Chi decide sulla vita. Silvio Berlusconi e la lettera alle suore che assistevano Eluana Englaro

Ci sono atti che sono offese in sé. Ecco, la lettera che Silvio Berlusconi ha spedito alle suore misericordine ad un anno dalla morte di Eluana Englaro secondo me è proprio questo: una offesa, tanto più grave ed ingiustificata perché non ha nemmeno la scusante di essere stata fatta a caldo, sull’onda di un’emozione. No, è un ceffone a freddo, pensato e studiato e perciò ancora più ingiustificabile.

Eluana è morta da un anno. In qualsiasi maniera la si voglia pensare in merito a questa vicenda, la vicenda è chiusa. In qualsiasi maniera la si voglia interpretare, essa riguardava un padre ed una figlia, una famiglia: quella di cui tanto si ciancia e per cui tanto si chiedono aiuti e tutele.

Non capisco dunque a che pro scrivere, ad un anno dalla morte, da parte di un Premier alle suore Misericordine. Che a Eluana avranno certo prestato tutte le cure che potevano, e immagino con grande abnegazione, persino con affetto. Ma che, dal punto di vista tecnico e pratico, erano delle perfette estranee, non più legate a lei di quanto possa esserlo stata la sua maestra delle elementari, la portiera del suo palazzo, la sua edicolante.

È curioso che il capo di un Governo che non riconosce e si rifiuta di riconoscere come famiglia qualsiasi coppia che non sia legata da vincoli matrimoniali e considera famiglia potenziale solo una coppia che possa generare prole, scriva una lettera in cui implicitamente considera come legate a Eluana da un vincolo più stretto di quello del padre alcune suore che le prestavano assistenza. Lascia addirittura intendere che loro, le suore, sarebbero state la sua vera famiglia, ed infatti a loro, e non al padre, scrive ad una anno dalla morte.

A loro, alle suore, chiede perdono per non aver fatto in tempo a “salvare” Eluana, come se loro, le suore, fossero state le legittime custodi di quella vita, le tutrici, come se a loro, alle suore, egli dovesse rendere conto di uno sforzo mancato. A loro, alle suore.

Evidentemente per Silvio Berlusconi un estraneo ha ben diritto, persino più diritto di un padre, di decidere sulla vita di un qualsiasi essere umano che non ha mai né generato né sposato, e a cui non è legato da alcun vincolo, nemmeno lontano, di parentela e affinità. Basta che porti un saio.

80 Comments

  1. cara galatea, da uno che disse che eluana poteva avere ancora dei figli, mi aspettavo questo e altro. io credo che questa lettera, assieme ad altre mille esternazioni nauseabonde da parte di questo signore, vada sbattuta in faccia a chi lo vota, in tutta la sua ipocrisia, inumanità e squallore. che se lo coccolino, questa barzelletta di statista. che se lo portino in spalla questo grand’uomo.

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  2. @paperoga: La trovo una cosa rivoltante. Non mi vengono nemmeno parole per definirla. Fra tutti questi personaggi che si lavano la bocca con i valori ed il rispetto dell’essere umano non ce n’è uno che provi almeno un piccolo moto di umano schifo per come continua ad essere trattato Beppino Englaro? Ma che diavolo deve sopportare ancora quel povero padre?

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  3. QUALCHE TEMPO FA ,MI PARE DI RICORDARE DI AVERE LETTO,CHE FOSSE STATO IN VITA UGO LA MALFA AVREBBE DETTO AL FIGLIO:MISERABILE!
    SENZA OFFESA VOGLIO GRIDARGLI A VOCE FORTE:
    MISERABILE,MISERABILE,MISERABILE!
    SMETTILA DI ABUSARE DEL TUO POTERE DITTATORIALE,BANANA!
    SCENDI A LIVELLO DI TUTTI NOI COMUNI CITTADINI,E SE NE SEI IN GRADO E CAPACE AFFRONTACI CON UGUALE PARITA’,PER
    TUTTE EL COSE QUOTIDIANE.
    carlo di figlia pignatello

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  4. ps. la lettera alle suore è al tempo stesso uno schiaffo farisaico al padre assassino, una cambiale pagata alle potenti gerarchie ecclesiastiche, e il tentativo patetico di accreditarsi come buon cristiano padre del partito dell’amore.
    in un paese normale verrebbe sepolto di pernacchie e gavettoni.
    meravigliosa anche la dichiarazione di sacconi (quello che firmò una circolare illegittima per contrastare l’applicazione di una sentenza emessa da un giudice italiano) sulla laicità del comportamento del governo.
    come diceva il prof. fontecedro, disgustorama.

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  5. Purtroppo l’omuncolo non conosce la vergogna. Se la conoscesse avrebbe accolto l’appello di Beppino Englaro. Invece se ‘è fregato alla grande, salvo buttarsi sulla vicenda quando ha capito che era conveniente per lui e la sua banda. Per non parlare del disgustoso commento sulla fertilità della povera Eluana. Vergogna!

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  6. di cosa vi meravigliate ancora!? L’omiciattolo, pur di salvare la pelle e la galera, calpesta anche ciò che è più sacro nella famiglia: l’amore per i figli.
    Non vi sfugga che tra poco ci saranno le elezioni e quindi lo squallore per il voler usare questi argomenti a fini elettorali non ha confini. Vi invito a fare mentalmente l’elenco dei suoi cortigiani per capire nelle mani di chi siamo. E, purtroppo, in me monta progressivamente la vergogna di essere italiano e concittadino di tanta gente stupida e ignorante.

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  7. Sig. paperoga: Lei scrive “da uno che disse che eluana poteva avere ancora dei figli…” e “credo che questa lettera, assieme ad altre mille esternazioni nauseabonde da parte di questo signore, vada sbattuta in faccia a chi lo vota…” e infine “Una schifosa ondata di ipocrisia sta pervadendo il paese”.

    Ora, a parte il fatto che Noi red. cac. non abbiamo mai votato né il Cav né il suo partito – almeno non direttamente – e che tutti quelli che hanno esternato in questa direzione hanno quasi sempre detto cose nauseabonde; a parte il fatto che il sig. Peppino, a mio parere, non ha fatto una gran bella figura, perché in nome di … ha trasformato la figlia, nel migliore dei casi, in un simbolo, il che a me personalmente piace pochissimo (ma ammetto che si tratta di sensibilità personale); a parte tutto ciò, dicevo, uno dei ceppi che vi portate al piede è questo moralismo (per altro intermittente) che è rimasta la sola e sgualcita identità che potete ancora indossare.
    La politica, anche quella partitica, è altra cosa, e tutto ad essa è strumentale. Non riesco davvero a capire, dopo che tanti grandi del pensiero hanno spiegato al mondo intero che abbia voglia e mezzi di leggerli, che in politica contano solo i fini, e cioè il modo in cui si esercita il potere una volta che ce l’hai (ma sul serio), come possa nascere tanta indignazione da queste vicende che sono per loro natura volgari. Bisognerebbe almeno rendersi conto che decidere per legge sul fine vita o è un ragionamento economico (nel senso lato del termine), o si tratta di totalitarismo inconsapevole.
    Mi spiego meglio. Se mi si fa notare che in futuro verranno tenuti appesi alla vita per un filo 9 individui su 10, rispetto agli 1 su 10 di 50 anni fa, prendo atto di un problema economico, tanto più in una società che tende a invecchiare e in crisi demografica. Occorre una risposta a questo problema, che è politico solo in quanto è economico. Se invece ci attacchiamo ai principi e ai credo e alle fedi, non se ne può uscire credendosi buoni gli uni e cattivi gli altri. C’è arroganza, invece (la sig.na Galatea direbbe hybris) da entrambe le parti. Anche il post della signorina Galatea è arrogante, come arrogante la lettera del cav. L’arroganza del cav. è in questo caso decisamente volgare, quella della sig.na sembra piena di valori etici. Ma non ci sono santi, in entrambi i casi si tratta di arroganza. Ci sono situazioni per le quali solo censura sarebbe la via di fuga più dignitosa.

    Dal momento che sono sicuro che non si capirà o si farà finta di non capire, aggiungo altra affermazione banale ma incomprensibile: oggi, non potendosi più distinguere destra e sinistra, i pochi consapevoli diranno che il pessimismo antropologico è di destra, l’ottimismo di sinistra. Nessuno dei due vale più dell’altro: sono opinioni non comprovabili. Io opino a destra. Opino: niente di più, e ogni volta che posso evito di farlo e mi affido alla “discrezione”, (nel senso guicciardiniano del termine: lo spieghi Lei a qualche cicisbeo, sig.na) fin dove essa tiene, e in questo caso non tiene.

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  8. Ecco che è arrivato subito un commento cicisbeo (parlo del commento non del sig boh). Scusi, signorina, perché non glielo spiega Lei che sarebbe bene che ognuno si vergognasse per sé stesso, in quella misura grande o piccola per cui contribuisce a rendere tale questo paese? Omnia munda mundis è solo una famosa cazzata.

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  9. red. cac, ogni tanto si scosti dal suo ombelico, e prenda atto che il resto del mondo se ne strafrega di quello che Lei possa aver eventualmente votato. Se lei trova un particolare di nessuna importanza il fatto che Eluana avesse detto, quando era ancora viva e cosciente, che non avrebbe mai voluto continuare a vivere se fosse stata ridotta ad essere un vegetale, direi che chi esercita una arroganza “totalitaria” è lei. Qui non si tratta di moralismo, nè di arroganza; si tratta del fatto che ognuno deve essere libero di poter decidere per sè. E quando non è più in grado di farlo, deve poter lasciare direttive. Questo, una volta tanto, red cac, non ha nulla a che fare con la destra o con la sinistra: se legge quanto hanno scritto anche esponenti di destra, si accorgerà che molti sono perfettamente d’accordo su ciò. Se lei ne fa una questione di destra o di sinistra, dimostra solo di essere piuttosto limitato nella sua visione e di non riuscire a capire i termini della questione. Cioè, in breve, di essere quello che lei definirebbe un fesso che sa ragionare solo per schemi chiusi, e li applica anche a caso. Se ne torni nel suo blog, che lì è l’unico posto dove può talvolta darsi arie da intelligente.

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  10. Berlusconi scrive alle suore come se fossero state “umanamente” legate ad Eluana. Come ben evidenziato nel post, le avranno di certo dato tutte le cure e le attenzioni più serie, ma è difficile dire che l’abbiano conosciuta “umanamente”, visto che Eluana era in coma vegetativo.
    Anche io sono d’accordo che sia un’ indiretta (ma lampante) pugnalata a Peppino Englaro.

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  11. @red.cac.
    C’è arroganza, invece (…) da entrambe le parti. Anche il post della signorina Galatea è arrogante, come arrogante la lettera del cav.
    [25 righe sopra]
    Noi red. cac. non abbiamo mai…
    [… e notare il maiuscolo!]

    Ah, ah, ah, il bue che dice all’asino:”cornuto!” mi diverte sempre parecchio. red.cac., ma davvero, grazie di esistere. 😀

    P.S. Ma l’incontro di Sacconi non era riservato? Com’è che la lettera invece non lo era? Misteri insondabili.

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  12. So che il mio è un gesto stupido e inutile, ma è un po’ che sento la necessità di dire questa cosa: red.cac. è veramente antipatico.

    Toltomi questo sassolino dalla scarpa, mi limito a dirmi in sintonia con quanto scritto da Fabristol sul suo blog: quei giorni dell’anno scorso mi hanno messo i brividi.

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  13. Gentile signorina, ammiro la sua pazienza, però credo di interpretare i sentimenti di molti con:
    “Red. Cac. vai a cagare e restaci”.
    Non se ne può più!
    :))

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  14. Mi scusi sig. Frap, ma chi sarebbe l’asino (cornuto)?

    Sig.na Galatea, se Lei mi permette, vorrei dirLe che ero assolutamente sicuro che Lei non avrebbe capito niente, e mi avrebbe ripetuto la canzone che sento intonare da un anno, e contro la quale non ho nulla da dire.

    Sig. Edmund, ho più volte scritto qui che la sig.na Galatea mi può raschiare quando Le pare, e addirittura interdire. Devo però dirLe francamente che non mi sono mai accorto della Sua esistenza, mentre potrei scrivere qui, anche in dettaglio, che cosa scrivono i sigg. Yossarian e Frap, per citare quelli che leggo più volentieri, a prescindere dal fatto di essere d’accordo o meno. Infine: decido io quando voglio cagare, e decido pure dove, e quanto rimanerci. Dubito che a Lei sia concesso l’esercizio del libero arbitrio in tali circostanze. Vada giulivo, che se mi legge ancora un po’ la tiro fuori io dalla massa!

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  15. Sig. cachorro, ma lo sa che francamente la cosa mi addolora?

    Però, sig.na Galatea, prima di interdirmi, mi potrebbe spiegare il nesso tra la mia affermazione per cui il pessimsimo (antropologico) è di destra e l’ottimismo di sinistra e quel che io penso (se Lei lo sa, ma dubito) della vicenda Englaro? Sarebbe anche così gentile da dirmi dove ho scritto che sono d’accordo con l’operato del cav, e dove ho condannato la decisione di chi ha staccato la spina? Così, tanto per fare a capirsi, una volta tanto.

    La posso aiutare, in questo senso: Lei, con il Suo pubblico, è rimasta impantanata nelle discussioni che riguardavano la società dei diritti, che sembrava a portata di mano. Signorina, è finita: avremo altri e più gravi problemi. Se ne faccia una ragione, e si aiuti con la storia.

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  16. Berlusconi ha la faccia “stagnata” e come uomo è un miserabile in tutti i sensi. Questa lettera alle suore ne è l´ennesima dimostrazione. La sua è solo propaganda politica per rientrare nelle grazie della gerarchia vaticana.

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  17. Vorrei far notare che le suddette suore Misericordine, che hanno prestato tutte le cure che potevano, con grande abnegazione e/o persino con affetto, lo hanno fatto, e per 17 anni, a fronte di una volontà dichiaratamente espressa dall’interessata di segno palesemente contrario.
    Nella loro misericordia si sono arrogate il diritto-dovere di proseguire ed imporre una visione della vita, quale irrinunciabile dono di Dio (vita o accanimento sul corpo). La visione della Chiesa, la loro.
    Non quella di Eluana. Non quella di tutti coloro che non credono in Dio. O di coloro che credono che la propria vita sia semplicemente la propria, tutta quanta, tutta intera.
    Una misericordiosa arroganza.
    Accanto a quella peggiore, quella accondiscendente ed ipocrita, quella del potere per il potere e per il consenso.
    Quella che stabilisce la propria visione come la sola, unica, possibile e non discutibile.

    Che non si nega a nessuno il diritto di non voler o poter decidere per sé accordandolo a chi, invece, quel diritto, legittimamente, lo rivendica tutto.
    Così dannatamente semplice, red., così non ci sono né buoni né cattivi.
    I termini della questione sono facili e sono tutti qui.

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  18. Op non discuto su questo diritto, sig. Frap. Affermo che non è una questione facile, che le conseguenze di qualsiasi decisione sfuggono e che molti parlano senza pensarci, mentre per me sono il solo discrimine a favore del non accanimento. Se qualcuno crede di poter rivendicare superiorità etiche, io rivendico il diritto al mio fastidio. Non sono né cattolico né cristiano in senso religioso né credente in alcunché, ma non me la sento di portare la discussione sul piano dei principi. Se frequentassi siti clericali mi troverei a polemizzare in senso opposto.
    Altro discorso quello del padre. Non mi son piaciute, dopo la promessa del silenzio, le dichiarazioni successive, compresa quella odierna: mi sarebbe piaciuto un diretto e franco vaffanculo a berlusconi, quello sì.
    Sull’arroganza misericordiosa sono d’accordo. Non spetta alle suore decidere. Neppure al governo, ora come ora. La legge sul testamento biologico sarà una cosa maledettamente complicata, perché la religione, in particolare quella cattolica, ma non solo, è un fatto politico, anche se la cosa non piace.
    Preciso ancora che siccome qualcuno ci ha costruito gran parte delle sue fortune, ad es. lo scienziato Marino, voglio dire che a certa gente di sinistra riconoscerò il diritto di prendere la parola quando a fatti, e non a parole, chiederanno scusa per avere ridotto l’istruzione pubblica nella situazione in cui si trova. Mi spiace, quanto a principi non esistono graduatorie, ma politicamente la seconda questione è più importante.
    Se poi qualcuno dice che sinistra e destra italiche non c’entrano, beh, mi chiedo dove sia vissuto questo qualcuno in questi ultimi anni.

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  19. Mi scusi, sig. Frap: mi era sfuggito il Suo grazie di esistere. Leggo sempre troppo velocemente. Guardi, lo accetto, ma è un piacere involontario quello che Le sto facendo. Anche tra Noi red. cac. e il sig. Train esiste una dialettica del genere. Solo che fra me e Lei, detto sinceramente, non so chi farebbe la figura del sig. Train, se volessimo rumenarla in lungo. Comunque, è una eterogenesi dei fini che non spiace a nessuno. Uno in più a godere: me ne verrà merito se esiste una vita eterna.

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  20. “Ecco che è arrivato subito un commento cicisbeo (parlo del commento non del sig boh). Scusi, signorina, perché non glielo spiega Lei che sarebbe bene che ognuno si vergognasse per sé stesso, in quella misura grande o piccola per cui contribuisce a rendere tale questo paese? Omnia munda mundis è solo una famosa cazzata.”
    io, red.cac., almeno mi vergogno di qualcosa, che è proprio quello che dici tu.
    e tu ti vergogni almeno un pochino ogni giorno?

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  21. Si chiama tempismo politico.
    Mentre i porporati si scagliavano contro il giornale di famiglia (velatamente), lui doveva ribadire il ruolo di campione della cristianità. Tutto qui. E’ strategia. Se ascolti i tg tutto ciò che potrebbe essere imbarazzante (caso Boffo, Ciancimino, Iran, ecc.) passa in secondo piano e per la gente comune resta solo questo gesto. Tattica, opportunismo, strategia.

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  22. Probabilmente ha dovuto chiedere scusa perchè interrompendosi quella vita le suorine si sono trovate con un introito in meno a fine mese.
    Il fatto poi che nessuno del bobbolo abbia mai votato il nano è ben risaputo ed infatti i voti gli arrivano direttamente dallo spirito santo su incarico diretto di Lui.
    Alle prossime politiche andrò io a votarlo, se non altro perchè mi ha sgravato dell’ici, visto che con un reddito di 2000 euri al mese non ho mai avuto diritto a niente in questo stato di paraculi, neanche all’esenzione dal canone rai.
    Pace e bene

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  23. Queste notizie, a fronte di quello che è prioritario in questo momento, mi muovono un sentimento basso…estremamente basso…che parte dallo stomaco. Io ho paura. Paura di quello che potrebbe fare di me lo stato un giorno che dovessi disgraziatamente trovarmi in quello stato. Paura di quello che potrei fare io in un momento in cui mi vedrò la mia PRIMA libertà negata: quella di scegliere di vivere o morire.

    Riaprire così una ferita nazionale così profonda…con il cinismo di quella lettera di Berlusconi alle misericordine…fa male…profondamente male, perché chi ha provato anche per un solo secondo a mettersi nei panni del grande esempio di padre Beppino e della sua consapevole figlia Eluana, ora si sentirà come me: paralizzato da un sentimento di odio e di vergogna.

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  24. ma nessuno si è chiesto quanto le suorine misericordiose abbiano percepito, in termini monetari, per accudire così amorevolmente la cara Eluana?
    perchè, se non lo sapete, la amorevole e misericordiosa cura costa un sacco di soldi, non è gratuita e volontaria come si vorrebbe far credere, niente è gratis, e nella chiesa ancor meno, anzi paghi tutto di più.

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  25. Sig. boh, fino ad ieri mi son vergognato quam maxime potui, e mi sto vergognando ora quam maxime possum per me stesso. Da domani, esattamente da domani alle 1.46 am… beh, insomma, facciamo dalle nove e mezzo circa, mi vergognerò quam maxume potuero, oltre che per me, anche per Lei.
    Contento?

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  26. In confronto a ciò che disse, cioè che Eluana avrebbe potuto partorire, questo è nulla. Il record rimane imbattuto. Ne dovrà ancora sparare di cazzate, hai voglia! Questo sarà un record più longevo di quello di Mennea a Città del Messico.

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  27. oh certo, c’è un solo modo di amare per voi e quel modo è lasciar morire la propria figlia perchè non se ne può più tollerare la vista in un certo stato, invece amare una estranea indipendentemente dallo stato in cui si trova, amare un uomo inidpendentemente da quello che può darti in cambio, amare una donna in quanto donna e in quanto esistente è una forma di amore perversa per voi. certo amare deve e può avere un solo significato. non è amare lasciare la propria famiglia e decicarsi agli altri, tra cui eluana, non è amare, lavare, stirare, accarezzare, stare vicino, alimentare per voi tutto questo nono è amare… bene eppure ci sono persone al mondo che amano senza conoscere, che soffrono senza essere conivolte direttamente, ci sono esseri umani che piangono per i morti di haiti senza esser mai stati ad là, eppure si sentono legati da questo vincolo che chiamano umanità e solidarietà. quel vincolo di umanità, di consapevolezzad di appartenere ad un’unica umanità, non si spezza nemmeno con la morte, per fortuna!
    ed un uomo soffre per una donna mai conosciuta, per il dramma di altre donne che hanno dedicato la vita a curare e avivere per gli altri. le suore hanno amato e hanno sofferto per la decisione del padre di eluana, chi dice che il loro dolore non vale nulla, chi dice che il loro dolore non ha senso?
    da essere umano non ritengo che ci sia qualcosa di umano che non mi riguardi, che belle parole e quanto in fretta ce ne siamo dimenticati!
    e che strano che un uomo possa decidere della vita di un altro.
    eppure io sento dire da tutti in giro “un figlio non è di chi lo fa ma di chi se ne prende cura”, non si sono prese cura le suore di eluana? e non possono aver sofferto per la sua morte?
    IL DOLORE NON è SOLO QUELLO PRIVATO DEL PADRE, è UN DOLORE PIù CONDIVISO E COLLETTIVO! ognuno ama come sa, ognuno soffre per le cose che lo toccano. è totalmente disumano il credere che si sia piccole isole solitarie senza legami l’un con l’altro!
    non ho mai votato berlusconi, non l’ho mai stimato, non l’ho mai considerato una persona per bene, ma stavolta ha tutta la mia ammirazione perchè ha dimostrato che al di sopra degli interessi personali e dei ritorni di immagine, se fosse stato zitto ci avrebbe guadagnato, lui ha parlato perchè da UOMO si è accorto del dolore di altre persone, da UOMO si è sentito in colpa per non aver potuto fare la cosa che riteneva giusta, da UOMO si sente colpevole per quello che lui non ha fatto. e allora applaudo a berlusconi, così paterno e così umano, così vulnerabile, ben più di quanto è stato aggredito.

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  28. AH, NON DICIAMO CAVOLATE, UNA SUORA CHE TI LAVA, TI STIRA, AIUTA A NUTRIRTI, TI STRINGE LA MANO ETC. PER 17 ANNI NON è UN ESTRANEO, FORSE TI è PIù VICINO DI UN PADRE CHE STA IN TELEVISIONE AD USARTIC OME BANDIERA PER UNA SUA LOTTA IDEOLOGICA. anche se credo che il sign. englaro sia un galantuomo che ha vissuto un dramma inimmaginabile per me in certi comportamenti ha sbagliato, nè può pretendere, dopo aver conquistato la scena per sè e per sua figlia, che tutti si dimentichino come se nulla fosse. no, la gente è stata coinvolta, più giudici si sono espressi interpretando leggi fatte in nome del POPOLO e in nome del POPOLO hanno emesso sentenze. che il POPOLO subito dopo debba dissolversio come neve al sole senza poter decidere su eventuali leggi da fare successivamente o su come evitare che si ripetano certe sentenze EMESSE IN SUO NOME mi pare una pretesa del tutto folle.

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  29. @gredase: una lettera di questo tipo sarebbe stata davvero piena d’amore e di compassione se l’uomo che l’ha scritta avesse almeno avuto la sensibilità di andare a trovare Eluana quando poteva farlo (e ha avuto più di una decade per farlo).

    La mia polemica aspra e avvelenata nasce per il fatto che questa lettera che Berlusconi ha inviato alle suore, sarebbe dovuta rimanere privata, mentre la stampa l’ha avuta prima delle suore;

    inoltre questa lettera viene inviata alla vigilia di un decreto sul testamento biologico e alla vigilia della campagna elettorale.

    Io sono in malafede perché ormai vedo chiaramente queste azioni come dei pezzi di un puzzle, ma se anche ragionassi in buonafede, una lettera di questo tipo prima che ad altri sarebbe dovuta arrivare al padre di Eluana, nonostante l’amore ricevuto dalle suore sia stato sicuramente vero e puro.

    Non posso accettare, gredase, che un politico si possa scusare per qualcosa che non ha fatto. Perché in realtà non aveva diritto di fare nulla, se non assicurare che la volontà di Eluana fosse difesa e realizzata fino alla fine.

    Per chi crede (e io credo) siamo figli di Dio, Dio ci ha dato la possibilità di scegliere. Questa libertà è visceralmente personale. Chiunque si sostituisca a Dio e si prenda la briga di toglierci questa possibilità di scelta commette un peccato oltre il mortale. Diventa blasfemo. Così come blasfema è la chiesa e la classe politica in questa vicenda. E io non voglio che se mai capitasse, qualcuno possa togliermi la possibilità di scegliere sulla mia stessa vita, che io sbagli o no. Sta a me, come stava ad Eluana, decidere.

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  30. Sig. boh, perché mi dà del tu? Io, se vuole, le posso anche dare del Voi. Se fossi il sig. Train Le darei del vossia.

    p.s.
    Tutta una scusa per eludere la sua domanda. Purtroppo proprio a me che sono la melma putrida della blogosfera e non so come perdere tempo inutilmente, da Lei mi viene posta una domanda apparentemente banale, ma non facile da rispondere subito e soprattutto non facile da rispondere in un commento.

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  31. @gredase: prima di tutto, piantala di scrivere in maiuscolo, che, se non lo sai, nei commenti equivale ad urlare, ed in casa mia non amo chi urla come un ossesso.
    In secondo luogo, amare una persona vuol dire rispettarne le decisioni, persino quando ci pesa farlo. Eluana non voleva vivere così: il padre lo sapeva e il tribunale lo ha riconosciuto. Le suore possono averle voluto tutto il bene del mondo, magari, ma non possono decidere al posto di un altro essere umano. Nè puoi farlo tu. Se vuoi soffrire per Eluana nessuno te lo vieta, ma non puoi essere tu a decidere per lei (o per me, o per altri) arrogandotene questo diritto solo perché sei convinto di volerci bene.
    Inoltre giudico il tuo secondo commento assolutamente privo di qualsiasi sentimento di umana pietà nei confronti nei confronti di Peppino Englaro. Parli tanto di amore e comprensione? Se questo è il modo in cui le metti in pratica, andiamo bene.

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  32. Lo sapevo che l’avrebbero sgridata, sig. grandaze. Lei si fa alfiere di un diritto di amare, la signorina Galatea di un altro, tutti ne conoscete perfettamente le modalità, e avete tutti tanta ma tanta ragione.
    Su di una cosa sono d’accordo con il sig. grandaze (ma, credo, per una diversa analisi), e cioè sulla mancata compassione, come dice la signorina, nei confronti del sig. Englaro.

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  33. @red cac – Temo che il p.s., collage di numerose frasi celebri collezionate sul blog di Topgonzo, risulti assolutamente incomprensibile in questo contesto.
    Le consiglierei di mettere il link nello spazio “Website” in modo che chi ha voglia possa andare a curiosare e, perché no, ad erudirsi.

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  34. signora galatea ha ragione sul maiuscolo non ha ragione sul resto. infatti io non ho detto che amo il signor englaro, ma anche se lo amassi potrei ritenere errate le sue scelte, ho detto che in questo caso non era in gioco solo l’amore del padre (e anche della madre)di eluana e la loro sofferenza, ma anche l’amore delle suore e la loro sofferenza: ho messo in discussione che esita un solo modo di amare o che l’amore ed i legami umani derivino solo da vincoli biologici. io ho solo detto che è assurdo prima invocare il popolo italiano (in tribunale e in tv) e poi pretendere che il popolo dimentichi tutto. ed è impensabile che se un argomento è di attualità un giorno, nel caso la legge sul fine vita, domani non lo sia più e che, parlando di un certo argomento, si faccia un tale esercizio di astrazione per cui si dimenticano le situazioni reali e le esperienze che ci portano, o meno, a volere una certa legge. è del tutto assurdo pensare che, siccome siamo essere empirici, una legge non tenga conto dei fatti accaduti prima della sua entrata in vigore, anzi, le leggi entrano in vigore o per mantenere certi fatti o per modificarli. quindi se lo scopo della legge è dare una sistemazione diversa alla materia in oggetto è ben chiaro che la amteria in oggetto sia rilevante e tale materia sono persone con nomi e cognomi e sono le emozioni che quei nomi e quei cognomi ci suscitano, sono il modo di pensare circa quelle vite.
    a chi dice che siam figli di Dio e dotati di libero arbitrio e che negarlo è un atto blasfemo ricordo che ogni legge limita il nostro libero arbitrio, o meglio cambia le condizioni su cui esso viene ad esercitarsi, per cui ad essere coerenti ogni legge è blasfema. del resto poi non siamo in uno Stato teocratico in cui il volere di Dio è legge, per cui se anche il libero arbitrio fosse il volere di Dio non potrebbe in alcun caso vincolare il nostro legislatore che esercitando il libero arbitrio può limitare il medesimo, insomma nel nostro stato si può essere legislatori blasfemi.
    amare una persona non significa necessariamente rispettarne le decisioni. sono sicuro che mia madre mi amasse quando decidevo di mangiare troppe caramelle e me lo impediva, sono sicuro che se volessi sposarmi con un maschio mio padre mi amerebbe e tuttavia non apprezzerebbe la mia decisione e non si batterebbe affinchè avessi tale possibilità. l’amore non significa mica accettare passivamente le decisioni dell’amata. se lei dicesse al suo copagno che desidera tradirlo il suo compagno in nome dell’amore le porterebbe a casaun altro uomo? non credo che amare si identifichi con lo sforzarsi di attuare la volontà altrui.
    non ho nemmeno detto che la volontà delle suore dovesse prevalere su quella del padre, ma nemmeno la scelta di mio padre può decidere se io debba vivere o morire.

    il secondo commento è privo di umana pietà? io non ho criticato la scelta di lasciar morire la figlia del signor Englaro, ho criticato il modo in cui l’ha portata alla ribalta. sappaimo tutti che probabilmente il dramma di Eluana avrebbe potuto concludersi anni or sono se il padre non l’avesse voluta portare davanti agli occhi di noi tutti. lui ce l’ha comunicata.
    evidentemente, e per una ragione morale molto elevata credo, nelle azioni del signor Englaro la priorità non era fare la volontà della figlia, ma rendere legale e accettato dallo Stato un procedimento di fine vita. appunto lo scopo non era fare la volontà di Eluana, lo avrebbe potuto fare anni or sono, ma quello di permettere ad altri di fare la stessa cosa e dio permettere la discussione politica e giuridica sul caso. lui si è comportato in maniera umana, perchè ha lottato per i diritti di tutti, ha anteposto agli interessi propri e di sua figlia quelli di altra gente che viveva drammi simili. lui ha anteposto gli interessi di una collettività e dei principi alla sua individualità e a quella di sua figlia. in questo è stato certamente eroico, ma non ha potuto fare a meno di usare se stesso come strumento di quella battaglia e credo anche eluana abbia patito la stessa sorte, per questo mi pare assurdo che si lamanti. se lo scopo è l’interesse della collettività e tu diventi strumento per affermare quell’interesse (il diritto all’autodeterminazione di tutti e non ALL’AUTODETERMINAZIONE DI ELUANA!!!) è ovvio che come strumento devi essere valutato idoneo, o meno, da parte di coloro di cui compi l’interesse, ed è ovvio che la società, per cui operi, ti giudichi.

    credo di essere stato abbastanza prolisso e credo incomprensibile per alcuni, ma non importa, alcuni capiranno e sono la parte migliore.

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  35. @Gradase: più che prolisso, Lei continua a non rispondere ad una semplice domanda: un essere umano ha o meno diritto di decidere a quali cure sottoporsi e a quali no? O ogni volta che devo prendere una aspirina, o decidere se devo rimanere per anni con un sondino ficcato dentro lo stomaco, devo prima ottenere il permesso da tutti quelli che mi hanno amato, e anche da coloro che dicono di amarmi ma non mi hanno mai conosciuto? e anche da tutti coloro che credono in qualsiasi tipo di religione, ivi comprese quelle che io non pratico e neppure condivido, onde assicurarmi che la mia decisione non offenda le loro credenze, per quanto per me siano del tutto ininfuenti e le reputi magari anche abbastanza strampalate?
    E mi scusi, che vorrebbe dire il “diritto all’autodeterminazione di tutti e non all’autodeterminazione di Eluana”? (in Italiano, eh! perché non è chiaro) Che tutti devono essere d’accordo su qualsiasi trattamento medico che io decido o rifiuto? Facciamo un referendum ogni volta che devo prendere una aspirina?
    Formidabile la chiusa: “Alcuni capiranno e sono la parte migliore”. Di sicuro hanno delle notevoli capacità divinatorie, visto la sua incapacità di scrivere in maniera comprensibile.

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  36. Sig. granzaze, vorrei dirLe solo che la sig.na Galatea l’ha rimproverata per l’uso improprio delle maiuscole, ma non Le ha chiesto di abolirle del tutto. La maiuscola dopo il punto rende più agevole la lettura.

    p.s.
    In effetti il post è di lettura faticosa, e ho dei dubbi che la sig.na si vorrà sottoporre a tale fatica. Tuttavia alcune cose sono condivisibili e per nulla banali, se ho capito bene il senso di tutto quello che scrive. Perché Le assicuro che ho letto tutto.

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  37. p.s.
    Non avevo letto fino in fondo il Suo p.s. Non è giusta l’ultima affermazione. Se la legge, per fare un esempio a caso, il sig. Train, e dichiara di non aver capito (ma anche se non lo dichiara), questo non significa ch’egli sia tra la parte peggiore. In primo luogo perché non capisce quasi mai neanche cose facili facili e formalmente scorrevoli; in secondo luogo perché in effetti il Suo commento richiede, per decifrarlo a fondo, una buona dose di pazienza.

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  38. Sig. Marcello, Lei ha ragione. Ma la citazione proposta così in sordina vuol essere una subdola selezione tra lectores accorti e lectores fessi.
    Ora però il segreto è rivelato.

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  39. Ma porc le catin, la sig.na Galatea ha scritto la stessa cosa che ho scritto io, esattamente sette minuti prima di me, ed io non ho fatto in tempo a leggere, impegnato in altro commento. Se lo avessi saputo avrei cambiato idea.

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  40. ma carissima galatea il mio scopo non era per nulla impedire a lei o a chi per lei di scegliere per sè quali cure scegliere, semplicemente era quello di spiegarle perchè non se ne stanno tutti zitti, spigarle perchè molti si sentono interpellati. lei non capisce perchè crede che io voglia imporle qualcosa circa la fine della sua vita e legge tutto partendo da un’idea preconcetta.

    probabilmente perchè l’ho scritto io, ma il commento lo comprendo, forse se lei fa la maestra alle elementari ed è abitata ai pensierini dei bimbi delle elementari certe cose divengono difficoltose da leggere. XD
    sinceramente continuo a non leggere nemmeno una parola contro o a favore del testamento biologico o dell’autodeterminazione personale.

    venendo a quello che lei testulmente dichira di non aver capito glielo copio, incollo e poi rispiego:

    “se lo scopo è l’interesse della collettività e tu diventi strumento per affermare quell’interesse (il diritto all’autodeterminazione di tutti e non ALL’AUTODETERMINAZIONE DI ELUANA!!!)…”

    se il fine che il signore Englaro si propone è affermare un interesse di tutti e se egli ha usato per affermare tale interesse la propria persona e la persona della figlia…

    il testo fra parentesi esplica, chiarisce, ribadisce quale era l’interesse assunto come scopo dal signor Englaro: tale scopo non era la pura e semplice autodeterminazione di Eluana, dato che avrebbe potuto conseguirla in modi più rapidi, ma LO SCOPO ERA AFFERMARE IL DIRITTO DI TUTTI ALL’AUTODETERMINAZIONE per MEZZO DI ELUANA.

    per il fatto che la lettura sia faticosa posso concordare, ma ho cercato di condensare varie risposte alle motle critiche precedentemente mossemi per cui può darsi che il risultato alla lettura non si presenti coeso, il commento non è però il risultato, non è un punto di arrivo, è prte di un confronto di opinioni, quindi è parte di un processo per cui non può essere astratto in toto dai commenti che lo precedevano

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  41. quell’interesse (il diritto all’autodeterminazione di tutti e non ALL’AUTODETERMINAZIONE DI ELUANA!!!).
    chiaro?
    sto dicendo che al signor Englaro non interessava in via principale l’autodeterminazione di Eluana, ma interessava veder riconosciuto IL DIRITTO DI TUTTI ad autodeterminarsi, per cui è ovvio che tutti possono partecipare alla discussione.

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  42. @gredase
    En passant Le faccio presente che non si comprende perché l’interesse del padre di Eluana sarebbe stato quello di veder riconosciuto un diritto di tutti che è già riconosciuto dall’ art. 32 della ns. Costituzione.
    Testualmente:

    Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

    Il padre di Eluana ha semplicemente chiesto che venisse sospeso un trattamento sanitario non voluto e non desiderato.

    Ora, il signore che in questo frangente ha suscitato tutta la sua sperticata ammirazione, pretenderebbe di far passare anche alla Camera una norma di legge aberrante (vedere art. 3 comma 5) secondo la quale l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.

    Un TSO a tutti gli effetti, capace di prolungare l’agonia di una persona per anni ed anni, anche contro la sua volontà.

    Ecco, per dirla con parole sue, io ad uno così paterno e così umano, così vulnerabile, ben più di quanto è stato aggredito una cosa del genere gliela farei provare, di persona, diciamo, al più per un mese di fila: legato amorevolmente, ma ben fermo, ad un letto, in una stanza insonorizzata, buia, bianca e vuota, sondino naso-gastrico e nient’altro attorno.

    Giusto per stabilire se e in quanto tempo riesce a cambiare idea.

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  43. è inutile citare la Costituzione infatti essa non dice, infatti essa dice che se la legge lo prevede i trattamenti sanitari possono essere obbligatori, quaòli siano i limiti imposti dal rispetto della persona umana è difficile dirlo, per il resto la legge da lei citata esclude che si tratti di un trattamento sanitario. si ricade nella opinabilità del tutto, dipende da come una cosa si interpreta. potrei dirle: si immagini di essere legato ben stretto ad un letto in una stanza buia, bianca o vuota non importa dato che se la stanza è buia non vedrei se è piena o meno, per citare Hegel di notte tutte le mucche son nere. bene si immagini che a questo strazio si aggiunga il fatto che la si lasci morire di fame, crede che la sua situazione sia migliore di quella che ha descritto lei?
    io penso di no, ma appunto siamo alle opinioni.

    quello che ho detto sul padre di Eluana è del tutto evidente. ammesso che la Costituzione dica quello che pensa lei, quel diritto era riconosciuto da una legge? era riconosciuto da una sentenza di tribunale?
    si sapeva qualcosa circa l’esistenza di quel diritto? c’è chi dice che anche il matrimonio omosessuale è ammesso dalla nostra Costituzione eppure se qualcuno non si batte per realizzare quel diritto esso non esiste. o le risulta che i gay possano sposarsi?
    cosa dico io?
    che ammessa l’esistenza di un certo diritto, o che esso possa ricavarsi dai principi della Costituzione, finchè qualcuno non si batte per vederlo riconosciuto A TUTTI quel diritto non esiste.
    il signor Englaro ha fatto questo, ha lottato perchè una certa prassi, è abbastanza noto che in genere certe situazioni vengono risolte in ospedale in meno di 17 anni dai medici, fosse riconosciuta come un diritto del malato.
    insomma se avesse voluto fare la semplice volontà di Eluana l’avrebbe fatta in silenzio e alla svelta invece di lasciarla legata amorevolmente in quel letto per 17 anni, lui l’ha lasciata legata perchè la cosa che voleva era che quel diritto venisse riconosciuto non ad Eluana, ma a tutti. la differenza è chiara, se non la si vuol vedere che ci posso fare?

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  44. Concordo appieno con la padrona di casa.
    Detto questo, una parola, magari due, al Sig. red.cac.:
    dialettica autoreferenziale, che parrebbe mirata alla soddisfazione di un ego…preoccupante, più che al sostenimento di una posizione, che in effetti, tra un bla-bla e l’altro, lei non assume.
    Classico di chi sta alla finestra, sempre.
    Naturalmente opinando a iosa.

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  45. @gredase
    Il senso originale della norma costituzionale serviva a contemplare la possibilità dei TSO irrinunciabili per quei casi in cui non sussista l’evidente possibilità di decidere consapevolmente nel merito per il singolo individuo (es. per i casi di malattia mentale, pazzia, ecc.).
    L’aberrazione consiste nel voler stabilire invece l’esistenza di TSO irrinunciabili anche laddove vi sia piena consapevolezza individuale per le conseguenze relative alla rinuncia dei medesimi.
    Si rassegnino tutti gli amorevoli ed i misericordiosi: una cosa del genere non passerà mai.
    Per fortuna, in questo Paese, ci sono ancora la Corte Costituzionale ed il referendum abrogativo.
    Non si è riusciti a suo tempo ad impedire la legge sul divorzio e sull’aborto; figuriamoci una cosa come questa, ancor più invasiva sul piano della libertà personale.

    Dopodiché il percorso pluriennale del padre di Eluana è servito esclusivamente a far valere la volontà, ancorché non formalmente espressa in atti scritti, della figlia.
    Non poteva che essere fatto nelle sedi in cui è stato fatto, e cioè secondo legge: ed è stato giusto così.
    Molti amorevoli e misericordiosi individui, tra cui Lei evidentemente, avrebbero preferito l’ipocrisia del “si fa ma non si dice”.
    Il che la dice lunga di per sé.

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  46. Mi scusi sig. Frap, capisco che il sig. gredase scrive in maniera tale che ci coglie il dubbio che si tratti del sig. Train che si vergogna di manifestare le sue idee, ma Lei non risponde alle sue argomentazioni. Ora, io non sono pagato per fargli da interprete, però mi pare che il problema della volontà di Eluana (intesa non come caso specifico, ma come caso per una legge) non sia aggirabile con un ancorché.
    Solo per dare una spintarella a questo inconcludente (e inconcludibile) dibattito.

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  47. @gredase
    A parte poi il piccolo dettaglio che va sotto il nome di OBBLIGO DI CURA di cui la invito ad informarsi, via Google, tanto per capire come, secondo Lei, “in genere certe situazioni vengono risolte in ospedale in meno di 17 anni dai medici.”
    Le copioincollo qui qualcosina appena per Sua esclusiva comodità:

    Obbligo di cura
    Norma giuridica e morale che obbliga il medico a fornire le sue prestazioni (in forma di assistenza diretta o indiretta), qualora gli siano richieste e, in caso di “pericolo imminente”, anche contro la volontà del paziente, come può verificarsi in caso di tentato suicidio. Per chiarire la questione, ricordiamo che al medico è conferita dallo Stato – in base al possesso del titolo di abilitazione all’esercizio della professione – la facoltà di curare: limite invalicabile a questa è il consenso da parte del paziente. Tale consenso deve oggi essere informato, ovvero il paziente – tra le altre cose – deve essere messo in grado di comprendere nel modo più completo possibile la natura dei trattamenti a cui si sottopone, la loro motivazione e le conseguenze che da questi possono derivare.
    Questa manifestazione di volontà deve essere libera e cosciente, altrimenti non è valida, ed è in ogni caso subordinata: 1) ai limiti relativi alla disponibilità del proprio corpo, stabilite dalla legge; 2) alla maggiore età del paziente; 3) all’assenza di infermità che compromettano la sua capacità di intendere e di volere.
    Può prescindersi dal consenso solo in stato di necessità o per disposizioni di legge (trattamenti sanitari obbligatori aka TSO). Resta naturalmente valido il principio relativo all’omissione di soccorso (che peraltro vincola qualunque individuo, non solo i medici), in base al quale corre l’obbligo di assistere una persona ferita o altrimenti in pericolo, o di darne immediato avviso alle Autorità.

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  48. Scusi, caro Gradase, ma i suoi commenti sono ormai un vero cult: non ho resistito alla tentazione di rispondere punto per punto:

    ma carissima galatea il mio scopo non era per nulla impedire a lei o a chi per lei di scegliere per sè quali cure scegliere, semplicemente era quello di spiegarle perchè non se ne stanno tutti zitti, spigarle perchè molti si sentono interpellati. lei non capisce perchè crede che io voglia imporle qualcosa circa la fine della sua vita e legge tutto partendo da un’idea preconcetta.
    No, non vuole impormi niente: a solo tirato delle gran filippiche dicendo che bisogna rispettare la vita a tutti i costi.
    probabilmente perchè l’ho scritto io, ma il commento lo comprendo, forse se lei fa la maestra alle elementari ed è abitata ai pensierini dei bimbi delle elementari certe cose divengono difficoltose da leggere. XD
    Non insegno alle medie, ma per esperienza posso assicurarle che i pensierini dei bimbi delle elementari sono assai più facili da leggere dei suoi commenti: in genere i bambini delle elementari sanno usare la punteggiatura meglio di lei.
    sinceramente continuo a non leggere nemmeno una parola contro o a favore del testamento biologico o dell’autodeterminazione personale.
    Scusi, da parte di chi?
    venendo a quello che lei testulmente dichira di non aver capito glielo copio, incollo e poi rispiego:
    Guardi che se non era scritto in italiano comprensibile prima, non è che copincollando si risolve granché, eh.
    se lo scopo è l’interesse della collettività e tu diventi strumento per affermare quell’interesse (il diritto all’autodeterminazione di tutti e non ALL’AUTODETERMINAZIONE DI ELUANA!!!)…”
    se il fine che il signore Englaro si propone è affermare un interesse di tutti e se egli ha usato per affermare tale interesse la propria persona e la persona della figlia…

    In realtà il signor Englaro ha agito perché coinvolto in prima persona nel caso in oggetto. Se il caso non avesse riguardato un suo familiare, non avrebbe avuto titolo per poter portare avanti alcun tipo di azione legale.
    il testo fra parentesi esplica, chiarisce, ribadisce quale era l’interesse assunto come scopo dal signor Englaro: tale scopo non era la pura e semplice autodeterminazione di Eluana, dato che avrebbe potuto conseguirla in modi più rapidi, ma LO SCOPO ERA AFFERMARE IL DIRITTO DI TUTTI ALL’AUTODETERMINAZIONE per MEZZO DI ELUANA.
    Quindi Englaro va condannato perché ha accettato di portare in discussione un suo caso personale per il bene di tutti, invece di farsi platealmente i cazzi suoi. Per questo si merita la sua reprimenda.
    per il fatto che la lettura sia faticosa posso concordare, ma ho cercato di condensare varie risposte alle motle critiche precedentemente mossemi per cui può darsi che il risultato alla lettura non si presenti coeso, il commento non è però il risultato, non è un punto di arrivo, è prte di un confronto di opinioni, quindi è parte di un processo per cui non può essere astratto in toto dai commenti che lo precedevano
    il fatto è che anche letto con i commenti precedenti, mi perdoni, ma non ci si capisce un caspita.

    quell’interesse (il diritto all’autodeterminazione di tutti e non ALL’AUTODETERMINAZIONE DI ELUANA!!!).
    chiaro?
    sto dicendo che al signor Englaro non interessava in via principale l’autodeterminazione di Eluana, ma interessava veder riconosciuto IL DIRITTO DI TUTTI ad autodeterminarsi, per cui è ovvio che tutti possono partecipare alla discussione.

    Veramente è triste che in Italia, per aprire dibattito su un tema che riguarda tutti (dal momento che chiunque può ritrovarsi nella condizione di Eluana) si debba aspettare che un povero padre si prenda la briga di sollevare un caso.

    è inutile citare la Costituzione infatti essa non dice, infatti essa dice che se la legge lo prevede i trattamenti sanitari possono essere obbligatori,

    Già, ma sono obbligatori quei trattamenti a cui, in genere, se il soggetto non accetta di venire sottoposto possano causare danni a terzi (e non è il caso di Eluana) o a sé stesso (difficile che Eluana potesse star peggio di così)

    quaòli siano i limiti imposti dal rispetto della persona umana è difficile dirlo,

    appunto: io per esempio giudicherei assai poco rispettoso della mia persona umana essere costretta a vegetare in un letto per anni con un sondino ficcato nello stomaco che mi idrata a forza, e Eluana la pensava nello stesso modo, tanto è vero che aveva pregato di non essere lasciata così.

    per il resto la legge da lei citata esclude che si tratti di un trattamento sanitario.
    Allora, mi scusi, se non è un trattamento sanitario, a che titolo lo devo ritenere obbligatorio? Mangiare non è un trattamento sanitario, quindi se non voglio mangiare mi ficcano in gola la pasta a forza?

    si ricade nella opinabilità del tutto, dipende da come una cosa si interpreta.

    Se siamo nel campo dell’opinabile, ognuno lasci scritto cosa crede meglio per sé, e tutto è risolto. Mi pare così ovvio.

    potrei dirle: si immagini di essere legato ben stretto ad un letto in una stanza buia, bianca o vuota non importa dato che se la stanza è buia non vedrei se è piena o meno, per citare Hegel di notte tutte le mucche son nere. bene si immagini che a questo strazio si aggiunga il fatto che la si lasci morire di fame, crede che la sua situazione sia migliore di quella che ha descritto lei?
    io penso di no, ma appunto siamo alle opinioni.

    Già. Io per esempio sono dell’opinione che, se questa è una metafora, non c’entra un beneamato. Se sono legato nella stanza buia, ho almeno il diritto di non mangiare, per sfuggire attraverso la morte a questa orribile prigionia?

    quello che ho detto sul padre di Eluana è del tutto evidente. ammesso che la Costituzione dica quello che pensa lei, quel diritto era riconosciuto da una legge? era riconosciuto da una sentenza di tribunale?si sapeva qualcosa circa l’esistenza di quel diritto?

    Eh, evidentemente sì, perché quando il padre ha fatto ricorso, alla fine la legge gli ha dato ragione…ergo la legge permetteva al padre di fare quanto ha fatto.

    C’è chi dice che anche il matrimonio omosessuale è ammesso dalla nostra Costituzione eppure se qualcuno non si batte per realizzare quel diritto esso non esiste. o le risulta che i gay possano sposarsi?

    Non si capisce come c’entri questo inciso, a dir la verità. Ma tutto fa brodo, immagino, quando non si sa più su che specchi arrampicarsi.

    cosa dico io?

    Guardi, onestamente a questo punto chi l’ha capito è bravissimo.

    che ammessa l’esistenza di un certo diritto, o che esso possa ricavarsi dai principi della Costituzione, finchè qualcuno non si batte per vederlo riconosciuto A TUTTI quel diritto non esiste.
    Curiosa interpretazione delle norme costituzionali…

    il signor Englaro ha fatto questo, ha lottato perchè una certa prassi, è abbastanza noto che in genere certe situazioni vengono risolte in ospedale in meno di 17 anni dai medici, fosse riconosciuta come un diritto del malato.
    Veramente “una certa prassi” se viene praticata in ospedale in segreto e contro la volontà del malato si chiama omicidio. Il signor Englaro non ha voluto fare nulla di illegale, invece, voleva che fossero rispettate secondo la legge le volontà della figlia.

    insomma se avesse voluto fare la semplice volontà di Eluana l’avrebbe fatta in silenzio e alla svelta

    In pratica, Englaro ha sbagliato perché non è stato ipocrita. Se fosse stato zitto, si sarebbe liberato “alla svelta” del problema, e nessuno sarebbe andato a sindacare se la figlia davvero avrebbe voluto morire. Siccome invece ha voluto fare le cose legalmente, scassando anche parecchio le palle, allora va considerato solo un tizio malato di protagonismo che ha usato la figlia.

    invece di lasciarla legata amorevolmente in quel letto per 17 anni, lui l’ha lasciata legata perchè la cosa che voleva era che quel diritto venisse riconosciuto non ad Eluana, ma a tutti. la differenza è chiara, se non la si vuol vedere che ci posso fare?

    Più che altro è chiarissimo che razza di persona è lei. Si vede benissimo, e si capisce perfettamente, mi creda.

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  49. La invidio, signorina. A me il destino cinico e baro non ha mai concesso di polemizzare così a lungo – e così diffusamente – con il sig.Train. Complimenti per la Buona Ventura, e per la devozione con cui la accoglie.

    p.s.
    Non posso invidiarla quanto la signorina, sig. Frap, in quanto non tenutario del blog.

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  50. rispondo ad alcune questioni che mi sono state poste, quindi le risposte hanno senso solo in relazione ai problemi sollevati.

    1- riferendomi all’ipocrisia del “si fa ma non si dice” son perfettamente d’accordo che sia una modalità operativa ipocrita ma se la volontà di Eluana era quella di non restare nemmeno un giorno in una certa condizione chi avesse voluto compiere quella volontà PRIMA la avrebbe eseguita POI si sarebbe dovuto preoccupare di risolvere i problemi di ipocrisia del nostro sistema. quindi o uno crede che il signor Englaro abbia preferito andare contro alla volontà della figlia per non apparire ipocrita, oppure crede che il signor Englaro abbia anteposto un interesse collettivo al suo. nel primo caso è un piccolo uomo, nel secondo è un eroe. in questa accezione per me è un eroe.

    2- sul consenso informato. Eluana ha espresso una volontà, una volontà espressa in quel modo non avrebbe potuto permetterle di far ereditare un accendino al suo ragazzo ma è bastata a farla andar via e questa mi pare una incongruenza del sistema, ma soprassediamo, circa un certo trattamento sanitario. posto che la base per accettare le cure è il consenso, il consenso in sè non basta. occorre che sia informato ovvero che il paziente conosca sia i rischi, che la durata che le caratteristiche di tale intervanto. Eluana tutte queste cose non le sapeva, quindi il suo consenso, o il suo dissenso, non era informato. si capisce che qua non siamo nell’ambito di quella disciplina. ella non ha espresso il diniego ad un certo tipo di trattamento, non ha espresso un rifiuto ad un trattamento. ha espresso una opzione generica. se vado dal medico perchè ho un tumore io devo sapere come mi si intende curare. non basterà dire che devo essere curata. Eluana al momento in cui ha espresso la sua volontà non ha espresso una volontà sul trattamento, quindi non ha dato, nè negato, il consenso a nulla in particolare. non si può parlare di vero e proprio consenso informato.

    3- signora galatea: “No, non vuole impormi niente: a solo tirato delle gran filippiche dicendo che bisogna rispettare la vita a tutti i costi.” in “A solo tirato” ci vuole l’H, per un insegnate è un capolavoro…

    4- quando dico che continuo a non leggere espressioni a favore o contrarie al mantenere in vita una persona contro la propria volontà mi riferisco ai miei commenti precedenti. ribadisco i miei commenti non erano rivolti a dimostrare che Eluana doveva essere tenuta in vita nè a dimostrare il contrario.

    5- non mi pare di aver detto che il signor Englaro vada condannato, al massimo ho detto che si è comportato da eroe anteponendo e mettendo la sua vita servizio di una causa che non lo riguardava direttamente cercando di affermare la titolarità di ciascuno a decidere come morire mentre gli sarebbe bastato “fare senza dire” per lasciar andare via sua figlia molti anni or sono. vede che mi fraintende perchè ha idee preconcette? lo ribadisco per l’ennesima volta: lo scopo del mio primo post era quello di far notare che non c’è un dolore solo in questa faccenda, ma ci sono molte persone che hanno sofferto e amato ed il fatto che si esprimano, vengano rappresentate o si ricordino anche pubblicamente è una cosa, a mio avviso, giusta.

    6- sarà pure triste che per aprire un dibattito che riguarda tutti un povero padre si sacrifichi, ma dal momento che l’ha fatto, e dal momento che il dibattito da lui aperto riguarda tutti è normale che tutti ci “mettano bocca”. a cose fatte non si può pretendere il silenzio. se la discussione riguarda tutti allora nessuno ha più titoli di un altro per parlare in merito. se il signor Englaro, eroe, ha reso pubblica la sua vicenda non può, poi, nemmeno pensare che basti schioccare le dita affinchè la vicenda ritorni privata. o forse la discussione iniziata dovrebbe proseguire senza tener conto del suo inizio? e le emozioni da tutti provate a causa di una vicenda personale e drammatica le quali sono entrate nel patrimonio collettivo dovrebbero essere ignorate proseguendo il dibattito? è palese che ciò sia impossibile, quindi è normale che un UOMO POLITICO ne tenga conto nello svolgersi del dibattito medesimo.

    7- sui limiti del rispetto della dignità umana.
    lei può benissimo ritenere non dignitoso per sè un certo trattamento, ma la Costituzione parlando di rispetto della dignità umana non vuole affidarsi ad un canone soggettivo, pone un limite oggettivo al legislatore subordinato, l’ampiezza di detto canone è però vaga; il dibattito serve a stabilire questo limite. dignità umana, buon costume, moralità, sono tutti concetti che in sè non hanno un significato univoco e che devono essere “riempiti” di senso. deve esistere un significato condiviso del significato di “dignità umana” abbastanza chiaro da poter orientare il legislatore. se la immagina una legge che vale solo per alcuni e per altri no poichè quest’ultimi hanno un concetto differente di dignità umana? è evidente che il “dignità umana” non possa essere una opinione personale ma un qualcosa di valido intersoggettivamente, altrimenti lo stesso concetto di dignità umana tende a sparire.

    8- il fatto che il legislatore fino ad adesso abbia preso in esame solo casi in cui la non osservanza di certe prescrizioni causa danni a terzi non esclude che il legislatore possa prendere in esame altri casi.

    9- è vero, se non è un trattamento sanitario non si capisce perchè dovrebbe essere obbligatorio.
    o meglio: è vero che lei non lo capisce. infatti anche non passare con il rosso non è un trattamento sanitario ma è ugualmente obbligatorio… ma lei ha ragione, probabilmente stanno scrivendo una pessima legge, hanno le idee confuse. tuttavia pur essendo nel campo dell’opinabile non è vero che ognuno debba necessariamente fare come meglio preferisce. l’intero nostro sistema giuridico è del tutto opinabile, sono opinabili i riti processuali, l’entità della pena, è opinabile persino punire certi reati (alcuni dicono che il reato di spaccio non dovrebbe essere punito). il fatto che una cosa sia opinabile non significa che non si possa legiferare su di essa. del resto il sistema democratico si fonda sulla opinabilità. il fatto che ci sia una minoranza significa che esistono almeno due opinioni distinte su qualsiasi argomento, eppure nessuno si sogna di dire che data l’opinabilità di una questione la legge non è valida o non si deve fare.

    10- quella che lei chiama metafora è la risposta ad un commento precedente. mi si invitava a riflettere su una certa situazione. io ho risposto che aggiungere una sofferenza ulteriore ad una condizione disagiata non riduceva la sofferenza. è mia OPINIONE che se proprio l’unica via di fuga che ho è la morte allora forse sarebbe meglio accelerare la mia dipartita piuttosto che aspettre che io muoia di fame e sete. certo è una opinione che ha lo stesso valore della sua che preferisce morir di fame.

    11- signorina non è stata attenta. non ho sostenuto che la legge non fosse favorevole al signor Englaro, ho solo detto che per arrivare a quella sentenza egli ha dovuto penare non poco, ho solo spiegato il suo eroismo. ho fatto l’esempio dei matrimoni gay dicendo “può essere” che i matrimoni gay siano ammessi dalla nostra Costituzione (per me no, ma è opinione) ma fino a che qualcuno non dice che sono ammessi nessun gay può sposarsi esattamente come, fino a prima dell’ultima sentenza, POTEVA ESSERE CHE ELUANA AVESSE UN CERTO DIRITTO, ma senza quella sentenza tale diritto non poteva essere riconosciuto. quindi può darsi che ognuno possa decidere se rifiutare o meno l’alimentazione però se questa cosa non è detta ufficialemente in una sentenza NESSUNO PUò ESERCITARE TALE DIRITTO. ho ribadito che la lotta del signor Englaro era finalizzata a RENDERE POSSIBILE L’ESERCIZIO DI QUESTO DIRITTO. questo era il senso. l’inciso sui matrimoni gay c’entra poichè anche in quel caso si fa appello a dei principi generali sanciti in Costituzione, anche in quel caso c’è qualcuno che parla di diritti negati, anche in quel caso c’è qualcuno che si batte singolarmente (o in coppia) per il diritto di tutti. è una analogia sull’attualità, mi spiace che non la capisca.

    12- la mia interpretazione delle norme costituzionali non è affatto curiosa. il fatto che mi sia riconosciuto un diritto in astratto non significa che io possa esercitarlo nel concreto. ESEMPIO IDIOTA: se io ho il diritto di voto, ma non ci sono mai le elezioni nessuno nega il mio diritto, ne è negato il solo esercizio (se è un esempio bambinesco gliene faccio altri un po’ più seri). nel caso di Eluana era precisamente negato l’esercizio del diritto a rifiutare certi trattamenti sanitari. se lei non ha capito quale è il nocciolo della questione per forza non comprende. guardi ci sono migliaia di leggi incostituzionali oggi vigenti, e se certe leggi violano la Costituzione significa che ledono un diritto di qualcun altro, quelle leggi incostituzionali impediscono l’esercizio di un certo diritto a qualcuno. non negano il diritto, non possono negarlo perchè una legge ordinaria non può negare un diritto sancito in costituzione, ma nella pratica ne inibiscono l’applicazione. se non lo capisce me ne farò una ragione.

    13- certo che il signor Engalro voleva che fossero rispettate le volontà della figlia senza andare contro la legge. questo però non era fare la volontà della figlia, la figlia semplicemente non voleva stare in un letto d’ospedale per 17 anni. per il resto se quello che ha fatto il signor Englaro fosse omicidio, o omicidio sel consensiente, sarebbe in galera, quindi quello che ha fatto non era omicidio, ma non lo sarebbe stato nemmeno 15 anni fa, infatti la Corte non ha cambiato la legge, l’ha solo applicata, quindi in caso il signor Englaro fosse stato accusato di omicidio la Corte lo avrebbe dovuto assolvere.

    14- il fatto che il signor Englaro vada considerato un tizio malato di protagonismo è opinione sua. per me non lo è, mi spiace non concordare con lei.
    credo di aver già risposto, ma vale la pena usare altre parole: se il signor Englaro ha preferito non passare da ipocrita piuttosto che esaudire la volontà della figlia ha anteposto la sua reputazione alla dignità della figlia e questo non gli fa onore. per me non ha fatto questo, ho spiegato abbastanza perchè, pur non condividendo, riconosco che abbia tenuto un comportamento eroico. infatti non ha anteposto un bene piccolo come la sua reputazione al bene ed alla volontà della figlia, ma vi ha anteposto il bene di tutti i malati terminali e comunque nello stato della figlia che oggi si godono il DIRITTO che egli ha conquistato per loro. è un eroe come prometeo.

    15- comunque noto che lei aveva capito più o meno tutto, la prossima volta non faccia la modesta.
    si capisce che persona sono? ne sono fierissimo, si vede che oltre a quello che scrivo si legge anche dell’altro, questo implica che io scriva bene.

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  51. @gredase
    In tutta franchezza il suo generatore randomico di risposte sintetiche funziona che è una vera meraviglia: quanto il suo intuito.
    Lei scrive bene quanto red.cac. ci è simpatico.
    Forse di più.
    Imho, naturalmente.

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  52. @gradase: noto che è avvenuto un miracolo: improvvisamente è riuscito a scrivere qualche frase che ha anche un significato compiuto! A naso, direi che ha chiamato in aiuto qualcuno che gliele ha messe in ordine. Peccato che il qualcuno non si sia letto tutti i commenti che aveva postato prima, e abbia finito col farle dire l’opposto di quanto sosteneva in partenza.

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  53. Sig. Frap, ammetto di non sapere che significhi il suo sublindarmi (o sulindermi, che ne so?). La cosa non però non mi preoccupa, perché so che trattasi di altro. Lei sta tentando di sussarmi il belino. Tentativo vano, in primis perché Lei scrive piuttosto maschilmente, in secundis sed non postremis perché ho già abbastanza da fare con il sig. Train, che è un fesso archetipico, mentre Lei è solo un fesso un po’.
    Chissà, se si allena…

    p.s.
    Se vuole più tardi, quando ripasso, la illumino sul ticcugnare (ma anche ticugnare, con una sola c).

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  54. ahha signora galatea, lei è meravigliosa. ho scritto le stesse cose di prima. ed essendo la stessa persona ho tirato le medesime conclusioni anche se, ed è del tutto ovvio, può darsi che leggendo quello che altri hanno scritto abbia arricchito il mio punto di vista.

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  55. @gredase: Allora ha semplicemente ripassato la grammatica e sono diventate più comprensibili, persino a lei. Capita, quando uno comincia a scrivere in italiano. Adesso un altro piccolo sforzo: ripassi il fatto che dopo il punto si mette la maiuscola, e diventa quasi un commentatore decente.

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  56. In effetti il punto dopo la maiuscola, sig. grandaze, deve crederlo, è importante. Anche i suoi primi post sarebbero stati meno intricati con questo semplice accorgimento. E’ una piccola cosa. Però non faccia come il sig. Train che, da quando gli si è detto di usare la punteggiatura, ha inventato la virgola randomatica. Resta invece immutato l’odio per il punto e virgola. Se ne trova uno – probabilmente un refuso perché fuori luogo – nei primi sei volumi dell’opera omnia.

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  57. Cara Galatea, premesso che non son d’accordo con l’iniziativa di Berlusconi, perché la ritengo solo una mossa politica e di ricerca consensi, devo dire che non sono per niente d’accordo nemmeno con quello che scrivi.
    In primo, la vicenda non è affatto chiusa. Considerarla tale vorrebbe dire cominciare a dimenticarla, mentre invece bisogna averla chiara davanti. Altrimenti, se non impareremo da essa, tragedie del genere si ripeteranno. Passata l’urgenza del caso singolo ci doveva essere una riflessione pacata ed approfondita sulla questione fatta in maniera comune, cosa che invece purtroppo non c’è stata.
    In secondo, il fatto che “il capo di un Governo che non riconosce e si rifiuta di riconoscere come famiglia qualsiasi coppia che non sia legata da vincoli matrimoniali e considera famiglia potenziale solo una coppia che possa generare prole” dovrebbe essere normale, dato che ha giurato di rispettare una costituzione, la nostra, dove sono contenuti chiaramente questi concetti.
    Poi ti rammento che in caso di morte le condoglianze non si fanno solo al padre od alla famiglia, ma anche agli amici e a chi voleva bene al morto. Il dolore per una scomparsa non c’è solo per i parenti, ma per tutta quella cerchia di persone che era affettivamente legata al defunto. E non c’è dubbio, dal loro comportamento, che le suore avevano per Eluana un affetto autentico ed incondizionato.

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  58. @Pjt: 1)dal punto di vista personale, essendo Eluana morta, penso che sarebbe buono e compassionevole ritenerla chiusa, la vicenda, ed evitare di rimestarla per rispetto coinvolgendo e tirando per la giacchetta i protagonisti. Si vuole fare una riflessione più ampia? Allora la si faccia smettendola di appellarsi e richiamare in causa un caso singolo.
    2)Credo che una “riflessione pacata fatta in maniera comune” sia difficile se non impossibile in questo clima, soprattutto perché da parte da parte dello schieramento che ha cercato in tutte le maniere di bloccare Beppino Englaro (trasversale a molti partiti, come è trasversale anche il pensarla in maniera opposta) non si vuole assolutamente nè un confronto nè una soluzione.
    3)a parte che il nostro Presidente del Consiglio la costituzione la rispetta in maniera molto intermittente, se davvero ritiene che sempre che solo i familiari abbiano diritto di decidere (tanto più che Englaro era stato nominato tutore della figlia), allora doveva rispettarne la decisione punto e basta.
    4) In caso di morte le condoglianze si fanno anche agli amici. Certo. In privato. E non dopo un anno.

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  59. 1) Continuo a dissentire sul punto: “essendo Eluana morta…”; infatti è vero che ella è morta, ma noi siamo vivi e, bene o male, l’abbiamo “incontrata” nella nostra vita, è ben presente nei nostri ricordi, ha suscitato emozioni che non dimenticheremo. Questa esperienza fa un po’ parte di noi, del resto non siamo stati noi a volere che la questione divenisse di DOMINIO pubblico, essendola diventata è ipocrita far finta che non sia accaduta.

    2) Non è afftto vero che da parte dello schieramento che “ha tentato di bloccare Beppino Englaro” non si vuol giungere ad una soluzione. Semplicemnte lei ignora che per esserci una discussione occorrono due posizioni che si affrontano. Lei semplicemente non riconosce la dignità di argomentazione alle tesi di coloro che hanno una opinione diversa dalla sua. Se, al solito, si vuole ragionare per schemi si può dire che esistano DUE posizioni, l’una che ritiene che uno possa decidere di farsi uccidere (anche per omissione), l’altra che ritiene che questa cosa non sia possibile.
    La discussione è resa impossibile da chi, come lei, ritiene in partenza che la seconda posizione non sia accettabile. Con chi vorrebbe discutere? Solo con chi la pensa come lei? Ovviamente la sua è una posizione razionalmente insostenibile.

    3) Messo da parte la questione del rispetto della Costituzione da parte di berlusconi, il punto è: LA TUA FAMIGLIA PUò DECIDERE DI FARTI MORIRE? La risposta è no. Il problema è dunque un altro, non la centralità della famiglia tradizionale nel nostro sistema costituzionale, ma se UN ALTRO UOMO ha diritto di decidere della vita di un suo simile. dietro a questo problema ne esiste un altro: può un uomo decidere di sè stesso?
    In geenrale il nostro codice civile dice di no; esistono diritti non solo inviolabili dagli altri ma anche che sono INDISPONIBILI dal titolare. Se il nostro codice dice che tu non puoi vendere i tuoi organi questo lo fa indipendentemente dal fatto che tu sia il legittimo titolare del diritto a non essere leso da terzi. Del tuo corpo non puoi fare tutto quello che vuoi, a maggior ragione non puoi decidere se farti ammazzare o meno. Questi sono i due problemi:
    _ può un altro decidere che io debba morire?
    _ posso io legittimamente disposporre del mio corpo in maniera assoluta?
    Non è un problema il ruolo della famiglia nella nostra società. Se Eluana avesse rilasciato la dichiazione che ha rilasciato invece che al padre al fidanzato la decisione della Corte sarebbe stata, ipoteticamente, la medesima sebben il fidanzato non fosse parte della famiglia della ragazza.

    4)Non è vero che le condoglianze si fanno solo in privato e solo agli amici. Sui giornali, ad esempio, si fanno condoglianze pubbliche, le varie associazioni scrivono manifesti funebri che verranno affissi in pubblico nel caso di decesso di un loro associato. Non è vero che le condoglianze si fanno immediatamente, ma pure negli anniversari. Anche se fosse vero quel che lei dice la vita privata di Berlusconi è stata sbandierata ai quattro venti, ma non credo lei si sia indignata per questo, perchè si indigna se qualcosa di privato del medesimo berlusconi adesso viene espresso in maniera pubblica?
    Per l’uso politico che potrebbe esserne fatto? Ebbene? Dov’era lei quando si faceva un uso politico della vita privata del Presidente del Consiglio? Si deve scegliere se berlusconi è un uomo pubblico e tutti hanno il dirtitto a sapere di quello che fa, dice e pensa (e allora si ha il diritto di sapere quel che pensa su Eluana) oppure questo diritto non lo si ha, ma in questo caso La Repubblica e il caso montato da scalfari dovrebbe essere condannato almeno moralmente.

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