Le rivoluzioni sono una cosa seria

Tornando a casa, sono passata davanti al gazebo del PD, quello in cui i volontari raccoglievano i famosi  diecimilioni di firme per far cadere Berlusconi.

Non ho neppure guardato i volontari, e sono passata diritta, ben sapendo che, mi avessero riconosciuta, avrebbero tentato di fermarmi per chiedermi di sottoscrivere, e io non ce l’avrei fatta, sarei sbottata. Perché di tutte le uscite di Bersani, che a me sta pure umanamente simpatico, questa è quella che mi ha fatto più incazzare.

Pierluigi, ma porca miseria: se vuoi rimanere all’interno di un gioco democratico, dieci milioni di firme raccolte nei baracchini non servono una cippa, servono solo i deputati che votino contro il Governo in Parlamento, per farlo cadere. E in Parlamento ci stai tu, cazzo, mica i comuni cittadini.

Se invece decidi che questa non è più una democrazia, e allora le regole e l’educazione devono andare a farsi benedire, dieci milioni di firme ti servono una cippa lo stesso. Ti servono dieci milioni di persone, in piazza, come in Egitto, che non si schiodino di là finché Silvio non molla.

Meditaci, Pierluigi. Il guaio delle rivoluzioni è che sono una cosa seria.

21 Comments

  1. Ma vi ricordate i girotondini e quello che allora ha detto Moretti ?
    B. cadrà solo se le forze che lo sostengono sceglieranno qualcun’altro.
    Mi pare stia succedendo lo stesso in Egitto, Obama consiglia di cedere il passo, vedremo gli altri leader mondiali che faranno.
    Da noi c’è una democrazia di facciata ma dietro ci sono i soliti poteri a gestire chi guida.
    Vi pare possibile che una qualsiasi folla faccia anche solo rispettare la Costituzione ?

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  2. Clap clap clap.
    Vedasi ieri sera a Ballarò. Mi pareva inutile il soffermarsi a discutere di politica o politica economica, da parte di Bersani (o Casini), quando l’unico argomento su cui insistere concerneva – a mio avviso – la rimozione della pesantissima pregiudiziale, costituita dal Silvio nazionale e delle sue faccende personali, permanendo la quale ogni discorso (politico o di politica economica) ruota attorno ad essa e contro di essa si arena.
    Scusa la seriosità.

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  3. Non ho votato ne` votero` mai Berlusconi perche` non mi piace, e` arrogante, corrotto e anti-liberale.
    E pure [aggiungere qui insulti a piacere]
    Quello che molti non hanno capito (a quanto pare a partire dall` autrice di questo blog) e` che le persone non votano Berlusconi perche` amano Berlusconi, ma perche` non vogliono avere, a nessun costo, un ex-comunista buono a nulla al governo.
    Il problema italiano e` la scelta tra un politico corrotto come Berlusconi e un partito corrotto e fatto da ex-comunisti buoni a nulla come il PD (a meno di non considerare quelli che ce l` hanno duro, Fini o Casini come una scelta).
    Per molti, Berlusconi e` il male minore. E non hanno tutti i torti.
    Il giorno che nel PD Bersani, D` Alema e Veltroni andranno in pensione, e nuove leve pulite prenderanno il loro posto, quel giorno Berlusconi sara` finito (anche se, prima che quel giorno arrivi, Berlusconi sara` probabilmente gia` morto e sepolto)..

    Inneggiare alla rivoluzione anti-Berlusconi vuol dire far finta di non capire che Silvio e` stato eletto democraticamente. Che piaccia o no.

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  4. @gigi: sono sempre affascinata da quelli che leggono i miei post e capiscono l’esatto contrario di quanto vi si dice. Spiegami una cosa, Gigi, ma tu come hai letto il post? una riga sì e una no? All’incontrario balzellando qua e là? No, tanto per sapere.

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  5. Non si può continuare a non considerare che quando il centrosinistra ha governato si è : ridotto il debito pubblico, si sono abbassati i costi della politica (aerei blu da 6 ml. di euro/mese a 1.8), il cuneo fiscale (di cui non si sa nulla), nessuna legge che favorisca l’evasione (o la malavita), ecc, ecc.. Ecco, ci vorrebbe un bilancio di come un governo ha trovato il paese e di come l’abbia lasciato. Io stò aspettando quello del ’94.

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  6. Se persone normali come me, e pure come Galatea a quanto vedo, cominciano a pensare che qui ormai ci vuole la rivoluzione per cambiare qualcosa, qualche speranza c’è.
    L’unico problema è trovare gli altri 9 milioni 999.998 rivoluzionari.
    Passiamo parola?
    A Bersani con i suoi dieci milioni di gazebo direi di pulircisi il . (noi rivoluzionari siamo spesso un po’ sbrigativi.

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  7. a me piacciono molto i rivoluzionari del blog, in casa fa caldo, non ci sono problemi particolari a parte il rumore, nessuno che ti prende a randellate o i tuoi che ti calpestano. Non c’è il pericolo di incontrare un proiettile di gomma, di respirare lacrimogeni, di urlare slogan che in momenti normali neppure passavano per la testa. La risata prossima ventura non so chi sommergerà se Berlusconi oppure i distinguo con cui la sinistra da sempre accompagna la sua virtù salvifica, ovvero tutto ciò che è fatto è insufficiente solo la parusia rivoluzionaria può rimettere a posto l’inerzia che colpevolmente ha accompagnato le nostre vite. Ma dove eravamo finché cadeva tutto ciò, perché Bersani ha avuto quasi il 60% dei consensi alle primarie, perché non ci si ferma ai gazebo e non si dice tutta l’insufficienza di quanto viene proposto e fatto? Non ci credo all’efficacia dei 10 milioni di firme perché questo è il terreno di Berlusconi ovvero chiamare la piazza quando non c’è politica, ma il problema è proprio questo serve una politica alternativa, credibile e la forza, il tempo, la pazienza rivoluzionaria di cambiare gli uomini, non il risultato di un’elezione.

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  8. Temo che le vere rivoluzioni, più che da gente seria, siano state fatte da gente AFFAMATA; e qui, cari miei, di fame ancora ce n’è poca.

    C’è poco lavoro, c’è molta difficoltà, siamo indubbiamente più poveri, ma manca ancora la vera disperazione o, almeno, è talmente ben nascosta che i milioni di cittadini che dovrebbero scendere in piazza se ne stanno davanti la TV a sognare davanti ai vari pacchi, ghigliottine, letterine e mignottame vario, il giorno in cui UNO qualsiasi li tolga da questa merda.

    UNO qualsiasi che, possibilmente, richieda loro meno sacrifici possibile e che li tratti come eterni FIGLI da accudire.

    Io, tutti ‘sti milioni di cittadini democratici che scenderebbero in piazza, tutti insieme ad urlare, incazzati, DISPERATI, semplicemente non li vedo; magari 10 milioni di firme, raccolte in un mesetto, coi gazebini, in maniche di camicia pure pure ma, appunto, non è una rivoluzione. E’ soltanto uno spreco di risorse.

    Eh si, non la sto prendendo bene…

    Grazie Galatea,
    mi fai sempre riflettere.
    Eli.

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  9. @Galatea
    “Spiegami una cosa, Gigi, ma tu come hai letto il post? una riga sì e una no?”
    Evidentemente, non so leggere

    @Elena
    “L’unico problema è trovare gli altri 9 milioni 999.998 rivoluzionari.”
    D`accordo.

    @Eli
    “Temo che le vere rivoluzioni, più che da gente seria, siano state fatte da gente AFFAMATA; e qui, cari miei, di fame ancora ce n’è poca. “
    Ancora piu` d accordo.

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  10. Non riesco a capire chi inneggia alla rivoluzione, da che mondo è mondo le rivoluzioni portano a vuoti di potere in cui si siedono a banchettare i tiranni (magari di nuovo conio ma non per questo meno efferati) di solito con molta carne e sangue di rivoluzionari… lo so’ è poco romantico, ma anche se sono stati scritti bei romanzi la realtà delle rivoluzioni è come quella della guerra: orribile.

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