13 Comments

  1. Anche Livia Turco, aveva avuto una simile “idea mirabolante” nel 2000.

    Per non parlare di Sergio Chiamparino – sindaco di sinistra di Torino – che parlava di regolamentare la prostituzione.

    In generale, la stessa mirabolante idea della Santanche’ gira anche a sinistra da parecchio tempo.

    Mi pare – e mi ricordo – che a sinistra la stessa mirabolante idea della Santanche’ fosse piuttosto in voga negli anni 70, insieme ai “collettivi di prostitute” etc etc.

    Ora: Santanche’ a parte, che tutti sappiamo essere un noto e triste caso umano, come mai quando arriva da destra, l’idea di regolamentare la prostituzione diventa una stupidaggine?

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  2. No, è come la dice la Santanché che è proprio una stupidaggine. Sulla regolamentazione delle prostituzione ci si dovrebbe ragionare, a questo punto. Possibilmente anche di quella fuori da Villa Certosa e dagli Sporting Club sulla Salaria, intendo.

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  3. @Galatea

    “Sulla regolamentazione delle prostituzione ci si dovrebbe ragionare”

    Credo di si’, hai ragione, e la risposta di Pia Covre del comitato delle prostitute e’ molto piu’ convincente – e pragmatica – di quella di Sesa Amici del PD, dalla quale traspare il solito “ariafrittismo” che pervade la sinistra.

    Senza prendersela con la Santanche’ perche’ e’ la Santanche’, la Covre ha chiesto alla deputata di AN di affrontare prima la questione diritti e tutela delle prostitute e poi la questione dell’ambiente di lavoro.

    Mi pare sensato.

    Cosi’ come mi parrebbe sensata una controproposta fattiva del PD, invece della solita frasetta, “e’ tutta propaganda elettorale della destra”.

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  4. @Galatea

    Errata Corrige

    La Santanche’ non fa parte di AN, ma del PDL ed e’ sottosegretaria del governo di Silvione Chavez.

    Classico “lapis freudiano” 🙂

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  5. ma che imbecille.
    e, sto per dirlo, fermatemi vi prego, legatemi alla sedia no, non fatemelo scrivere… la Mussolini per una volta ha detto una cosa intelligente!
    ecco l’ho scritto, troppo tardi. vado a immergermi le dita nell’acido.

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  6. Il fatto è che essere membro (honi soit qui mal y pense!) di un “governo” – si fa per dire – come quello del Banana, significa perlopiù dover passare il tempo a girare le dita in attesa che arrivi in mente la prima cazzata da sparare a mezzo stampa, su materie rigorosamente terra terra, nel senso che facciano parlare – non importa in che senso – la maggior quantità possibile di gente. Tipo: zingari, bamboccioni, pedofilia, prostituzione (appunto), sicurezza, omosessualità, preservativi, ecc., ecc. Quando non è così il tempo si passa a pensare come arricchire se stessi e i propri amici a spese dei contribuenti, ma questo è compito di un gruppo ristretto e assai più potente di minsitri.

    Il fatto è che divenire membro (honi soit qui mal y pense!) di un “governo” – si fa sempre per dire – come quello del Banana non richiede cultura, capacità, competenza e acume intellettivo in dosi superiori a quelle occorrenti per consumare le giornate a cazzaggiare al biliardo o el tavolo di un bar. A proposito, stiamo pure tranquilli: non direi infatti che questo antico e italico genere di passatempi risulti minacciato dalla proposta della ministressa (honi soit qui “maîtresse” y pense!). Anzi.

    @Paolo
    Pensa allora al frappé di banana ….

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  7. Honi. Chissà se il topo toppa, come al solito quando tenta il francese, o se si è invece leziosamente dedicato alle varianti. Di tutto, ci si può aspettare, dal topo.

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