Però spiegatemelo

Vorrei capire perché se non si è razzisti quando si dice che gli extracomunitari vanno cacciati, i rom deportati non si sa bene dove, i romani sono porci e gli ebrei sono dei traditori per antonomasia, se non si è fascisti quando si fa il saluto romano e si inneggia al Duce, se non si è nazisti quando si scrive che gli handicappati andrebbero buttati giù dalle rupi, non si è omofobi quando si impedisce agli omosessuali di essere trattati come tutti gli altri cittadini, non si è islamofobi quando si trattano tutti gli islamici indistintamente come potenziali terroristi, se si pensa che Berlusconi sia un uomo che qualche scheletrino nell’armadio forse forse ce l’ha si è subito e senza appello dei feroci giustizialisti, comunisti e antiberlusconiani.

13 Comments

  1. Essendo questi come il Trota (nel cui sogno, come dice qualcuno, ora stiamo tutti vivendo), i termini “razzisti”, “omofobi”, “fascisti” e “islamofobi” sono vagamente conosciuti nel loro valore negativo (le scuole evidentemente in modo o nell’altro le hanno fatte tutti) ma non nel loro significato reale.

    Se adesso ci mettiamo anche a spiegargli il significato (oltre all’inutile e disumana fatica che si fa) c’è il rischio che quelli ne permutino subito il valore (da negativo a positivo). Qualcosa del genere: “E lo potevate dire prima! Allora sì, siamo razzisti e omofobi!”

    Un po’ è l’inverso di quello che è successo al termine “integrazione” (è rimasto positivo ma adesso vuol dire “tu sottosviluppato, diventa come me”): ce lo hanno scippato.

    Di sicuro quest’opera di esegesi dovrebbe invece valere per “i nostri”: il 45% dei lettori di Repubblica on line (edizione Milano) votava a favore dell’intervento di Maroni per non assegnare le case ai ROM.

    In ogni caso però: “giustizialisti, comunisti e antiberlusconiani” non sono delle offese e “feroci” è solo un rafforzativo. Sì, sono un feroce giustizialista, comunista e antiberlusconiano.

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  2. @rasko
    Tutte le etichette sono brutte ma in questo quadro distorto e paradossale, quello cioè del sogno del Trota, “giustizialista” è meglio di “garantista”; “comunista” è moooolto meglio di “fascista” e “antiberlusconiano” si spiega da solo.

    Non sono convinto invece dell’accento su “vor dì”, io mi terrei sulle regole ortografiche italiane (e metterei l’apostrofo, segno di elisione).
    Vabbe’ magari so’ troppo giustizialista (anche se in questo caso sarebbe meglio dire “troppo rompiballe”).
    🙂

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  3. Posso dunque concludere di essere razzista. E di aver tratto l’ispirazione per l’intonazione di un post.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  4. eh, la sai già la risposta, perchè molta gente pensa male, e magari ha tante altre qualità (e le cose importanti son altre nella vita, mica non riuscire ad infilare un sillogismo), ma pensa male.
    poi c’è chi pensa disonestamente, mosso magari dal tornaconto, oppure da quella strana sindrome che ci porta a voler sprecare energie nella difesa per partito preso di un qualcosa, invece che a ragionar di quella “cosa” (certo per sfogarsi in questo senso sarebbe meglio andare allo stadio) – e magari pure questi son brave persone, che disonestamente pensano e onestamente vivono.

    per esempio Galatea, Borghezio è sicuramente razzista, ma quanti di quelli che gridano “Borghezio razzista” usano correttamente il termine razzismo? Quanti tuoi alunni ne conoscono il significato?

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  5. dalla tua risposta mi sembra d’intuire che non mi sono spiegato bene, e non capisco perchè. Ho chiesto dei tuoi alunni senza alcun istinto malevolo, perchè ho l’impressione che i giovani, anche della mia generazione, ormai a certe parole diano un significato stravolto.
    riformulo: ipotizziamo che la santanche nel suo convincimento personale sia pure lei razzista, da certe sue dichiarazioni si potrebbe supporlo. ebbene quelli che gridano “razzista” alla santanche quando pone il probema (se credendo o non in quello che dice, non lo so) della condizione femminile tra gli immigrati di cultura islamica, utlizzano correttamente il termine?
    Ancora, i deficenti di estrema sinistra che danno a me del fascista, utilizzano correttamente il termine? I deficenti di estrema destra che danno a me del cumunista?

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  6. @nomedelblog. Guarda, ho analoghi problemi anche io, perché ho passato la vita a sentirmi dare della “comunista” della “fascista” o altro da gente che non aveva la più pallida idea dei significati del termine, e li usava genericamente per indicare chiunque stesse loro sulle balle perché sosteneva opinioni diverse da quelle loro.
    Personalmente credo che “razzista” sia chiunque, generalizzando a sproposito, imputi ad un generico “tutti” dei comportamenti che invece sono di individui singoli o di gruppi di individui. Pertanto chi dice che alcuni nomadi creano problemi all’ordine pubblico e andrebbero controllati meglio per impedirgli di delinquere o di commettere abusi sui loro familiari, costringendo, per esempio, bambini e donne a mendicare, non sta dicendo una cosa razzista, ma pone un problema reale a cui sarebbe bene trovare una soluzione. Chi dice che tutti i rom sono ladri e andrebbero cacciati a calci nel sedere o rispediti non si sa bene dove con una generalizzata deportazione, è razzista, al pari di quello che dice “tutti gli italiani sono mafiosi”.
    Stesso discorso vale per la Santanché: Alcune donne musulmane di sicuro vivono all’interno delle loro famiglie situazioni difficili, di abusi e discriminazioni, e andrebbero aiutate, come vanno aiutate tutte le donne (e più genericamente, tutti gli esseri umani) che si trovano a vivere in un ambiente che impedisce loro la libertà di scelta. Quando però sento e vedo la Santanché proporre delle iniziative abbastanza inutili, come quella di cercare di togliere il velo alle donne musulmane (che magari lo portano per loro scelta religiosa, esattamente come portano il velo le nostre suore) a me pare che definirla “razzista” non sia sbagliato, in quanto estende a “tutti” i musulmani e le musulmane accuse che riguardano, assai probabilmente, solo una parte di loro.

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  7. evvabbe’ forse non era proprio perfetto neanche l’esempio della santanchè, però mi sembra che ci siamo capiti. il termine razzista è a mia impressione quello più spesso usato a sproposito anche perchè, oltre alle generalizzazioni deleterie a cui fai riferimento, molti confondono i concetti di etnia e di cultura.

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  8. @nomedelblog: ho l’impressione che ormai parole come “fascista”, “comunista”, “razzista” siano usate da molte persone senza aver bene chiaro cosa di preciso vogliano dire, come generico insulto. Quanto alla confusione fra “etnia” e “cultura” tieni presente che ancora è diffusa l’idea, per esempio, che gli Ebrei siano una “razza”, mentre sono una cultura (anche perché tecnicamente, visto che le conversioni all’ebraismo sono rare ma possibili, anche definirli una “etnia” non regge), i musulmani di certo non sono una razza, e dubito che in fondo si possano poi definire semplicisticamente persino una “cultura” omogenea.

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