranza dei casi non ti tratta come una sua proprietà e non ti sfigura il volto con l’acido se decidi di lasciarlo. Regalerei a queste ragazze libri di Richard Dawkins e Casa di bambola di Ibsen e anche qualche scritto di Simone De Beauvoir.
    Poi dichiarerei pubblicamente che tutto il mondo arabo dovrebbe diventare ateo.
    Cosa mi farebbero?

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  18. caro Gianni, anzittutto devo apprezzare il fatto che lei, almeno, entra nel merito delle questioni.

    per quanto riguarda la credibilità e l’autorevolezza di questo Paese, debbo deluderla: non c’è mai stata.

    l’italia è nata per volere della Gran Bretagna, per mettere le mani sullo zolfo siciliano e per essere una spina nel fianco alla francia.

    nel 1866 ne abbiamo combinate di tutti i colori, così ad adua e poi in libia nel 1911. da trent’anni eravamo alleati degli imperi centrali e di punto in bianco samo diventati dapprima neutralisti e subito dopo nemici dei nostri alleati (1915).

    non le dico di caporetto, vicenda che si crede nota ma che non lo è affatto. e quindi delle nostre successive pretese a versailles.

    sul resto della storia è meglio stendere un velo pietoso.

    siamo una potenza di serie B e abbiamo sempre bluffato in modo ridicolo.

    Berlusconi è solo uno dei tanti. ciò che mi fa specie è che l’italiano medio si senta orgoglioso di craxi, un magliaro anche peggiore di berlusconi, se non altro per la questione di sigonella, quando gli americani, almeno per una volta, avevano ragioni da vendere, visto che i terroristi, peraltro non riconosciuti dall’OLP, avevano trucidato a sangue freddo un uomo diasabile gettandolo poi in mare.

    viviamo di miti d’accatto, mentre non riusciamo a farci dire dai francesi cosa è successo ad ustica e dagli usa come sono andate le cose in tanti altri casi.

    saluti

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  19. Suvvia,tutti quanti,stiamo discutendo di 90 mlrd di investimenti,un patner commerciale come la Libia che ci si offre come principale referente del nordafrica.

    E cosa spunta fuori?

    Gheddaffi dittatore bla bla bla.

    Siete veramente fessi,se ci credete veramente

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