Gli auguri di buon anno ai tempi dei social

Eh diciamocelo. Ai bei tempi pre internet era tutto molto più facile: una bella valanga di cartoncini d’auguri ai parenti e a tutti gli altri un “Buone feste a te e famiglia” se li si incontrava per caso per strada. Ma oggi con tutti i nostri account da gestire gli auguri diventano uno slalom fra social, amici, contatti, newsletters, whatsapp, liste. E allora, come si fanno gli auguri ai tempi dei social?

Dal blog: solo se ce lo avevate già prima del 2008, è quindici giocate la carta vintage “vecchia blogstar”. È un augurio per pochi, perché tanto sul blog non vi legge nessuno. Eh, ma si può condividere sui social, direte voi. No, tanto sui social se postate il link al blog nessuno lo legge, tranquilli.

Da YouTube: solo se siete quattordicenni con un canale con millemila fan. Altrimenti fa discorso del Presidente della Repubblica vorrei ma non posso. O discorso di BeppeGrillo vorrei ma non posso. E non so cosa sia peggio.

Da Facebook: vi prego, un post in chiaro per tutti, evitando se possibile lo sfondo glitterato che cava gli occhi e ricorda il diario di una quattordicenne anno ’80 ancora in fissa per gli Wham!

Da Instagram, con una storia: solo se siete la Ferragni con Fedez.

Da Instagram, con una foto del cenone: solo se siete Salvini. E nel caso, per piacere, magnate qualcosa di decente.

Da Whatsapp: solo se siete riusciti a trovare un video natalizio-primoannizio che non ha NESSUNO nell’orbe mondo. Altrimenti, fidatevi, al terzo video inviato da tutti a tutti, nemmeno si accorgono che gli auguri li state spedendo voi.

Al telefono: ecco, ė carino. Ricordatevi solo che se li fate all’intera vostra rubrica arriverete a telefonare al cugino Zaccaria verso il 25 dicembre del 2019. Quindi a quel punto potrete ricominciare il giro.

Bene, quindi Buon… no, lasciamo stare.

Ci si becca più avanti, ok?

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