La decadenza non esiste, le culture si ibridano, e per fortuna!

Aver studiato per tanto tempo il periodo del “crollo” dell’impero romano e della nascita dei regni romano barbarici mi fa leggere gli avvenimenti di questa nostra epoca in una prospettiva diversa.
Sento tanti che parlano di invasioni, di “civiltà” che vanno difese dalle infiltrazioni, lasciando intendere che a causa delle commistioni etniche e culturali un nuovo e terribile periodo di decadenza si aprirà davanti a noi.

Io che quel periodo l’ho studiato così a lungo, ci trovo invece tanti esempi di integrazione bel riuscita. Le corti di Costantinopoli e di Ravenna erano melting pot che levati, dove Goti e Romani (che poi erano Romani per cittadinanza anche loro, ma di provenienza variabilissima, dalla Gallia alla Siria) si incrociavano e collaboravano. L’Ostrogoto Teodorico parlava greco e latino molto meglio dei contadini romanissimi che vivevano nei campi attorno a Ravenna, e il suo referendario romanissimo Cipriano aveva fatto allevare i figli insegnando loro il goto e voleva i romani fuori dalle cariche dello Stato.

L’imperatore Giustiniano discendeva da una stirpe di contadini analfabeti provenienti da un paesino a venti chilometri da Skopie. Cassiodoro, ministro di Teodorico, veniva dal Bruzio ma la famiglia era siriaca. Teodorico era sposato con una principessa franca e aveva adottato come erede un lontano nipote visigoto di origine spagnola. Severino Boezio, discendente di Anici e Simmaci, aveva amici e parenti in tutto l’impero.

E la devastante guerra gotica bizantina, che fece iniziare davvero il Medioevo, non scoppiò perché i popoli si erano mischiati, ma perché i due partiti filogoto e filobizantino smisero di pensare che convivere fosse possibile, e iniziarono a cercare la supremazia per un solo popolo.

Le genti si mischiano, da sempre, fin dalle più remote età. Le culture si ibridano, le tradizioni si creano spesso per caso anche se vengono spacciate per antichissime.

La storia scorre: non decade, scorre e si trasforma e basta. E noi siamo solo piccole gocce in questo flusso, destinante a confonderci con le altre.

Lo tenessimo presente, tante sciocchezze sulle razze e le identità ci apparirebbero per ciò che sono: sciocchezze, boe a cui tentiamo di aggrapparci perché siamo solo spaventati che il flusso ci travolga, mentre è semplicemente naturale che prima poi noi ci perdiamo in esso, e via.

E se volete approfondire questo periodo vi consiglio il mio ultimo romanzo, Teodora, i demoni del potere, edizioni Piemme Mondadori.