Carlo il Calvo e i litigiosi carolingi eredi di Carlo Magno.

 

Accadde oggi: nasceva Carlo il Calvo, uno dei più bisbetici eredi di Carlo Magno

Ci sono poche dinastie più litigiose e pasticcione di quella dei Carolingi. Tanto Carlo Magno era stato un uomo semplice e con un grande senso pratico, tanto i suoi eredi si segnalarono per le liti furibonde e le invidie devastanti, che finirono per portare al tracollo l’impero. Carlo il Calvo fu uno dei carolingi più bisbetici.

Il padre, Ludovico il Pio, più che religioso era baciapile, il che non gli impediva di organizzare periodiche stragi di parenti, che, quando erano ritenuti pericolosi o troppo ambiziosi, finivano in convento o accecati. Si sbarazzò così, per esempio, del nipote Bernardo, re d’Italia, e di numerosi fratellastri. Dalla prima moglie Ermergarda aveva avuto sei figli, e nell’817 emise la cosiddetta Ordinatio imperi, per normare la successione. Ma pochi anni dopo si risposò con la giovane e molto determinata Giuditta di Welf, che gli partorì il piccolo Carlo. La madre voleva che anche lui fosse inserito nell’asse ereditario. Ma Lotario, Ludovico il Bavaro e Pipino d’Aquitania si opposero ad una ulteriore suddivisione, e fra padre e figli scoppiò una guerra civile. I figli costrinsero Ludovico ad abdicare e ritirarsi in convento, poi uscirne per riprendere il potere nominando Carlo re d’Italia, poi di nuovo essere esautorato, mentre Giuditta veniva definitivamente costretta a prendere i voti, poi tornare sul trono, ma solo formalmente mentre i figli si spartivano impero e potere. In questo lungo periodo Carlo seguì le vicissitudini altalenanti del padre, divenendo ora re d’Aquitania, ora re d’Italia, ora erede al trono, ora nulla. Nell’843 si alleò con il fratellastro Ludovico contro Lotario, divenuto imperatore. I due firmarono il Giuramento di Strasburgo, che è anche il primo documento europeo in cui si usino delle lingue volgari. La ribellione si concluse con la vittoria dei due fratellastri contro Lotario, e l’impero fu diviso in tre tronconi. A Carlo toccò quello che sarebbe poi diventato il Regno di Francia.

Ma la vita di Carlo non era destinata ad essere tranquilla. Il nipote Pipino II gli si ribellò, appoggiandosi anche ai Vichinghi. E nell’845 120 navi vichinghe risalirono la Senna e assediarono Parigi, al comando di Ragnar Lothebrok. Quello di Vikings? Sì, quello lì.

Pur di tenerli buoni, Carlo pagò, e tanto. Intanto i discendenti di Ludovico e di Lotario morivano come mosche e Carlo come un falco occupò e conquistò i territori dei nipoti, pregando ardentemente che schiattassero per poter succedere al trono imperiale. Ludovico II il Giovane morì finalmente nel 875 e Carlo il Calvo non si fece scrupolo di dichiarare guerra al nipote Carlomanno e prendersi il titolo imperiale. Intanto però i Vichinghi gli devastarono di nuovo la Francia, i feudatari erano in sommossa, e Carlo firmò allora il capitolare di Kierzy, che rendeva ereditari i feudi. Fu il canto del cigno dell’impero carolingio. I feudatari, ora, non avevano più nessun vero motivo per obbedire all’imperatore.

Ma era l’ultimo dei problemi di Carlo, visto che i nipoti Carlomanno e i figli di Ludovico gli stavano di nuovo dichiarando guerra e invadevano l’Italia. Stanco e malato, Carlo si ritirò in Francia e morì durante il viaggio. Nell’aldilà il nonno Carlo Magno probabilmente lo aspettava per prenderlo a calci nel sedere.

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