Il ragazzo che gioca col fuoco

E’ un bell’itinerario nella mente di un fervente cristiano l’odierno post di Berlicche*, in cui ci spiega perché, a parer suo, fatti salvi i motivi di opportunità politica, non vi sarebbe nulla di male, anzi ci starebbe ragione da vendere, nella bislacca idea di bruciare il Corano.

Come tutte le grandi menti, Berlicche prende spunto dalle piccole cose di ogni giorno: la suocera gli svuota la cantina e vuol buttar via le carabattole infantili dei figli. Si frena, spiega Berlicche, solo per la reazione infuriata dei pargoli e della di loro mamma, che a veder gettati nella spazzatura l’apetta di peluche e la collezione di Barbapapà si sentono molcere il core. Berlicche, da uomo superiore qual è, sa bene che questo attaccamento ai vecchi balocchi è proprio tipico di fanciulli e donnicciole, ma, comprensivo e tollerante con coloro che sono troppo deboli, fragili o sensibili per arrivare alle alte vette del pensiero umano cui lui è asceso – nonché impaurito delle possibili contromosse (pianti dei pargoli, magone della moglie) – si schiera per il mantenimento delle carabattole in cantina, perché è noto che la vera carità cristiana in questo consiste: sopportare, fintantoché non ci scoccia troppo, qualche fisima da parte di chi non è stato illuminato dal Verbo come noi.

Da qui parte dritta dritta la similitudine con il Corano bruciato. Che per Berlicche è non è proprio omologabile ai giochi infantili dei figli, perché è ben peggio: Se l’apetta di peluche è solo sciocchina, il Corano, dice Berlicche, è invece un libro pericoloso, pieno di menzogne: uno scritto che andrebbe distrutto punto e basta, come si distruggono le borse di Louis Vuitton tarocche che potrebbero ingannare i clienti. Per dimostrare l’affermazione inizia la requisitoria:

Quando viene pubblicato uno scritto palesemente falso subito ci si attiva per distruggerlo. Sia che la sua diffusione sia incidentale, come in un avviso errato, o intenzionale, come in un articolo diffamatorio. E’ dannoso, in quanto chi lo legge potrebbe non distinguerlo dalla verità. E nessuno in buona fede si duole per la sua rimozione.

Ora già qua il paragone zoppica parecchio, perché non è chiaro su quali basi il Berlicche decida che il povero Corano è palesemente falso. Se la falsità si dimostra per il fatto che esso si presenta come una rivelazione fatta da un Dio ad un uomo, stamo messi maluccio, perché allora bisognerebbe fare un bel falò anche di Bibbia, Vangeli e metà della letteratura cristiana. Se ne deduce quindi che il Corano, come libro sacro, è palesemente falso perché non è il Libro in cui crede Berlicche, e siccome non gli garba, lo si dovrebbe eliminare. Vabbe’. Ma diamogli pure buona che il Corano sia una bufala madornale, a noi poveri laici ancora non è chiaro perché ci si debba augurare la sua sparizione e organizzarne il rogo. Berlicche, per fortuna, ci illumina:

Fa discutere il proposito di un predicatore americano di bruciare il Corano.
Ora, possiamo dire che si tratti di una verità che occorre conservare? Io certo non posso: sono convinto che sia intrinsecamente falso. Di più, che sia dannoso. Di quali danni sia capace ce lo ha dimostrato la storia degli ultimi millequattrocento anni.

Tralasciamo il fatto che, ad andare a vedere i disastri combinati dai vari Libri Sacri negli ultimi millenni, anche Bibbia e Vangeli andrebbero buttati allora di corsa nel gran falò, il problema di Berlicche sta tutto là, in quella verità che bisogna conservare. Per chi ha una visione laica – cioè moderna e scientifica- della vita, nessun libro è una Verità. Un libro è un insieme di informazioni, su una vicenda e su una civilità, e, come tale, va preservato a prescindere. Ogni volta che si condanna al rogo un libro si distrugge una forma fra le tante possibili del pensiero: è una perdita irrimediabile, persino se si tratta di un pensiero che non condividiamo: se non c’è più siamo tutti più poveri. Per questo, nella coscienza degli intellettuali laici, anche se suona spietato, i roghi dei libri sembrano persino più orrendi di quelli degli eretici che li hanno scritti: se uccidi un uomo, il suo pensiero sopravvive, se bruci tutti i suoi scritti no. Ogni volta che si condanna alla distruzione un libro si commette un delitto contro l’umanità tutta, perché il progresso ha necessità di ricordarsi di tutte le strade percorse, persino di quelle che poi si sono rivelate “sbagliate” o non praticabili, o sono state abbandonate nel corso del tempo.

Per Berlicche e i tizi come lui, invece, tutto questo non può esistere: chi la pensa in maniera diversa da te non solo sbaglia, ma è pericoloso, ed i suoi scritti andrebbero distrutti. Se Berlicche si trattiene – e qua tanto di cappello per il triplo salto carpiato – non è affatto perché, come lascia intendere all’inizio, ha una forma di pietosa tolleranza nei confronti di chi giudica comunque inferiore, ma solo per paura che nasca un “vespaio”. Non butta via le carabattole dei figli perché teme che la moglie gli pianti grane, e possa, infuriatissima, sbatterlo per una settimana a dormire sul divano dello studio; non brucia il Corano sulla pubblica piazza come suggerisce il reverendo americano non per intrinseco rispetto delle idee di un’altra religione – lasciando aperta la porta alla possibilità che magari, in materia di religioni, possano aver ragione loro, o possiamo aver torto tutti – ma perché ha paura che qualche islamico offeso faccia casino, lo aspetti sotto casa e lo corchi di botte. Non vi fossero rischi, butterebbe nella monnezza senza un rimpianto il peluche dei bambini e accenderebbe ad ogni crocicchio un braciere. Non fa queste cose per fifa, insomma, ma attende nell’ombra con il cerino in mano. Perché, spiega, il giorno in cui, a furia di propaganda, avrà convinto tutti gli islamici a diventar cristiani, il nostro Berlicche la tolleranza cristiana la appenderà subito al chiodo, e via con un bel rogo generalizzato.

Chissà che soddisfazione ne trarrà poi, a bruciare libri che ormai tutti ritengono favole e a cui nessuno crede. Questo è un altro mistero. Ma deve essere per quella faccenda cristiana del perdono, mi sa.

*sul tema anche uno splendido Malvino.

33 Comments

  1. Come ho già scritto da Malvino, quanto afferma Berlicche permette a noi di comprenderne appieno la vera natura da “coniglio mannaro”, condivisa purtroppo da molti altri credenti come lui. Al di là dei modi suadenti con cui provano a circuirti, nulla è in effetti mutato rispetto alla ferocia di suoi antesignani quali Nicholas Eymerich, Bernardo Gui e Thomas de Torquemada, tanto per ricordarne i più famigerati.
    Per questo è fondamentale non abbassare mai la guardia.

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  2. ricordiamoci di fahrenheit 451: anche per questi qua, brucia questo e brucia quell’altro, lo scopo è quello di lasciare in circolazione un solo pensiero, il loro.

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  3. io invece oramai c’ho due palle grosse come meloni di ‘sta gente, altro che laica tolleranza… perchè devo tollerarae chi mi rompe i colgioni?
    propongo una bella deportazione nella foresta amazzonica, poi una bella guerra di religione, si ammazzano tutti da soli, e mi lasicano in pace…
    perdona la battutaccia Galatea, ma una persona libera e rispettosa e pacifica che colpa ne ha, da dover difendersi tutta la vita da ‘sta gente?

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  4. In Vuoto assoluto, Stanislaw Lem recensisce libri inventati, come Pericalypsis, che sarebbe stato scritto in olandese dal tedesco Joachim Fergenseld e pubblicato in Francia. L’assunto del testo è che il mondo è invaso dalla spazzatura dei vuoti a perdere e degli imballaggi sul piano materiale e da quella dell’inutile chiacchiericcio sul piano letterario e spirituale. La proposta di Fergenseld è radicale: chi scrive libri deve pagare di tasca propria e deve essere disincentivato da una forma di tassazione proporzionale al numero di opere, così pubblicherà solo chi ha qualcosa di davvero importante da dire ed è disposto a pagare di persona per dirlo. Per l’esistente egli propone roghi di tutta la cultura del XX secolo, roghi non reazionari come quelli del passato, di cui non gli sfugge l’infamia, ma roghi di salvataggio, progressivi, redentori. Coerentemente, Fergenseld suggerisce al lettore nell’ultimo paragrafo di fare a pezzi e consegnare al fuoco la sua stessa Pericalypsis. Seguirò il suo consiglio e userò la mia copia per accendere il fuoco redentore sotto la pira di un artefice di vaniloqui: Berlicche.

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  5. Bellissimo post.
    Comunque io appartengo alla categoria che si sente morire all’idea di bruciare un qualsiasi libro.
    Lo trovo un segno di involuzione mentale, con orridi precedenti.

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  6. Ancora Berlicche! Eh no, basta. Già ci ho speso fiumi di inchiostro sui suoi sogni cristiano-integralisti dove orde di angelici feti rincorrono urlanti madri degeneri che li hanno abortiti. Ci mancava anche le sue idee bislacche sui roghi portatori di verità. Non approvo molto l’America che sventolando la sua grande democrazia mette in prima pagina quel “reverendo” con un seguito da festa di compleanno, e a dir la verità questa non mi suona tanto giusta. Adesso mettere in evidenza anche questo “diavoletto” (Belicche non è un diavolo o sbaglio? 🙂 ) che di idee non ne ha mai azzeccata una mi par quasi un’eresia.
    Comunque ridicolo è, almeno per una persona laica e ragionevole, ma ce ne sono tante?
    Questa è la mia enorme preoccupazione.
    Un caro saluto
    Ross

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  7. Io adoro i fondamentalisti! In ispecie quelli cattolici, che fanno tanto gli ecumenici e poi stanno sempre lì con la benzina in una mano e i cerini nell’altra (eppure a Roma in questo primo Settembre il Pastore Tedesco sta ancora con la tonaca bianca a maniche corte… bah!).
    Devo ammettere, però, che in cuor mio mi auguro che il loro Signore li illumini tutti, magari fino a farli brillare come una bomba inesplosa degli Alleati.

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  8. @Galatea:

    Se la falsità si dimostra per il fatto che esso si presenta come una rivelazione fatta da un Dio ad un uomo, stamo messi maluccio, perché allora bisognerebbe fare un bel falò anche di Bibbia, Vangeli e metà della letteratura cristiana. Se ne deduce quindi che il Corano, come libro sacro, è palesemente falso perché non è il Libro in cui crede Berlicche, e siccome non gli garba, lo si dovrebbe eliminare. Vabbe’.

    No, no e poi no.

    Il Corano non è un testo come gli altri “testi sacri”. E’ il Dio fatto carta, quindi anche il tuo ragionamento non regge. Non sarebbe il libro ad essere falso, ma la divinità stessa.

    E comunque Uriel parlava di cupola di conformismo.

    Tutto vero, salvo che è la sfera del conformismo della politically correctness che impera.

    Io credo che sarà infranta quando sia un tizio che brucerà il corano ne pagherà le conseguenze, sia chi voglia dire che possa dire -ipotesi di scuola- “ma sì, che la impicchino presto quella troia di Sakineh, non se ne può più di vedere ‘sti radicalchic, ‘sti libertari dell’ ultimora a mobilitarsi”.
    Voglio dire: volete dire/fare/propalare qualcosa di palesemente contrario ai diritti umani e al mainstream?
    Liberissimi. Ma dopodiché, son cazzi vostri.
    Nessuna guarentigia.
    Nessun bavaglio.
    Nessuno a pararvi il culo, le conseguenze delle azioni compiute devono essere inevitabili.

    OT:

    Sulla vicenda di Sakineh. Nel febbraio del 2010, Karimirad, il portavoce del governo Ahmadinejad per gli affari giudiziari, ha dichiarato lo stralcio della pena di morte per lapidazione dal codice civile iraniano, nonché la sua inapplicabilità di fatto.
    Quindi, la lapidazione di questa donna, è un non-problema.
    Probabilmente, se non cambiano le decisioni, verrà impiccata.
    Domanda: se venisse impiccata, sarebbe meno grave che se fosse lapidata???
    Ed è grave l’ impiccagione in sé o il fatto che venga comminata in Iran?
    E negli altri paesi?
    In Cina si fucilano persone per reati , teoricamente, meno “socialmente pericolosi”, nella misura in cui l’ assetto familiare tradizionale è un pilastro della società iraniana.
    Negli Stati Uniti non mi risulta che venga abrogata la pena di morte.
    Chiedo: perché quest’ interesse per l’ Iran?
    Sapete che fine ha fatto Amina Lawal, la donna che in Nigeria è stata salvata dalla lapidazione?
    E’ una miserabile, che non può uscir di casa senza essere insultata o molestata. E’ socialmente morta.
    Queste mobilitazioni sono sacrosante nel momento della sentenza (specie se garantiscono visibilità mediatica alle celebrities di turno), ma perdono di interesse e presa sociale non appena la sentenza viene sospesa.
    Io lo trovo ipocrita: bisognerebbe garantire un follow up umanitario e giuridico a chiunque abbia la sentenza di morte commutata in una pena più leggera.

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  9. Quello che mi chiedo è: queste persone hanno mai letto il Corano? E la Bibbia? Personalmente io ho letto quasi tutta la Bibbia (la sto leggendo con molta attenzione e lentamente da un paio d’anni) e posso dire che è un libro che contiene delle falsità assolute, corredate da atrocità che nessun uomo laico occidentale sarebbe capace di sopportare. Delle fesserie inumane, completamente fantascientifiche. Questo in particolare per quanto riguarda il vecchio testamento: il nuovo cambia completamente tono e, francamente, pur avendo studiato attentamente la storia della religione cristiana in generale e cattolica in particolare, fatico a capire come le due parti siano teologicamente conciliabili.
    Del Corano non so nulla e non mi esprimo. Solo che, a questo punto, se dovessi seguire alla lettera quanto suggerito da Berlicche la prima cosa che farei sarebbe bruciare la Bibbia.

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  10. @Galatea:

    Chissà che soddisfazione ne trarrà poi, a bruciare libri che ormai tutti ritengono favole e a cui nessuno crede. Questo è un altro mistero. Ma deve essere per quella faccenda cristiana del perdono, mi sa.

    Infatti a Qom studiano il Corano per passatempo, in Egitto Al Azhar non conta un cazzo e non c’è una vera e propria riconfessionalizzazione identitaria, accompagnata però all’ accettazione ai simboli, non mediabili in quanto simboli, della globalizzazione.
    In Egitto nessuna confessione, tantomeno quella dei Copti, fa nulla a livello umanitario…
    Ma sì, hai ragione. Non gliene importa niente a nessuno.
    Logico che dato il peso irrilevante che ha assunto la religione nelle società mondiali, sia come agenzia di welfare di prossimità, sia come risposta identitaria al postcolonialismo, sia come asset ideologico che va a colmare la fine delle ideologie, sia come risveglio meramente sociologico, fomentato dai media, il reverendo avesse voluto fare quel gesto per uno sciocco capriccio.

    @Paolo: leggere un testo sacro non vuol dire né interpretarlo né studiarlo. Se trovi la Bibbia un ammasso di assurdità fantascientifiche, hai ancora molta strada da fare….

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  11. @roseau: Per me chiunque bruci dei libri è un cretino. Con l’unica eccezione di Pepe Carvalho. E chiunque condanni a morte un altro essere umano (per lapidazione, impiccagione, sedia elettrica o quant’altro) è un omicida. Detto questo, detto tutto.

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  12. …per me chiunque bruci dei libri è un cretino. Con l’ eccezione di Pepe Carvalho

    Sì, ma ti ricordi come e perché aveva iniziato a bruciarli? Se vuoi te lo ricordo io. Lo dice Montalban in Tatuaggio.

    Carvalho si sorprese schiavo di una cultura che lo aveva separato dalla vita, che aveva falsificato la sua sentimentalità come gli antibiotici possono distruggere le difese dell’organismo. Carvalho inizia a bruciare libri, ad incendiare volume dopo volume la sua biblioteca, a dare “il meritato castigo alle verità inutili che riuniva”. Nel camino il detective ha incendiato dapprima La Spagna come problema di Pedro Laín Entralgo, e numerosi altri tomi: il Quijote, la Critica della ragion dialettica di H. Lefebvre, Come fu temprato l’acciaio di Ostrovskij, letture obbligate di qualsiasi buon comunista clandestino spagnolo. E poi I fratelli Karamazov di Dostoevskij, Maurice di E.M. Forster, Prima che sia tardi di Angus Wilson, Atto senza parole di Samuel Beckett, Teoria estetica di T.W. Adorno…
    Addirittura, quando Carvalho abitava in un appartamento che suo zio gli aveva affittato, un appartamento con il caminetto, ma senza biblioteca, è dovuto andare in libreria a comprare dei libri, parecchi, tra i quali le opere complete di Borges (che originale!). E li ha comprati soltanto per poterli bruciare, perchè a Carvalho piace sfoggiare questo suo vizio, specie quando ha un pubblico per potersi esibire nel falò. In Tatuaggio, appunto, aveva detto che lui non è di quelli che quando sente la parola cultura tira fuori la pistola: “io tiro fuori l’accendino”. E aveva continuato con una filippica a favore della cultura viva, tattile e commestibile, in opposizione all'”ortopedia verbale”.

    Ecco, Galatea: anche se tu sembri afflitta, da quel che si evince dai tuoi post, dallo stesso problema di Carvalho, non avrai mai il coraggio di fare un bel rogo di libri.

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  13. ecco come una non notizia, un non evento, un fattoide, diventa argomento centrale dell’opinione pubblica almeno per un giorno o due. svolgere il temino assegnato non è poi difficile: amo i libri, criminale bruciarli. in definitiva ci limitiamo a chiosare i “nostri” media, a ripetere con mille varianti il loro messaggio. qui,nel suo commento, anche se da par suo, svolge il compitino pure Popinga, autore del blog italiano più “sgagio”.

    Sabah al Khayat e Riad al Saray chi erano rispettivamente fino a mercoledì e martedì scorso? ma è un argomento che non tira …
    🙂

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  14. Oddio, il blog di Bericche proprio non lo conoscevo… illeggibile!
    Mi chiedo perché mai in rete i cattolici debbano essere rappresentati da certe figure… ne concludo che anche gli atei nel complesso sono molto meglio di quel che appare nella blogosfera.
    Di Corano ne so proprio poco, ma trovo anch’io opportuno ricordare che c’è differenza sostanziale con la Bibbia
    Ebrei e cristiani ritengono la Bibbia (e Vangelo) un testo ispirato, del Corano raccontano che sia stato dettato al profeta direttamente da Dio e partecipa di quella divinità.

    Ad ogni modo bellissimo post, grazie

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  15. mai conosciuto questo blog, ma ci faccio un giretto tanto per curiosità. Bisogna sentire tutte le campane, per quanto stonate, in modo da farsi un’idea.

    Bruciare un libro dovrebbe essere punito con la pena capitale.

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  16. @—>deoameinfida
    Bibbia, Corano, Vangeli, sono libri interessantissimi, sui quali vale la pena di spendere più di qualche serata di lettura. L’importante è approcciarsi ad essi con spirito critico e curiosità scientifica, come ti approcceresti alla raccolta degli scritti di Cicerone o un’Odissea chiosata da un copista medievale.
    Volenti o nolenti, essi rappresentano delle tappe fondamentali del pensiero umano e hanno influenzato il comportamento e le strutture sociali ed economiche di miliardi di persone. Inoltre, per controbattere con cognizione di causa, è indispensabile conoscere. Come asserisce Odifreddi (“Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici”), spesso sono gli stessi credenti che non conoscono i loro testi di riferimento. Se ne avessero effettiva e non mediata (dal clero) conoscenza, probabilmente non sarebbero tali. Qualcuno che non ricordo, una volta disse che “per diventare atei, basta leggere la Bibbia”.

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  17. @roseau: sono sempre pronto ad imparare, quindi accetto i tuoi consigli: cosa dovrei fare di un testo sacro oltre che interpretarlo e studiarlo (oltre che leggerlo)? Devo bruciarlo? Devo mandarlo giù a memoria?
    In ogni caso per completare il discorso, che era volutamente breve e troppo conciso, aggiungo che semplicemente l’Antico Testamento è in completa antitesi con il Nuovo e ci presenta un Dio capriccioso, elitario, vendicativo.
    Anche se, lo ammetto, quello che più mi irrita è la qualità del testo in sé: chiamare “sacro” un testo ricco di errori, di ripetizioni, che sembra scritto da un bambino delle elementari con seri handicap mentali e lo trovo blasfemo. Se fossi un fanatico religioso e qualcuno mi venisse a dire che quella è la parola di Dio lo massacrerei all’istante.
    Per chi non crede a quello che dico consiglio la lettura per lo meno dei primi cinque libri della Bibbia per aprire gli occhi su questo pseudo “testo sacro”.

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  18. @lector: e non si sbagliavano mica? Io da quando lo leggo ho smesso di andare a messa dove della bibbia di propinano solo le parti migliori, ignorando la sostanza del vecchio testamento: che presenta un Dio misogino, sessuofobo, clerocentrico, omofobico, elitario.
    Un Dio che, se davvero esistesse, andrebbe ucciso.

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  19. @Paolo: Dio non è politicamente corretto. E certe situazioni dei testi c.d. sacri di ogni credo magari vanno intesi alla luce di una qualche competenza della situazione storica nella quale sono stati scritti.
    Della misoginia, del clerocentrismo, della sessuofobia, dell’ elitarismo, le società tradizionali non sono meno colpevoli delle religioni. Anzi le religioni in genere nascono e permeano le società tradizionali.
    Se c’è un richiamo e una ripresa del complesso di credenze delle società tradizionali e di quel qualcosa di imponderabile che è il valore tradizionale, evidentemente qualcosa nella fiera, luminosa, civilissima storia del laicismo è andato storto.
    Io saprei dire cosa, ma sarebbe molto, troppo lungo spiegarlo.
    Sta a voi rimediare se ci riuscirete.

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  20. Ringrazio per l’attenzione riservata ad un diavolaccio come il sottoscritto. Certamente non meritavo l’attenzione di tante persone antropologicamente superiori, il cui disprezzo per noi povere anime oscurate dalla fede traluce da ogni riga. Ma visto che siamo qui, un paio di punti andrebbero chiariti.
    Intanto, suppongo che la padrona di casa abbia stanze molto grosse, ingombre di ogni genere di ogni genere di ammennicolo e cartaccia, dagli scontrini del tram di quand’era ragazza ad ogni volantino pubblicitario mai arrivato in buca. Perché appare chiaro: niente deve essere mai buttato. Non è così? Allora vuol dire che un criterio su cosa buttare e cosa tenere viene già usato. Questo lo butto, questo lo tengo. Esiste una verità, esiste un’utilità. Ci si straccia le vesti sul mio post, ma poi le vesti stracciate le si butta via.
    La maggior parte dei qui presenti ammette candidamente che brucerebbe me e il mio libro sacro e il mio blog, e se non lo fa, mi pare di capire, non è perché non voglia ma perché non ne ha la possibilità. Forse, anzi, certamente, senza avere capito quello che il mio post (magari nemmeno letto) dice realmente.
    Perché parlare di “pietosa tolleranza nei confronti di chi giudica comunque inferiore” o dire che non si brucia per fifa, significa non avere compreso una vera e propria cippa di quello che il post intendeva dire, e magari cercare di attribuire allo scrittore stati d’animo proprii che, posso assicurare, lui non ha mai provati.
    Colpa mia, sicuramente. Tizi come me dovrebbero evitare di scrivere cose che, ideologicamente fraintese senza neanche tentare di comprenderle, possano trarre in inganno spiriti illuminati.
    PS: Da bibliofilo compulsivo non ho mai non solo bruciato, ma neanche mai buttato un libro in vita mia. Potete dire altrettanto?

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  21. @Berlicche: Vedi, mio caro, il tuo commento è uno di quelli che si potrebbero mettere in cornice per spiegare che purtroppo la Fede non solo fa a pugni con la logica, ma, ahimè, in taluni individui ne inibisce l’uso. Il proclama: “Esiste una verità e esiste una utilità” non ha già di per sè alcun senso logico, dal momento che la “Verità” l’avresti decisa tu, senza alcun argomento razionale. Il libro che per te è inutile per me può essere utilissimo, ed è in base a questo principio che i libri non si devono bruciare, ma semmai salvaguardare, anche a costo della vita. Quanto poi a definire il Corano (come qualsiasi altro libro sacro di altre religioni) un libro “inutile”, be’ questa, ad esempio, è semplicemente una di quelle stupidaggini talmente madornali che a me, che pure faccio parte dei non credenti, non verrebbe mai in mente. Va a finire che gli unici che hanno poi un residuo di rispetto per i testi sacri, al solito, siamo noi senza Dio.
    E’ inutile che tu venga qui ad accusarmi di essere una che ti brucerebbe il blog, o qualche tuo scritto, perché per quanto mi riguarda il tuo blog è al sicuro: puoi continuare a postare quello che vuoi senza che ci sia il rischio che qua qualcuno chieda censure o roghi nei tuoi confronti, perché la differenza fra me e te sta proprio in questo: che io non paura che chi la pensa diversamente di me possa esprimersi liberamente, né penso che che esita una verità assoluta che mi consenta di chiedere la censura nei confronti di chi non vi uniforma. Quanto alla comprensione dei tuoi testi, be’ ti consiglierei di lavorarci parecchio, perché, vedi, purtroppo quanto emergeva dal tuo post era esattamente quello che ho scritto, e ti assicuro che, come dimostrano le citazioni riportate, l’ho letto e riletto con attenzione.
    Ah, quanto al bibliofilo compulsivo.. ecco io non sono bibliofila, ma una che legge libri. E visto che tu mi domandi: “Non ho mai non solo bruciato, ma neanche mai buttato un libro in vita mia. Potete dire altrettanto?” Ti rispondo: Sì. E pensa, a me sembra una cosa normalissima. Si vede che siamo proprio differenti.

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  22. Galatea, dici che la Verità non esiste, ma a quanto pare tutti quanti non credono nella tua verità sono irrimediabilmente degli stupidi. Dove è la logica in questo?
    Ripeto il punto del mio commento precedente, a cui non hai risposto: hai la casa piena di ogni opuscolo che ti mettono in buca e ogni rivista oppure no? E se no, qual è il tuo criterio per buttare?
    Poi vedo che insisti con quello che ho già negato essere vero: che io abbia paura. Ovvero: dopo che ho spiegato, insisti con il tuo errore. Allora mi viene in mente che il tuo problema non è non avere letto e riletto il mio post, quanto non volerlo capire. Rifiutarsi, insomma, di ammettere che potrebbe volere dire qualcosa di diverso rispetto a quello che tu sei convinta debba dire.
    Perchè sono uno stupido cattolico, e non mi bruceresti, no. Ti limiti a insultarmi e disprezzarmi e odiarmi. E’ questa la vera differenza tra noi: io non ti odio, e non ritengo affatto che tu sia stupida. Ritengo solo che tu abbia opinioni sbagliate.
    E tu sai che sono nel giusto, perchè, non esistendo la verità, come potrei io sbagliarmi?

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  23. Be’ Berlicche, se ti disprezziamo dovresti essere contento così puoi assumere l’atteggiamento da finto martire che ti piace tanto, e ti fa sentire superiore. L’unica cosa che mi dispiace è che il pover Gesù Cristo si ritroverebbe, oggi, fra le sue file, tutti quei Farisei che lo hanno tormentato in vita e condannato a morte, sempre pronti a sputar sentenze. Poveraccio, è proprio morto invano…

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