Mandate un secondino in ogni classe.

scuolafascismo

Ieri pomeriggio sono tornata tardi, perché, contrariamente a quanto continuano ostinatamente a credere molti, compresi alcuni ministri, noi insegnanti non lavoriamo mezza giornata. Ho letto quindi solo di sera l’illuminante articolo di Stefano Zecchi sul Giornale (E col caspita che che ve lo linko, andate a trovarvelo da soli, neh!).

Già il titolo è tutto un programma: Se pure la scuola fa il tifo per l’eutanasia. Si parla di Eluana Englaro? Certo, ieri non se ne poteva fare a meno. Ma va dato atto che il professor Zecchi affronta il problema da un punto di vista del tutto inedito e sfuggito ai più. Zecchi infatti si rende conto che la diffusione capillare di un messaggio pro-eutanasia, in Italia, non è stata affidato dalla sporca mafia laicista solo alle tv, ai giornali, ai mass media, dove è evidente che il Vaticano ed i gruppi cattolici non hanno avuto alcuna possibilità di far sentire la propria voce, ma anche alla scuola, in cui i professori comunisti e laicisti hanno messo in atto una sorta di martellante propaganda su piccoli ed indifesi allievi per convincerli che Eluana Englaro doveva essere lasciata morire.

Che la scuola fosse infiltrata da sovversivi privi di qualsiasi etica è noto a tutti, ma il professor Zecchi ci tiene a ribadirlo per aprire gli occhi a tutti quei milioni di genitori che non si rendono conto di dove mandano ogni giorno i propri figlioli. Un posto pericolosissimo, dove i ragazzi sono abbandonati senza difesa ad individui spregiudicati, capaci di qualsiasi scorrettezza quando si tratta di manipolare le coscienze.

Dice Zecchi, infatti: Un articolo di giornale, un dibattito televisivo sul caso Englaro rendono pubbliche delle opinioni che possono, volendo, essere conosciute e giudicate da tutti. Se, insomma, qualcuno dice o scrive una castroneria, si diletta a provocare, le sue parole in televisione e le sue frasi sui giornali sono sottoposte a un controllo pubblico che chiunque potrebbe riprendere, criticare, censurare. Quello che l’insegnante dice a scuola, no. E il suo potere di orientare e disorientare i giovani, che notoriamente non leggono i giornali e non seguono gli approfondimenti dei notiziari televisivi, è enorme. C’è una parte fondamentale della società, quella formata dagli adolescenti, che riceve su un problema cruciale della nostra civiltà una informazione di cui non sappiamo assolutamente nulla per ciò che riguarda la competenza e l’onestà.

Azz, non ci avevo pensato, ma se uno fa mente locale, è gravissimo: io, per esempio, per andare in cattedra, ho fatto un regolare concorso pubblico in cui gli esaminatori mi hanno chiesto di parlare loro di grammatica, letteratura italiana, storia e geografia. Non uno, per dire, che mi abbia chiesto, prima di spedirmi a insegnare, se ero pro o contro l’eutanasia, se andassi a messa tutte le domeniche, e quando mi fossi confessata l’ultima volta: non so come si possa essere certi che, dovendo parlare del caso Englaro, io possa avere la necessaria onestà per trattare con i miei alunni il caso in questione. E sono pensieri, questi, che al povero Zecchi fan tremare le vene dei polsi: Naturalmente la questione non si porrebbe se noi avessimo fiducia nella scuola (pubblica) e fossimo certi che i nostri ragazzi sono nelle mani di veri professionisti. Ma qui casca l’asino….Il dramma è che gli insegnanti nella stragrande maggioranza dei casi non sono all’altezza del loro compito e, in particolare, di un compito tanto delicato come quello di spiegare il valore della vita di Eluana.

Non ho capito bene cosa dovrebbe certificare che un insegnante è in grado di spiegare nella maniera più corretta il valore della vita di Eluana. Deve aver letto qualche libro del prof. Zecchi? Deve entrare in classe citando Ratzinger e Betori?

I genitori che si interessano dell’educazione dei figli di fronte a piatti, banali indottrinamenti come quelli occasionati dalle discussioni a scuola sul caso Englaro sono totalmente disarmati….Chi segue l’istruzione dei propri figli è al corrente di quanta ideologia vetero comunista siano impregnati i libri di scuola, scelti da insegnanti che fanno fatica ad abbandonare quelle nostalgie ideologiche. E quindi questi genitori sono anche abituati a raddrizzare la barra del timone: poi, comunque, sarà il ragazzo che dovrà pensare con la propria testa.

Il prof. Zecchi non deve avere gran fiducia nei ragazzi, visto che li pensa totalmente incapaci di ascoltare punti di vista differenti e farsi una idea per conto loro, fregandosene, magari, di quanto gli han detto i professori e i genitori (crescere, in effetti, vorrebbe dire questo: sapersi formare delle opinioni proprie, senza che qualcuno ti prepari sempre la pappa pronta!). Ma non si sa bene come se le potrebbero fare, queste idee autonome se, par di capire, il prof Zecchi contesta la possibilità per i docenti di parlare del caso in questione: Il problema della vita o della morte di Eluana è diventato nelle scuole nuova materia di scontro ideologico e non occasione di attenta riflessione etica, afferma infatti. Però, se lui considera ideologica ogni posizione, come ha detto poco sopra, che non spieghi il valore della vita di Eluana, è difficile che si possa arrivare ad una riflessione etica in merito, dato che il confronto fra due opinioni è escluso a priori. Infatti una posizione che ammettesse la liceità di aver interrotto l’alimentazione forzata a Eluana non terrebbe in debito conto, secondo Zecchi, del valore della vita di Eluana, e quindi non sarebbe ammissibile! Anzi, lascia capire poco dopo, chi sostiene la liceità della libera scelta è socialmente pericoloso e non andrebbe neppure messo in cattedra: Il problema è cosa si insegna a scuola a quella stragrande maggioranza di studenti che la frequenta più o meno disciplinatamente. Il problema è chi sono i professori, come viene controllata la loro preparazione, come vengono reclutati…si vada a fare un’inchiesta nelle classi per sapere com’è affrontato il caso Englaro, e allora si capirà in quale situazione è l’istruzione pubblica e quale disastro sta producendo nella coscienza dei giovani.

Insomma, oltre ai militari per le strade, mandiamo anche un secondino in ogni classe, per essere certi che questi laicisti senza Dio che minano le menti della nostra sana italica gioventù siano allontanati o, per lo meno, messi a tacere.

Volevo concludere questo pezzo con una battuta. Ma, sinceramente, sto rabbrividendo, e non mi viene.

25 Comments

  1. Capisc’ a me (come dice Di Pietro)
    “Aboliamo la scuola pubblica. Solo scuole di preti e suore, veri professionisti. Competenti e onesti.”

    "Mi piace"

  2. La battuta te la do io: Zecchi può dormire tranquillo. I giovani e i giovanissimi non leggono i giornali e quindi non rischiano di scoprire anche tante stronzate spacciate per opinioni competenti. L’ignoranza pubblica salva così anche parecchi “professionisti” dell’opinione che – qualora scoperti per quel che valgono – finirebbero a zappare la terra.

    Battute a parte. C’è da dire che il condizionamento è sempre esistito nella scuola pubblica e privata (chissà perché Zecchi dimentica di parlare anche della scuola privata confessionale che non è certo meno restia a “condizionare” le giovani menti). Vuoi perché è inevitabile che ogni sistema educativo non può mai essere neutro, ma è sempre il prodotto di una società, della morale e dei valori dominanti. La scuola educa gli individui e ogni “educazione” è figlia del suo tempo e della morale corrente e delle idee/ideologie correnti (non amo utilizzare il termine ideologia in senso moralmente spregiativo, ma la ritengo un mero “sistema di idee”).

    Personalmente, faccio anche io l’insegnante, cerco di essere più neutro possibile quando discuto con i miei allievi i problemi e le questioni del nostro tempo. E, a differenza, di tanti insegnanti che ho avuto (non per questo e non SOLO per questo, comunque, si sono dimostrati particolarmente disonesti, sul piano umano e intellettuale): non valuto nelle verifiche l’opinione espressa, ma il metodo con cui la si produce e sostiene. Capisco che i libri di storia siano anche essi frutto di una precisa visione del mondo. Da sempre la storia è stata scritta dai vincitori ed è riflesso del sistema di valori delle élites del momento.

    Con questo non voglio dire che sia legittimo il plagio o il condizionamento. Voglio dire però che una certa quota di parzialità è inevitabile in qualunque sistema educativo che non sia, forse, quello delle scienze pure e astratte – difficile inventarsi una matematica comunista o una fisica cristiana. Anche se qualcuno forse ci prova o ci ha provato (si veda il conflitto tra evoluzionisti e creazionisti).

    Il punto è chi lo decide che cosa è condizionamento, per giunta illegittimo. Zecchi? Ma per favore….. Io mi limito a far sentire più campane possibile e a stimolare una discussione. Zecchi incluso, anche e soprattutto perché un’idea obiettiva è possibile solo quando si è veramente sentito di tutto. Dalla logica, al delirio.

    Anche se di delirio, purtroppo, c’è al momento una vera sovraproduzione.

    "Mi piace"

  3. Sempre detto io: mandate i figli a scuola dai preti, dove, con un opportuno periodico assegnetto “in favore dei poveri” (provare per credere), avranno pure la promozione assicurata. Meglio di così!

    "Mi piace"

  4. in un mondo perfetto gli insegnanti comunisti non esisterebbero. nella realtà esistono e mangiano i bambini.

    io ho notato che le nuove generazioni sono molto più “aperte” di quel che si crede: autodeterminazione, in ogni senso. forse perchè i giovani anelano sempre alla libertà che da genitori e insegnanti viene centellinata. di conseguenza, preferiscono vedere eluana come una persona che ha scelto di morire, piuttosto che una vittima della giustizia italiana traviata.
    certo, questo è un discorso molto generale, ma credo che le persone come Zecchi non si capacitino di questa autodeterminazione, che, si sa, è nemica della dittatura vaticana.

    ah, questo, per farvi arrabbiare ancora di più:
    http://blog.messainlatino.it/2009/02/eluana-condannata-morire-di-fame-e-di.html

    "Mi piace"

  5. “Zecchi non deve avere gran fiducia nei ragazzi, visto che li pensa totalmente incapaci di ascoltare punti di vista differenti e farsi una idea per conto loro,…”

    Beh, Zecchi su idee simili ha costruito una carriera.

    "Mi piace"

  6. Ma il professor Zecchi , in questo caso come in altri, ci sta presentando un suo stato etico o un suo stato etilico? Anche l’ ubriaco che ti vuole indicare la strada può alzare un braccio e gridare un” Eia eia alala’ “, perché non è in grado di articolare correttamente un “di là”. 🙂
    Me lo ricordo da Costanzo e me lo ricordo perché il professore , dopo ogni sua perla, rivolgeva lo sguardo ciucco verso il pubblico in sala, alla ricerca dell’applauso. Come al bar, dopo un bottiglione di quello andante.

    "Mi piace"

  7. io tempo fa ho scritto un post contro il langone e le idiozie che scrive e, sinceramente, me ne sono pentito. non perchè abbia cambiato idea sulle cretinaggini che ha scritto ma per avergli fatto pubblicità. ricordo che quella volta un amico commentò il mio post scrivendo: “vogliamo smettere di leggere idiozie e far loro pubblicità?”

    da quella volta non ho più citato un articolo che sia uno, ho riportato blog e post di altri che magari non condivido ma stimo, perchè penso sia giusto confrontarsi. ma riguardo alle idiozie e alle scemenze DOC no, basta, non voglio far loro un pubblicità gratuita che non meritano.
    sinceramente penso che certi articoli non meritano d’esser citati (nonostante io concordi totalmente col post di galatea) e penso che anche juni, che qui ha commentato riportando un post che mette già dal titolo sullo stesso piano i lager con la vicenda eluana, abbia fatto pubblicità alle idiozie. anche malvino, che leggo volentieri ogni giorno, tante per fare un esempio, è uno dei massimi pubblicitari delle idiozie DOC altrui…

    basta, le cretinaggini vanno rese sorde e quindi evitiamo di diffonderle.

    "Mi piace"

  8. Educare è condizionare la crescita e per fortuna che lo si fa.

    Poi, beh, gli insegnanti sono armi della propaganda leninista, gli studenti che manifestano sono tutte leve staliniste, io sono un anarchico e per ultimo anche Famiglia Cristiana è eversiva.

    Diamine!

    "Mi piace"

  9. il vantaggio della scuola pubblica è appunto questo: che capitano professori di orientamento diverso. Io ho avuto di tutto, comunisti convinti, cattolici osservanti, fascistoni dichiarati… in effetti questa casualità è la miglior garanzia per non indottrinare il ragazzo, i professori come spaccato della società.
    O forse chi la pensa come Zecchi non riesce a passare i concorsi, e sbilancia la statistica degli insegnanti?

    "Mi piace"

  10. Sono le solite storie “i ragazzi non pensano”, “io ho ragione e tu no”, “parlo perché posso”, ecc. Ormai di questo caso parlano tutti, mia madre guarda i varietà e quelle trasmissioni del pomeriggio che sono vetrina della peggio umanità e anche lì, tra un’intervista all’oca di turno o al tizio che non si sa chi sia o casa faccia nella vita ma che è diventato famoso, ci scappa la domanda sul caso Englaro. Perché? Perché fa colore, suppongo, e perché anche la pubblicità pelosa è sempre pubblicità. Poi mi salta su Zecchi – e proprio ieri mi stavo dicendo, “strano, non l’ho ancora sentito inveire sulla faccenda” – e allora il circo è completo. Qui non dovrei aggiungere altro, perché quello che hai scritto tu riassume anche il mio pensiero. Ma una cosa, santa patata martire d’un purè, la devo dire: quest’uomo non sa usare i puntini di sospensione eppure insegna! Non è – mi pare –, docente di Estetica in una qualche università? E non vede (al di là delle conoscenze sintattiche richieste) che tre o quattro puntini a caso, in più senza spazio prima del vocabolo successivo, stanno male? Se lui è in grado di insegnare Estetica, voglio la mia cattedra di Astrofisica Tolemaica.

    "Mi piace"

  11. Complimenti per l’analisi, fredda e pungente come una prima ora di dicembre in una scuola del ricco Nord-Est (ricco soprattutto di ignoranza).

    Mi fa piacere vedere che l’area geografica in cui ho insegnato per 4 anni della mia vita professionale riesca ancora a generare distacco ed ironia.

    E complmenti anche per il blog, che mi pare decisamente molto visitato.

    Ti linko al mio, chiunque tu sia. E per approfondimenti sui temi in comune, c’è sempre l’e-mail che potrai utilizzare a tuo bell’agio, non sono per nulla razzista.

    "Mi piace"

  12. mah, un bravo professore insegna agli allievi ad argomentare i pro e i contro della questione.. e a non dover arrivare per forza ad una risposta! Non ci arrivano gli adulti che si occupano di leggi e che sono in difficoltà nei casi delicati eticamente, come questo. Figurarsi perché dovrebbero arrivare dei ragazzini tutti a dire che cosa è “bene”… però rifletterci su vedendo le cose da più punti di vista non solo è un buon esercizio (di italiano, di logica…. di crescita!) ma aiuta anche a capire quant’è difficile e come non ci sia sempre una “risposta giusta”. Una scuola così è invidiabile, no?
    abbracci abbracci

    "Mi piace"

  13. “Il problema è invece cosa si insegna a scuola a quella stragrande maggioranza di studenti che la frequenta più o meno disciplinatamente. Il problema è chi sono i professori, come viene controllata la loro preparazione, come vengono reclutati. … si vada a fare un’inchiesta nelle classi per sapere com’è affrontato il caso Englaro, e allora si capirà in quale situazione è l’istruzione pubblica e quale disastro sta producendo nella coscienza dei giovani.”

    Ehm… ce l’aveva con gli insegnanti di religione, vero? 😀

    "Mi piace"

  14. @stelladimare

    Esiste ancora? Talvolta ho l’impressione che in tanti ormai prendano posizioni preconcette in base a schemi a priori, senza dimenticare che la maggior parte volta lo sguardo altrove: l’importante è divertirsi, oddio.

    "Mi piace"

  15. non so e non posso dire – da solo – di essere un bravo insegnante, ma ho sempre preferito che le teste dei miei allievi si riempissero di domande, piuttosto che di risposte.

    in generale preferisco sempre una domanda, anche pericolosa, a una risposta banale e alimentata dal conformismo.

    Zecchi non immagina che la stessa accusa che lui muiove agli insegnanti chiunque la potrebbe muovere per le stesse ragioni ai docenti universitari, e non è detto che certi diciottenni siano meno condizionabili o, il che è ancora peggio, condizionati di un ragazzino.

    io ho fatto anche esperienza di insegnamento universitario e anche li ce ne sarebbero di appunti da muovere al sistema.

    "Mi piace"

  16. Zecchi beninteso al plurale altrimenti lo si limita, è un precursore. Già sa che per insegnare, almeno nelle scuole del nord-Italia oltre al certificato di purezza padana si dovrà sostenere un difficile esame sul valore della vita. L’esaminatore sarà l’insigne on borghezio dovente di “valore della vita durante il nazismo”.
    nonallineato

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.