Gigi D’Alessio è Gigi D’Alessio è Gigi D’Alessio

In tutta la polemica sul concerto di Gigi D’Alessio per la Moratti annullato a Milano io resto convita che gli artisti vadano giudicati per quello che producono come artisti, e poi come esseri umani fanno le loro scelte politiche, condivisibili o meno, e pace.

Celine, per dire, era nazista, ma era Celine. Battisti è Battisti, e chissenefrega per chi votava mentre scriveva le sue canzoni. Gigi D’Alessio è Gigi D’Alessio.

Per me resterebbe inascoltabile pure se fosse stato a fare la rivoluzione con Che Guevara.

12 Comments

  1. Ah, menomale! Per un attimo, quando ho letto il titolo, ho temuto che l’argomento del pezzo fosse: “La colpa del fatto che le canzoni di Gigi d’Alessio siano inascoltabili …è di Pisapia.”

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  2. Credo superfluo dirti che concordo parola per parola e persino sulle virgole. Ansioso nell’attesa della nuova release dell’intervista a Marco Malvaldi che non conoscevo e tornerò (almeno per il momento) ad ignorare. Tanto ti dovevo per profittare al fine di mandarti un saluto ed un abbraccio.

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  3. non ritengo g.d’a. un artista, ma un artigiano abbastanza fortunato; non credo che esistano artisti mediocri, esistono artisti e non-artisti

    celine è un caso molto particolare, non va usato per considerazioni generali

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  4. io sono perfettamente d’accordo con Galatea.
    e non mi convince molto la distinzione artisti-artigiani: un regista come Mario Bava si considerava un artigiano del cinema ma i suoi horror e thriller (che anticipano per molti versi Dario Argento) all’estero sono considerati dei capolavori. Stesso discorso per gli horror di Lucio Fulci

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  5. Da un paio di notizie lette sulla rinuncia al concerto per la moratti, ho avuto occhi diversi per gigi d’alessio…
    Poi ho letto ancora che ha rinuciato non per via della lega e di ciò che dicono sui napoletani e dintorni (atto di coraggio che andava oltre l’ideologia libera e personale) bensì per minacce personali (ma non ho letto quali) ed il gigi è tornato ai miei occhi quello di sempre: un inascoltabile romantico… Per una volta che l’avevo visto come un rivoluzionario accipicchia.
    Anche se un paio di pezzi sò carini dai…
    Diamo a Gigi quel che è di Gigi… 🙂

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  6. No, Céline non era nazista.
    Ha scritto ignobili pamphlet antisemiti e è dovuto riparare in Germania, a Sigmaringen, quando ha capito che per lui rimanere in Francia dopo quello che aveva scritto era diventato pericoloso. Ha cercato rifugio presso i tedeschi, contro i quali aveva valorosamente combattuto durante la prima guerra mondiale, ma non condivideva la visione della razza superiore propria dei nazisti. Anzi! La sua lunga esperienza di medico di famiglia in quartieri poveri l’aveva portato a compatire il prossimo, a condividere le altrui debolezze riconoscendole dentro di sé. Morte a credito e Il Viaggio … fanno pensare più alla Divina commedia che al Mein Kampf.

    Ignobile e grande: si, Céline è un caso a parte, un mistero.

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