10 Comments

  1. Prendendo certi treni rischi di incontrare gente che non ti aspettavi finisse proprio lì sopra a rompere i coglioni, come capitò a uno che conosco: che voleva farsi un giro a casaccio, pigliò il primo treno verso su, e ci beccò il suo commercialista che andava a un convegno, e che già che c’era gli ricordò le scadenze iva.
    Non è un fatto di destinazioni, ma di densità abitativa: siamo troppi, ovunque si vada.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  2. veramente le stazioni, specie quelle moderne così tutte eguali, sono, per dirla con marc augé, dei tipici non luoghi

    oggi come oggi, se prendi e vai da qualche parte, la possibilità di ritrovarti in un posto che non ha alcun significato, alcuna storia, alcun genius loci è elevatissima

    cara galatea, voi scrittori avete un mondo ormai finito, nella testa

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  3. Le FS provvedono anche a questo: prendi un qualsiasi treno che secondo l’orario dovrebbe arrivare a sud di Roma, o meglio ancora prova a muoverti tra due destinazioni meridionali, metti da un posto in Puglia ad una destinazione in Calabria, e sta tranquilla che avrai tutte le ebbrezze che desideri: quella di non sapere perché il treno si è fermato, né dove si sia fermato, né quando ripartirà, e nemmeno SE ripartirà; quella di non sapere che strada farà davvero, tra le deviazioni possibili, né quali stazioni saranno saltate, né se il tragitto sarà effettivamente tutto fatto in treno (o con vari mezzi, a volte offerti dalle sullodate FS, a volte privati); quella di non sapere se ci sarà almeno un bagno agibili per tutto il percorso (questo solo nel caso di eurostar e simili, però: negli altri treni i bagni sono sempre inagibili ma quasi sempre accessibili); quella di non sapere se il posto che hai prenotato c’è effettivamente (ma questo mi dicono succeda anche su tratte meglio servite), né se è davvero possibile comprare una bottiglietta d’acqua da qualcuno che non sia un bibitaro abusivo; e comunque, dato che anche su tratte insospettabili (p.es., parte del tragitto Roma-Bari) c’è il binario unico, non sai mai a che ora arrivi, sempre che arrivi.

    Poi ci sono delle certezze: che ci sono città (p.es. Matera) dove il treno non arriva (ma questo è vero anche nel centro-nord) e altre tra le quali è più veloce, frequente ed affidabile il pullman (Bari-Napoli, tra le quali non c’è un treno diretto: bisogna cambiare a Caserta).

    E poi ci sono tratte con treni ciuf ciuf che fanno tanto vecchio west.

    Insomma, tante opportunità di fuga romantica ed avventura.

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  4. Con la modica spesa di un abbonamento al mese, è possibile continuare a girare in eterno facendo la spola tra due stazioni, che è una buona approssimazione di un treno che non va da nessuna parte.
    Allo stesso modo, si può passare la vita tra le banalità quotidiane senza mai muoversi dal proprio mondo, e portandoselo dietro perfino quando si crede di essere in viaggio. Mi si dice che la gran parte delle persone viva così.

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  5. @Galatea e Ruzino: siamo in tre se può consolare!
    @Galatea: grazie per questo post, 3 righe per fotografare un momento in cui fatico a trovare la mia strada e la mia destinazione! 🙂

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