Blogger che vale la pena leggere

Da ragazzo ero anarchico, adesso mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi governa”


In questi giorni in cui sono fuori combattimento per influenza – capita che le blogger siano soggette a beccarsi non solo i virus informatici, ma anche i banalissimi virus normali – sto leggendo compulsivamente un blog bellissimo. Non riesco a staccarmene. Post folgoranti, uno dietro l’altro, che possono essere lunghi soltanto due righe oppure qualche pagina. Racconti geniali, fotografie istantanee della società italiana, così ben scritti che, seppure alcuni abbiano più di qualche anno, non mostrano un filo di vecchiaia e ti lasciano addosso una vaga inquietudine, perché, se da un lato ammiri un autore tanto bravo da cogliere i tratti più immutabili del carattere italiano, dall’altro ti deprimi a pensare che l’Italia non cambia mai nel tempo, tanto che l’essere italiani, per parafrasare l’Autore, non è più nemmeno un professione, forse è semplicemente una condanna.

Sì, è davvero un blog bellissimo, e lo consiglio a tutti. Si chiama La solitudine del Satiro. Se non vi metto il link è soltanto perché, quando Ennio Flaiano lo scrisse, internet non c’era ancora, e quindi fu costretto a pubblicarlo come se fosse, semplicemente, un libro.

15 Comments

  1. Sai una cosa, Galatea?
    Lasciando da parte Flaiano – maestro insuperabile – leggendo le prime righe di questo post mi sembrava stessi parlando del tuo stesso blog. Così lo percepisco: come pagine che non invecchiano mai, come ritratti folgoranti (e sfolgoranti, nella grettezza di coloro che descrivi) di una società che non ha mai smesso di guardarsi continuamente e solamente l’ombelico.
    Grazie per descrivere quotidianamente l’Italia: è un lavoro coraggioso e che richiede un certo pelo sullo stomaco.
    Non mollare.

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  2. Caspita, grazie. Essere paragonata a Flaiano è indubbiamente un grande onore. Lo avevo letto poco, ma lo sto ri-scoprendo, e devo dire che mi ritrovo moltissimo in gran parte di quello che ha scritto e detto. 🙂

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  3. sono anch’io d’accordo con salpo.

    nel tuo blog, i miei post preferiti son quelli in cui tratteggi qualche persona talmente bene (tipo Giulia e Giangi, per dire) che alla fine mi sembra di conoscerli… o di ritrovare, in loro, qualcosa di altre persone che già conosco… soprattutto mi piace perchè molte volte sento qualcosa, ma non riesco a dirlo, poi tu ci fai sopra un post, ed ecco, tu trovi le parole per descrivere un mio pensiero…

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  4. Condivido pienamente la tua ammirazione per Flaiano; io lo ho scoperto in modo singolare: nel quartiere dove abito, proprio a due passi da casa mia, c’è una targa in ricordo del soggiorno romano di quest’uomo che “visse con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole”. Non sapevo chi fosse ma quella frase mi piacque moltissimo. E mi ha sbalordito la sua preveggenza riguardo al destino che il popolo italiano si sarebbe scelto: secondo lui (e mi sembra che lo disse alla fine degli anni ’50) entro i successivi trent’anni sarebbe stato guidato non dai politici ma dalla televisione! Che altro aggiungere? Anche tu sei graffiante mica male! La tua visione da “sottil vipera” mi diverte molto, anche se con un retrogusto un po’ amaro… continua così!

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  5. L’unico problema di Flaiano è di essere talmente divertente, che la sua critica risulta inefficace: essere la musa e il soggetto di un tale umorista fa inorgoglire, non vergognare. E infatti è citato anche da chi dovrebbe temerlo.

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  6. Ci metto il carico da 11.

    Se questo blog lo legge Phoebe, che fino all’altro giorno scriveva il blog che preferivo leggere in assoluto, allora ne vale decisamente la pena.

    Le visite (anche se Shinystat a volte dà un po’ i numeri) lo confermano, ma per esperienza so che avere un blog che la gente va a guardare più o meno ogni giorno è una bella dose di responsabilità.

    Quanto a Ennio Flaiano, qui a Pescara se lo sono dimenticati tutti, ammesso che abbiano mai saputo di chi si tratti, sepolto sotto la cementificazione selvaggia e sotto la cafonizzazione della città.

    Dalla periferia dell’impero

    Valerio

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  7. Grazie a tutti, mi avete tirato su da questa valle di microbi in cui mi trovo! Funzionate meglio di una tachipirina per combattere l’influenza. Baciotti. 🙂

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  8. @->Francesca: no, a dire il vero l’altro giorno sono andata in libreria, ho trovato per caso due suoi libri e li ho presi. 🙂

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