Silvio, Robin Hood e gli allegri compagni di Sherwood

Ieri sera, ascoltando la presentazione in diretta della manovra, ho scoperto che Tremonti ha inventato una imposta chiamata “Robin Hood Tax”.

In fondo era molto coerente con la situazione, soprattutto visto che Berlusconi aveva la faccia stordita del Principe Giovanni quando si succhia il pollice, i provvedimenti presi ricordavano molto quelli dello Sceriffo di Nottingham, Tremonti parlava come Sir Biss e, al solito, nessuno parla di far pagare l’ICI a Frate Toc.

Ma mi ha chiarito anche molte cose della loro recente politica, compreso l’aver sostenuto, fino all’altro ieri, che tutto andava bene  e si sarebbe messo magicamente a posto. Come in un cartone della Disney, insomma.

18 Comments

  1. non capisco se è un errore voluto, una sottile mistificazione per distrarre e ingannare, o – meno probabile, dubito che tremonti sia così cretino – se proprio Tremonti non si rende conto della cantonata che ha preso: Robin Hood non rubava semplicemente “ai ricchi per dare ai poveri”, come la vulgata ormai ci ha abituato a riportare, bensì rubava al potere, nelle versioni moderne allo scriffo, ovvero all’esattore delle tasse, per (ri)dare ai poveri.
    Chi sarebbe il pincipe spendaccione, oggi, e chi lo sceriffo? I petrolieri? ma scherziamo? ma qualcuno ha una vaga idea di quanto costerebbe la benzina sena tasse?

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  2. Io prima di prendere misure così drastiche e prodromiche ad un sicura recessione avrei recuperato un miliardo e mezzo di euro abrogando le norme sull’8 per mille… anche solo per i gusto di vedere le Guardie svizzere che cercano di invaderci con le alabarde…

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  3. Duemonti (erano tre prima dei tagli) in realtà è un ragioniere di provincia che crede che “economista” significhi fare i conti della serva e crederti meglio degli altri perché (forse) non ci hai fatto la cresta.

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  4. @—>guido dalla germania
    Ci sei andato molto vicino. In realtà Tremonti è solo un avvocato esperto di procedura tributaria (i.e. contenzioso). Non capisce nulla né di economia (dove, di base, bisogna avere una solida preparazione in matematica e statistica), né di fisco sostanziale, ossia non meramente procedurale, (dove, di base, bisogna avere una solida preparazione economico aziendale). Come quasi tutti gli avvocati, molto probabilmente non capirà neppure come funziona la ritenuta d’acconto sulle proprie parcelle. Per quanto riguarda le misure fiscali, ci scommetterei sopra i pochi capelli che mi rimangono in testa che il vero artefice è Attilio Befera, attuale direttore generale dell’agenzia e già direttore generale di Equitalia Polis. La mano sembra essere indiscutibilmente la sua. Le misure di portata più economica, molto probabilmente, sono invece da ascriversi a qualche oscuro funzionario della BCE o di Bankitalia. Del resto, quando si dà in mano un settore chiave come l’economia a un emerito incompetente, ci si può solo aspettare che venga eteroguidato e sia del tutto inconsapevole di calcolare gli effetti di determinate scelte.
    Tremonti, in fatto d’incompetenza colossale nella materia, ha un precedente illustre: Benvenuto.

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  5. Se deve tagliare Obama a maggior ragione puo’ tagliare Berlusconi.

    Il “nostro” non ha mai detto: “Yes, We Can!”

    Ha detto che non avrebbe mai messo le mani nelle tasche degli Italiani.

    Eccetto che in circostanze di “force majeure”: cioe’ la crisi planetaria scatenata dall’allegra finanza delle banche anglo-americane.

    Una crisi planetaria contro la quale nemmeno il gigante Berlusconi ha potuto fare nulla.
    Force majeure, appunto.

    Il vostro Mortadella avrebbe fatto lo stesso: probabilmente peggio.

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  6. “Il vostro Mortadella avrebbe fatto lo stesso: probabilmente peggio.”

    Probabilmente peggio o probabilmente meglio, in ogni caso non lo sapremo mai.
    🙂

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I commenti sono chiusi.