I vecchietti e la casa di riposo

La nuova casa di riposo di Spinola viene su come un fungo: è spuntata in mezzo ad un vecchio campo, una mattina, sloggiando papaveri e talpe, e da allora cresce, piano dopo piano, fra bestemmie di capocantieri calabri perfettamente comprese dagli operai rumeni.

È l’attrazione dei vecchietti di Spinola, che, bisogna capirli, non hanno altre distrazioni: non ci sono aperti lavori in corso per il tram o le metropolitane, a Spinola, quindi ci si deve contentare della casa di riposo, che da fuori pare un condominio come tutti gli altri, e nessuno sano di mente andrebbe a vedere il cantiere di un condominio; ma è una casa di riposo, lo sanno tutti, e allora si può, perché è una struttura pubblica, è anche un po’ loro, come se fosse un tram.

Arrivano alla mattina presto, e si siedono sulle due panchine in mezzo al praticolo raggrinzito, i vecchietti, scortati dalle badanti. È tutto un guardare un cagnesco: i vecchietti che guardano in cagnesco il cantiere, forse perché temono che i figli, una volta terminata la casa di riposo, colgano l’occasione per sbatterceli dentro, e cacciarli fuori dall’appartamento dove stanno adesso; le badanti che guardano in cagnesco la casa di riposo, perché quella roba là rischia di portar via lavoro, ché se ci mettono dentro i vecchietti loro non hanno da guadagnare più; il capocantiere che guarda in cagnesco badanti e vecchietti, perché gli operai guardano le badanti, che magari non sono proprio delle meraviglie, ma son sempre donne, e magari parlano anche la lingua di casa, gli operai che guardano un po’ in cagnesco le badanti, non si sa se perché non riescono a fare amicizia, o perché speravano che fossero un po’ più giovani e belle, mentre son cinquantenni rotonde con volti segnati dalle rughe, ché quelle giovani e belle trovano altri mestieri, e vanno a lavorare nei ristoranti o nei bar.

E tutti questi sguardi silenziosi si incrociano, zitti zitti, fra i muri che crescono e le bestemmie che vengon giù, nel cantiere della nuova casa di riposo, a Spinola.

7 Comments

  1. beata quella terra che ha un posto pubblico per i vecchi, qui con i tagli che ci sono da roma, è probabile che senza tremila euro al mese il vecchietto non te lo tiene nessuno

    e ci sono anche le italiane (e italiani…) che stanno portando via il lavoro alle badanti straniere, da almeno un anno

    la descrizione di galatea è bellissima, ma la realtà sta peggiorando molto

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.