Cretine o morte. L’amore ai tempi delle donne che non ci vogliono stare

Sono nove, negli ultimi giorni. Ma due di loro vivevano qua, a due passi da casa mia; una l’ho persino incrociata qualche volta, per strada, perché non andavo a fare compere nel suo negozio, ma il paese non è enorme, e di vista ci si conosce un po’ tutti. Vivevano, ho detto: perché le hanno ammazzate. Un ex compagno e un ex fidanzato, che di essere diventati ex non ne volevano sapere. Non lo tolleravano, e così le hanno uccise. Una a coltellate, l’altra con la pistola.

Nei commenti sui tg strappati agli amici ed ai vicini di casa, le solite dichiarazioni sugli assassini: bravissimi ragazzi, che nessuno avrebbe mai potuto immaginare coinvolti in storie del genere: mai un indizio di pazzia, mai nemmeno una multa, cortesi, onesti, lavoratori, persino laureati, dei modelli di comportamento con quell’unico neo di aver ammazzato le donne che li avevano rifiutati e non li volevano vedere più. Non sapevano rassegnarsi, si dice, alla fine di un amore: e raccontata così, la storia prende un colorito patetico e fatale, che fa automaticamente compatire la vittima, ma anche il carnefice. L’amore, l’amore è una cosa grande, e più è grande più è accettabile che faccia impazzire: all’amore non ci si può opporre, non si può fare resistenza, quindi chi uccide per amore assume l’aria tragica del martire, di chi è trascinato a compiere atti inconsulti da una volontà che non è più sua.

Ma, ecco, secondo me usare quella parola, amore, è il primo grande inganno, in queste storie. Smettiamola, per favore, di far passare il messaggio che l’amore è quella roba là. Gli uomini che ammazzano le ex perché queste li hanno lasciati non sono innamorati delle ex, e non sono nemmeno in grado di amare davvero una donna qualsiasi. Sono dura, lo so, ma qualcuno deve pur dirglielo: gli uomini che ragionano così, le donne non sanno nemmeno cosa siano, e quindi, di conseguenza, non le possono amare. Fossero davvero depressi per amore, non andrebbero ad ammazzare la donna, si tirerebbero un colpo in testa loro e addio. Invece no, vanno ad ammazzare lei, che in taluni casi non è nemmeno una ex, ma addirittura soltanto una che ha detto loro di no, persino in modo cortese. Ma per alcuni uomini – non per tutti, ovviamente, ma per alcuni che sono anche numericamente molti – le donne, tutte le donne, non sono degli esseri umani come i maschi. Sono delle bambole di pezza su cui i desideri maschili vengono proiettati e la cui unica funzione è quella di soddisfare tali desideri. Loro ti amano – per una notte o per sempre – e tanto basta: il fatto che ti desiderino, automaticamente li giustifica ad appropriarsi di te: se loro ti vogliono, tu non esisti più, la tua volontà non conta. Sei bella, gli piaci, li attizzi, hai colpito la loro fantasia, e pertanto hai il dovere, anzi proprio l’obbligo, di soddisfarli, sia in senso sessuale che affettivo. Se loro ti amano, tu devi ricambiare, non puoi decidere di sottrarti o essere semplicemente disinteressata, perché tu non esisti in altra maniera se non come appendice della loro vita. Loro scrivono il copione, in cui tu puoi avere sì una parte da protagonista, ma solo se ti attieni alle battute che ti hanno dato. Se non lo fai, se le contesti o persino osi immaginarti una storia tutta tua, con dialoghi e finale che rispondano alla tua fantasia e ai tuoi desideri, non meriti di continuare a calcare le scene, devi scomparire. Non sempre ti ammazzano, per fortuna: qualche volta si limitano a linciarti moralmente, descrivendoti come una stronza, una repressa, un’isterica o semplicemente una scema a tutti quelli che ti conoscono, e magari anche a quelli che non ti conoscono ancora, perché l’assassinio della reputazione di una donna, da sempre, è l’alternativa alla morte fisica, e in certi casi può essere persino peggiore.

Giorni fa, girellando per il blog di Lameduck, m’era capitato di leggere l’ennesima puntata del serial misogino di Paolo Barnard (una puntata che lo stesso Barnard nei commenti ha sottolineato non essere il racconto di un episodio della sua vita, perché, sia ben chiaro, lui le donne basta che le guardi e cadono tutte ai suoi piedi): il protagonista, dunque, che si chiama Paolo Barnard solo per un escamotage letterario, vede ferma sotto un portico una bella figliola, ne rimane colpito, così fa inversione subitanea con la bici, nel caldo assolato di una Bologna afosa, e, su due piedi, sudaticcio e scarmigliato, le dice che la trova meravigliosa. La povera ragazza – me la immagino accaldata, scocciata magari per il bus che non arriva, nervosa e desiderosa solo di una doccia – si vede arrivare fra i piedi ‘sto rompicoglioni ansimante non si capisce bene se per il caldo o per l’eccitazione, e reagisce nell’unico modo saggio che hanno insegnato a noi fanciulle: far finta di non aver sentito ciò che ti dice il tizio, per evitare possibili guai. Al che Barnard (che non è Barnard, ma insomma, è Paolino-il-protagonista-del-racconto) si sente mortalmente offeso, perché lui di quella sconosciuta s’è incapricciato a pero, e non si capisce proprio perché la sconosciuta si permetta invece di ignorarlo così platealmente, come se avesse una vita sua, impegni pregressi, interessi indipendenti, mentre è chiaro che la sua unica preoccupazione di donna dovrebbe essere subito rispondere al desiderio maschile che la sua bellezza ha inconsapevolmente suscitato. Incacchiato quindi come una vipera, il protagonista-che-non-è-Paolo-Barnard si gira e mormora, a mezza bocca ma ben udibile dalla bella sconosciuta e da tutti quelli attorno, un “Cretina!”, mentre da casa sua, Paolo Barnard scrive sull’episodio un pezzo di fiele, che, per rimarcare in concetto, si conclude con un : “Donne, meglio che a fronte di un tizio in bicicletta che torna indietro perché siete troppo sexy per proseguire, vi scorra un “grazie, sei carino” nelle vene fino alla lingua, piuttosto che resina. Vi conviene, sempre, fidatevi.

La chiusura jettatoria e vagamente minacciosa mi aveva fatto sorridere. Dopo gli ultimi fatti di cronaca, mi mette addosso un brivido di terrore. Perché da uomini che ragionano così, se ti importunano alla fermata del bus e tu non rispondi, rischi di beccarti un “Cretina!”. O una pallottola, se sono più nervosi.

In margine, un bell’articolo di Massimo Gramellini. Che è un uomo.

E questo bellissimo post di Arsenio. Uomo anche lui.

136 Comments

  1. Quando si dice mettere in cattiva luce un’intera categoria… Quella dei ciclisti intendo. Comunque, Galatea, la lucidità dettata adll’afa mi suggerisce che non puoi parlare con il dovuto obiettivo distacco di questi argomenti. Sei una donna cribbio, sei parte in causa! E’ la stessa logica secondo cui non si può manifestare con gli aquilani o con gli immigrati se non lo si è. Ciau

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  2. Cara Galatea,

    sento nelle tue parole tanto veleno e astio nei confronti degli uomini…
    voi, donne italiane, non vi accorgete di cosa siete diventate…fortunatamente, i ragazzi di oggi, stanno cercando sempre più assiduamente le ragazze straniere, belle, semplici, attente a ciò che hai dentro e non alla oca apparenza…
    tra poco, rimarrete sole, con la vostra insolenza e superbia, anche quando siete operaie, anche quando non valete niente…
    una ragazza romena, mi disse: “Voi, avete dato troppa importanza, alle vostre donne”…
    dio, come aveva ragione…

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  3. Gran bel post.
    Ti leggo sempre volentieri, ma in questo si sente qualcosa in più… Un’incazzatura seria, forse meno voglia di cercare l’effetto, di scrivere “intelligente”.
    Certo, vivere in questo mondo non è cosa facile per nessuno che sia almeno normalmente sensibile, ma effettivamente per le donne è peggio.
    Viene da sperare di arrivar vivi a sera, per poter citare la frase finale di Full Metal Jacket (che poi viene dritta da “Dispacci”, come molto altro nel film): “è un mondo di merda, questo è sicuro, ma sono vivo e non ho più paura“…

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  4. Bhè raramente rispondo su qualche blog, ho l’abitudine di leggere ed elaborare i miei pensieri, senza disturbare nessuno o scrive una cretinata del tipo “condivido in pieno” ma questa NO! Vi prego NO! è la prova della barbaria dei tempi attribbuire la violenza ad un genere No! Vi prego! Io che leggo questo! sono 10 e riscrivo 10 anni che ho una donna che mi perseguita usando come leva la giustizia NO! mi dispiace e non è che dissentisco dico basta dare GENERE alla violenza è un errore gravissimo e a riprova di quello che scrivo Vi propongo un blog mettete su un qualsiasi motore di ricerca “gentil sesso” poi potremo anche confrontarci. Un caro saluto da chi vede persone e non generi.

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  5. cara signora,
    sono un uomo di 38 anni. Su quel “gli piaci” riferito a un gruppo di persone un maestro elementare inorridirebbe, ma lasciamo perdere.

    Il problema non sono gli uomini, ma siete voi donne, completamente incapaci di scegliere uomini degni di essere considerati tali. Perchè vi innamorate di questi assassini? Te lo sei mai chiesto?

    Personalmente, poi, ho collezionato centinaia di rifiuti, con relative arrabbiature, ovvio, ma non potrei mai usare violenza su una donna. Ciao

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  6. Condanno gli omicidi e concordo nel non poter considerare amore un sentimento che spinge a tali gesti.
    La parola amore però, così come tutti i concetti che fanno parte della sfera metafisica della nostra esistenza non sono realmente ben definibili, poiché cambiano da persona a persona, di luogo in luogo e nel tempo.

    In un saggio pubblicato oggi sul sito de La Repubblica ( http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/14/news/marzano_donne_uccise-5572987/?ref=HREC1-3 ) viene data la colpa a una difficoltà che incontrano parte degli uomini nel nostro Paese ad accettare un cambiamento culturale che ha portato a maggiori diritti e dignità per le donne, riassumendo la situazione del gentil sesso come una storica infelice condizione che ancora non è del tutto superata a causa dell’incapacità degli uomini di mettersi realmente in discussione davanti all’opposto sesso.

    Se in parte posso essere d’accordo con le due analisi (quella dell’articolo di Repubblica e quella di questo post) voglio anche aggiungere qualcosa alla discussione.

    Per quanto riguarda dignità e diritti, ormai non sono più tanto sicuro che tutti meritino la parità, ma certamente in tal senso il sesso, la razza e l’orientamento sessuale non possono avere valenza pregiudiziale, ad ogni modo non penso che se nel territorio italiano si faccia più fatica ad accettare la parità dei sessi, rispetto al resto delle culture occidentali in cui ormai è banalmente accettata, sia un problema prettamente dovuto a eccessi di orgoglio e testosterone da parte degli uomini.

    Tutti viviamo e contribuiamo all’interno di un contesto culturale che a volte sfocia nelle mostruosità. Purtroppo i cambiamenti da noi avvengono lentamente o ognuno di noi continua a preservare precetti culturali anacronistici che si scontrano con quello che invece apprendiamo dalla realtà contemporanea. Anzi rispetto a qualche decennio fa, si può dire che stiamo assistendo ad una vera e propria regressione.

    Ad esempio, in tutto l’occidente si tende a criticare il modo in cui il corpo femminile viene messo in mostra attraverso i vari canali mediatici, ma se si osserva più attentamente si può notare che la maggior parte dei personaggi del panorama mediatico mondiale mettono in mostra una sensualità non soltanto corporea, attraverso personaggi costruiti per proporre personalità forti, definite e ben caratterizzate. Da noi scorrendo i canali televisivi non si può far altro che osservare uno spettacolo incredibilmente pietoso (o, se preferite, ancora più pietoso) in cui donne formose, quanto rifatte e incapaci rotolano come maiali nel fango negli studi televisivi, vantandosi del loro successo e delle loro ricche conquiste amorose.
    Il problema si manifesta ancora prima di ipotizzare che qualcuna possa vederle come un’esempio da seguire (cosa a cui continuo a non credere per ostinazione nonostante tutte le evidenze): il problema deriva dal fatto che non ci si indigna e non si spegne la televisione, accettando implicitamente che un’essere umano possa essere considerato esclusivamente da un punto di vista sessuale, vuotato oltretutto di qualsiasi spessore oltre le mere misure di un corpo. Prendete a calci nei coglioni i vostri uomini e i vostri amici! 😛

    Un maschilista o un misogino discriminano le donne con ogni loro parola e con ogni loro gesto, in presenza di una rappresentante femminile. Non c’è bisogno di una tecnica particolare per riconoscerli al primo colpo poiché basta pretendere il rispetto di chi ti sta davanti. Purtroppo certi comportamenti troppo spesso sono male interpretati nella nostra cultura assumendo negli occhi di qualcuna persino una connotazione positiva, sotto forma di forza virile, senso di protezione e amorevole cura.

    Questo lo stiamo accettando tutti (o quasi)!

    Se legalmente si è riusciti ad avere pari dignità, moralmente e culturalmente uomini e donne vivono troppo spesso ancora oggi in universi completamente separati e contrapposti, con regole morali e ruoli sociali ancora definiti in modo troppo rigido, non soltanto nell’immaginazione degli uomini, ma anche in quello di tante donne, che non hanno ancora saputo emanciparsi del tutto dai vecchi precetti.

    Con quanto scritto, sia chiaro, non cerco di spostare colpe e responsabilità dei fatti di cronaca lontano dagli assassini, ma dimostrare che in realtà il problema è più ampio e complesso.

    Bisogna pur sempre ricordarsi che l’Italia ha un Presidente del Consiglio che non solo è stato beccato suo malgrado in scandali sessuali con prostitute e minorenni, ma che di sua spontanea volontà ha decine e decine di volte rilasciato dichiarazioni che sarebbe persino riduttivo considerarle soltanto maschiliste, eppure non credo che il suo consenso sia costruito esclusivamente su voti maschili.

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  7. Hai ragione in quello che scrivi, un uomo che ama vuole solo il meglio per la donna che ama o ha amato, anche se il suo amore non è corrisposto. Personalmente mi è capitato di essere follemente innamorato e di non essere corrisposto dall’unica donna che ho amato nella mia vita. Ho rispettato la sua scelta, sono tuttora suo amico e quando ha avuto bisogno di me ci sono sempre stato. Sono stato con molte donne. Lei, nel frattempo, ha avuto altri uomini che l’hanno fatta soffrire. Siamo stati infelici entrambi. L’unico rammarico è che io l’avrei fatta felice, ma lei non me ne ha dato la possibilità….nonostante tutto le voglio ancora bene, nonostante siano passati tantissimi anni e quando la vedo mi emoziona ancora.

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  8. dopo aver letto con interesse, il mio ragionamento è:

    nel rapporto fra maschi e femmine, si sono persi completamente i rituali, quelle procedure di comportamento che prevedevano un rituale condiviso, in caso di corteggiamento; pare del tutto desueto rivolgersi ad una femmina della nostra specie con un “permette signorina…”; probabilmente il modello comportamentale è quello dell’uomo “che non deve chiedere mai”; una mia amica, che lavora alle poste, mi ha confessato che gli unici uomini capaci di un minimo di galanteria decente sono ormai over sessanta, perchè anche gli attuali cinquantenni sono dei teen agers invecchiati male; purtroppo capita anche che alcune signore e signorine, in mancanza d’altro, a volte accettano anche le profferte d’un maleducato, e questo è un male; i casi estremi, anche se estremi, sono solo la casistica appunto estrema di una generale perdita della cosiddetta buona educazione; che fare? non sono una signorina, ma se lo fossi accetterei il corteggiamento solo se rigorosamente intriso di formalità, piuttosto se volessi proprio un uomo per una notte, meglio pagarlo, perchè un professionista è sempre educato e rispettoso, probabilmente

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  9. solo una piccola nota tecnica: ma in questo blog non c’è moderazione? a me fa sempre impressione scrivere e trovarmi subito scritto lì; e se uno scrivesse qualcosa di particolarmente offensivo? la prudenza è sempre opportuna a mio sommesso avviso

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  10. bel pezzo. anche se non sono convinto che il problema sia tutto qui – ciò nella visione “oggettistica” che gli uomini (alcuni uomini) hanno delle donne – e credo che si debba andare un po’ più a fondo. però in questo aspetto hai sicuramente ragione. soprattutto, hai ragione ad indignarti. cosa che il resto dell’opinione pubblica, aiutata dai media, non fa più: piange, si dispera – ma non si indigna.
    pessimo segno.
    claudio

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  11. Concordo in tutto.
    Non so se hai presente quando si parlava, negli Anni di Piombo, dei “cattivi maestri”. Mi pare, ma vorrei sbagliarmi, che questi intellettuali ai quali ogni tanto scappa la sbroccata misogina sul giornale o sul blog, stiano dando un avallo giustificazionista all’ondata femminicida in corso che è preoccupante.
    I media, se noti, danno la notizia ma non vi è commento, non vi è analisi, non vi è la domanda fatidica che dovrebbe venire in mente al giornalista: “Perchè succede tutto questo? Cosa sta succedendo nella mente di questi serial killer del rifiuto?” C’è un clima di rassegnazione, di “eh va beh, poveretti, è il caldo” che secondo me è allucinante.
    Di fronte ad uno stillicidio di casi del genere ci si dovrebbe interrogare, soprattutto se ci si ritiene degli intellettuali. Invece trovi i Fini e i Barnard che, nonostante il clima di caccia alla fedifraga, insistono nel gettare benzina sul fuoco. Il “cretina” è un’arma comunque puntata contro il rifiuto maschile di cui tu parli, ancora più ingiustificato se pensiamo che viene rivolto ad un perfetto sconosciuto che potrebbe, se loro permettono, essere anche un malintenzionato. Indi, questi intellettuali trovano terreno di coltura fertile nei cosiddetti movimenti di rivendicazione maschile, dove quattro o cinque sottomessi al capobranco cooperano nel gettare ancora benzina sul fuoco. Sono luoghi, i loro covi, dove se si avvicina una femmina o un maschio che si azzarda a difendere le donne, ci si ritrova tutti graffiati.
    Ci tengo a riportare infine, perchè la ritengo una vera chicca, il commento che Paolo Barnard (o qualcuno che si spacciava per lui, chissà) mi ha lasciato sul blog. “Sei il tipo di donna che se mi conosce vacilla”. Spero di aver citato correttamente a memoria.
    No, dico, ti rendi conto?

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  12. Dottoressa,
    condivido poco il significato di tale post.
    La dinamica da Lei descritta nella parte centrale credo non sia più vigente nelle relazioni uomo-donna.
    Forse una cinquantina di anni fa; ma bisognerebbe chiedere.
    Ciò che mi lascia perplesso, poi, è la struttura argomentativa: Lei dice che “amore” non giustifica pazzia…introduce,però, la dinamica di cui sopra per giustificare la mania omicida.
    Mi chiedevo: rispetto a questi fatti è necessario individuare una causa?
    E la realtà, poi, questo nesso causa-effetto lo riconosce?
    Insomma, mi sembra un modo troppo semplice per sterilizzare la pazzia…razionalizzandola.
    [Chiedo venia per ortografia e punteggiatura].

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  13. giustissimo, verissimo. ho sentito come un tuffo al cuore.
    e ho pensato che lo stesso tipo di rapporto (che è un rapporto di potere senza replica) vige spesso nel lavoro nei confronti dei sottoposti, di qualunque sesso siano: “ma come, ti faccio lavorare, ti permetti pure di…”

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  14. @Charles: Per carità, accomodatevi. Poi quando le ragazze extracomunitarie avranno avuto la cittadinanza e potranno rispondervi a tono senza rischiare di doversene tornare in patria, ne riparliamo.
    @Eugenio: Nessuno attribuisce la violenza ” ad un genere”. Ma a “certi” uomini, come scritto nel post, sì. “Quegli” uomini esercitano la violenza perché hanno dietro una mentalità e una cultura che li spinge a considerare la donna come una loro proprietà, un oggetto. E gli oggetti non possono ribellarsi.

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  15. ok, ma quanto e come per amore s’intende anche un sentimento di possesso? Esiste la gelosia anche femminile; e non è che tutti i gelosi di questo mondo siano persone forgiate da mentalità maschiliste o arcaiche. E la gelosia non è solo del rapporto di coppia, c’è anche tra fratelli… Il tema forse è un po’ più complicato (certo, poi si inserisce il rispetto della vita altrui, e su questo non c’è molto da sindacare), forse un po’ semplificatoria la generalizzazione di galatea, ma la dinamica in più di un caso è innegabile che sia quella descritta.
    per esempio, poco lontano da casa mia, il tizio che è andato ad uccidere la sua fidanzata virtuale a Bari a sprangate, ha dichiarato ieri di averla uccisa perchè lo tradiva e lo rifiutava. lo stesso tizio conviveva con una donna che ha minacciato più volte, ed aveva tentato di accoltellare la moglie che voleva lasciarlo nel 1993.
    E fuori da questo non si può dre fosse un matto.

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  16. @ii86: Se quel tipo di uomini avessero un cartellino o un segnale sopra la testa, forse si farebbe prima a riconoscerli, mio caro. Purtroppo molto spesso ci vogliono mesi, anni per rendersi conto di essere rimaste intrappolate in un rapporto con uno di questi personaggi. E quando finalmente te ne rendi conto e tenti di scappare, si scatenano. Se tu non fai parte della categoria che reagisce così, meno male; ma che quelli che reagiscono così ci siano e siano molti è un dato di fatto. A meno che non si voglia sostenere che le donne uccise in queste settimane siano vittime degli Alieni.
    (“gli” per indicare “a loro” è perfettamente corretto, mi spiace se urta la tua sensibilità)

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  17. @Diego: No, non è questione di rituali. Guarda che spesso quelli che ti ammazzano sono educatissimi, dei perfetti gentiluomini. E’ qualcosa di più profondo: sono perfettamente capaci di essere adorabili finché tu fai quello che vogliono loro. Se niente niente ti azzardi a non comportarti più come loro desiderano, scoppiano.
    (I commenti del blog non sono in moderazione: confido molto sulla buona educazione dei miei lettori. Nel caso qualcuno trascendesse, mi riservo il diritto di bannarlo. Se qualche volta non compaiono subito è perché ogni tanto la piattaforma ci mette un po’ per immetterli)

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  18. @claudio: Certo c’è anche altro, chi arriva ad uccidere un altro essere umano di sicuro ha qualche turba pregressa, anche. Ma è triste che la società paia accettare il fatto che “per amore” si possa ammazzare chi ti ha lasciato. In fondo è una forma per reintrodurre il vecchio concetto del delitto d’onore, seppure sotto altra forma. Non c’è di che stare allegri.

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  19. @lameduck: ho seguito il tuo scontro con il Barnard… mi ha fatto ridere. Ora un po’ meno.

    @Peppino Profeta: Davvero è una dinamica superata? Venga a farsi un giretto qua nel Veneto, soprattutto quello profondo, dove l’idea che “la fèmena la g’ha da star a casa e far fiòi” è ancora l’idea dominante, anche se un po’ mimetizzata perché la lasciano uscire a fare shopping nel nuovissimo centro commerciale…quanto al fatto che non ci sia “una” sola causa, son d’accordo; meno sul fatto che le cause non si possano individuare. Sennò si torna all’idea che è fatalità, oppure sfiga. Un po’ quello che si diceva un tempo della schiavitù, insomma.

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  20. @nomedelblog: anche le donne possono diventare ossessive, perseguitare gli ex amanti, eccetera. Ma sono numericamente meno, per ora, e soprattutto ammazzano meno. Anche questo per un fattore culturale, probabilmente.

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  21. @charles: “rimarrete sole, con la vostra insolenza e superbia, anche quando siete operaie, anche quando non valete niente…”. Dunque, caro charles, dopo aver detto che ci si deve mettere con una ragazza straniera perché, venendo da un paese più povero e per di più lontano, è più facile che accetti quello che una donna italiana non tollererebbe più, la perla delle “operaie” che non valgono nulla va sottolineata. Oltre che maschilista, anche schifosamente classista… ci credo che non ti vuole nessuna, tesoro.

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  22. Anni fa ho conosciuto un ragazzo dolce e gentile. Era uno studente di medicina e frequentava il bar dove lavoravo. Veniva tutti i giorni con i suoi amici. Avevamo instaurato un rapporto che si avvicinava all’amicizia. Mai una parola fuori posto, mai un gesto maleducato, mai un atteggiamento volgare.
    Diversi anni dopo era sulla prima pagina dei quotidiani locali per aver ucciso la moglie.

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  23. Caro Charles, ha un’idea molto romantica delle ragazze dell’Est. Dovrebbe sapere che quando le acchiappi in chat la prima cosa che ti chiedono (al maschio italiano voglioso di vere donne disinteressate) è il denaro per il biglietto del pullman con il quale venire in Italia. Una volta qua, se le porti a fare un giretto al mercato ti dicono se sei scemo, loro solo roba firmata. Le porti fuori a cena? Minimo a mangiare il pesce a Milano Marittima.
    Ho degli amici costantemente in stagione di caccia, soprattutto di straniere e il trend è quello che ho descritto. Vengono a coccolare l’uomo italiano ma solo se le riempie di soldi. Si informi se non lo sa. Alcuni di costoro, dopo, ritornano dalle italiane che, dopo tutto sono meno interessate perchè un lavoro proprio ce l’hanno e non cercano solo di trovare il pollo che le mantenga.
    Comunque può sempre trasferirsi in Romania se ritiene che le rumene siano meglio delle italiane.
    I miei ossequi.

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  24. Scusate ma non ci sto.
    Tutto quello che vogliamo sul clima di antipatia nei confronti delle donne. Ok.

    A volte il clima non è troppo simpatico neanche per gli uomini.

    Ma quando si comincia a parlare di omicidi gli atteggiamenti dei generi uno rispetto all’altro, secondo me, sono irrilevanti.

    Non si può iniziare soltanto a pensare di uccidere una donna perché la si considera “cretina” o “puttana” o “oggetto”.

    Non sono motivazioni sufficienti.

    Quando si commettono questi atti ci troviamo di fronte a personalità che hanno una totale anestesia dei sentimenti e si comportano come se fossero in un videogioco.

    Non c’è spazio per i sentimenti, non per l’amore, ma neanche per l’odio.

    C’è soltanto una mancanza infinita, una perdita di significato per tutto, la riproduzione di chissà quali perdite subite nel corso di misere esistenze che scatenano follie omicide.

    Il resto, secondo me, sono fantasie inutili.

    Perché altrimenti, a un certo punto, possiamo anche pensare che certi omicidi sono ispirati all’atteggiamento del nostro “beneamato” premier.
    E forse non ci sbagliamo neanche troppo!

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  25. I dati di questa ricerca de LaCasaDelleDonne di Bologna sui femicidi (2009) sono abbastanza interessanti.
    A quanto pare, mediamente, in Europa sono messi molto peggio che da noi. Ciò detto, nel nostro caso, i numeri parlano di un aumento di circa 20% dei casi nel quadriennio 2006-2009.
    Al nord avviene circa il 50% dei casi.
    Fascia d’età più a rischio: 36-45 anni.
    Nel 2009 siamo all’incirca sui 2 casi/milione di abitanti.

    Quel che emerge da queste ricerche non necessita di grandi commenti, il dato nudo e crudo parla già da sé: ogni anno in Italia oltre 100 donne vengono uccise per mano di un uomo:
    084 nel 2005
    101 nel 2006
    107 nel 2007
    113 nel 2008
    119 nel 2009.
    Il delitto è perpetrato nella maggioranza dei casi dalla mano di un uomo che ha o ha avuto una relazione di affetto o conoscenza con la donna:
    – nel 2005 il 78% degli autori dei femicidi erano o il marito o il compagno, e il 20% un ex;
    – nel 2006 il 63,4% erano mariti o compagni e il 10% ex;
    – nel 2007 il 43,7% appartenevano alla prima categoria e il 14,2 alla seconda;
    – nel 2008 le morti delle donne sono state procurate nel 38,1% dei casi dal coniuge o convivente, e nel 15,9% dall’ex;
    – nel 2009 il 54% degli uccisori era il partner e nel 9% l’ex.

    Si può notare che è in corrispondenza di legami sentimentali forti quali il matrimonio, o di relazioni
    sentimentali finite, che si registra il più alto numero di femicidi.

    incrociando i dati delle violenze dichiarate con alcune variabili quali: i tassi di separazione, il livello di istruzione, il tasso di occupazione femminile, il numero di donne che vivono sole e il numero di donne che hanno uno stile di vita dinamico e che si prendono cura di sé, emerge che le donne che più sono autonome, consapevoli e istruite, e per questo vivono più di
    frequente situazioni di conflitto con il partner o l’ex, sono maggiormente esposte al rischio di subire
    violenza.

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  26. @—>Gala
    Stai commettendo lo stesso errore di coloro che, dopo un fatto di cronaca particolarmente cruento con protagonista un extracomunitario, sono pronti ad estendere il proprio giudizio negativo a tutti gli extracomunitari.
    Con lo stesso metro, dopo un infanticidio causato da sindrome post-parto, si dovrebbero mettere in guardia mariti-conviventi-fidanzati sul potenziale assassino di figli che si nasconde in ogni donna incinta.
    Il cervello umano è un soggetto ancora quasi del tutto sconosciuto e ci sono peraltro tantissimi pregiudizi (sociali, religiosi, morali, addirittura scientifici – leggi: psicologia) che ne rallentano la comprensione.
    Probabilmente, son proprio questi nostri pregiudizi a incuterci il terrore di scoprire ciò che non vogliamo affatto sapere.

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  27. Senza volere mancare di rispetto a queste povere ragazze ammazzate: un poco di prudenza in più non guasterebbe.Un poco di attenzione a certi comportamenti, nemmeno. La famosa “gelosia”, verso la quale c’è indulgenza, è un sintomo GRAVE. Alla prima domanda “con chi sei, dove vai, chi è quello, perchè lo guardi così”, etc etc MOLLARE SUBITO. La mancanza di rispetto “ma che ne vuoi capire tu, sei stanca ma di che, tu non hai voglia ma io sì,” etc etc è un altro segnale d’allarme CHE NON VA SOTTOVALUTATO. Se uno ti chiama dieci volte al giorno, idem. Non è perchè ha voglia di parlare con te, ti vuole CONTROLLARE. E inoltre: non dare confidenza a gente di cui non si sa niente, magari conosciuta on line, o in discoteca. Un uomo decente SI FA PRESENTARE, anche nel 2010. Il problema di certi soggetti ( non li chiamo uomini, faccio parte anch’io della categoria e non intendo mischiarmi con loro) è che non sono nessuno, tutto quello che hanno è una donna e un letto, su cui intendono regnare e lanciare sonori chicchirichì come un gallo sul suo letamaio, e se glieli levi diventano pazzi. Questi soggetti sono riconoscibili, e possono essere evitati.

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  28. Venga a farsi un giretto qua nel Veneto, soprattutto quello profondo, dove l’idea che “la fèmena la g’ha da star a casa e far fiòi” è ancora l’idea dominante
    Ma per favore. Ma dove, ma quando? Sarebbe come se un napoletano aprisse un blog per raccontare che i suoi conterranei sono tutti col mandolino in mano, e mangiano gli spaghetti con le mani. Poi ci sono i liguri avari, e i siciliani? quelli espongono il lenzuolo insanguinato dopo la prima notte di nozze.

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  29. Vede Dottoressa,
    se dessimo la colpa al destino dal punto di vista formale non usciremmo mica dal nesso causa-effetto.
    Intendevo semplicemente dire, male-ovviamente-, che al cospetto dell’imponderabile è impossibile trovare giustificazioni sociali e rimedi altrettanto sociali.
    Tutto qui.
    Sa Dottoressa,
    dalle mie parti si usa dire che il cervello è una sfoglia di cipolla…ma in questo luogo tocca essere accademici e baronali.
    E allora: la ragione non riesce a dare ragione di se stessa.
    Che come gioco di parole non è male.

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  30. …l’irritazione ed il malcelato astio con cui hai risposto, denotano che ho colpito nel segno…
    La sintassi confusa ed il contenuto scarso dei tuoi scritti ti descrivono come una di quelle pseudo intellettuali che affollano i tanti talk show delle tv commerciali.
    Anche tu, devi essere una di quelle femministe che partecipano ai brunch ed agli apericena, che, tra un drink e l’altro, discettano di emancipazione della donna, ma, intanto, hanno la filippina in casa, che pulisce, lava e stira… mi domando se ti sai fare il letto od un uovo al tegamino…
    Le donne anglosassoni, teutoniche o scandinave, sono di una intelligenza, una bellezza, una preparazione culturale ed una praticità tale, che tu-voi, a confronto. siete mezze calzette…
    Oltre a tutto ciò, ascoltano i loro interlocutori, senza badare alla gretta esteriorità, agli abiti od alle supercar… quando la barca affonda, si sanno rimboccare le maniche, ma non cambiano cavallo…
    Non sono sepolcri imbiancati e perbenisti come lor signore italiane, di giorno ed al chiaro del sole, Sante, di notte e di nascosto, donne di malaffare… Anche queste straniere, sono povere, o poco Galatea?
    O tanto emancipata Galatea, dove sono i topless, sulle spiagge, dove sono le donne soldato, dove stanno le donne pilota e quelle chirurgo?
    Nelle famiglie italiane si spiega alle femmine, fin da piccole, di saper massimizzare il corpo, per poter ottenere salti sociali, benefici economici, favori, scambi, raccomandazioni… chiaramente, sempre alle spalle di quei babbei degli italiani, sempre pronti ad andare in trance, per un monte di Venere…
    Vuoi un esempio, che faccio sempre alle donne come te, così pronte a respingere sdegnose questi paragoni?
    Quante volte hai visto, negli ospedali, un medico andare con l’infermiera? Tante. Ed una dottoressa con l’infermiere? Mai.
    Tertium non datur.
    Stampa l’aforisma dell’amica romena e ponilo sul tuo letto singolo.
    L’operaia, vorrebbe venire con me, purtroppo, sono un professionista con due lauree…non ci comprenderemmo…
    Eppoi, sono sposato e già con due relazioni extra-coniugali, sarebbe troppo anche per me.
    Placa la tua ansia: mi vogliono, mi vogliono.

    Adieu, poco Galatea

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  31. Carlo, ma non mi dire. Hai due relazioni extra-coniugali? E chi se lo aspettava da te. Hai pure due lauree? Bravo.

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  32. E con due relazioni coniugali più una moglie, trovi anche il tempo di leggere il blog di Galatea e di scrivere ben due post?? Un uomo ammirevole…

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  33. Brava Galatea, hai colpito nel segno. E a giudicare dalle reazioni in troppi casi ostili, non c’è davvero di che sperare in meglio.

    Comunque davvero basta, basta chiamare “amore” questo genere di rapporto malato.

    E qui voglio aggiungere che troppo spesso a un uomo violento corrisponde una donna vittima consenziente per “amore” perché così purtroppo impariamo e ci viene insegnato di dover essere.
    E troppo spesso sono le donne stesse a insegnare ai loro figli e alle loro figlie, con le parole o con il loro comportamento, i ruoli da tenere all’interno di un rapporto.
    Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo noi cambiare per prime.

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  34. @galatea: hai ragione, accostare “amore” a questi omicidi è orrendo. però, però però, non so se si tratti davvero di una riedizione del delitto d’onore. a me sembra che ci sia ignoranza, in generale (e quindi anche incapacità di reagire con altri mezzi che non siano la violenza) e una frustrazione sessuale preoccupante in particolare (e questo vale anche per le donne. sentiti questa, ironica ma illuminante: http://www.youtube.com/watch?v=btWesuYVCic&feature=related ).

    d’altra parte, e voglio essere polemico, tu dici che ci “vogliono mesi, anni” per accorgersi che una persona che si credeva mite sia in realtà un violento. mi chiedo: ma ne siamo così sicuri? non so, forse molte avvisaglie si potevano trovare prima. e con questo non voglio giustificare nessuno o insinuare che sia colpa della vittima, solo fare un punto: chi cerca i propri compagni su internet, forse qualche piccolo problema a reazionarsi con le persone “reali” ce l’ha di suo, e potrebbe aspettarsi lo stesso da chi ha di fronte.

    ma, dicevo, concordo col senso del post, meno con l’analisi.

    @charles: eh? ma che dici? “mi vogliono mi vogliono”. ma ti droghi?

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  35. @claudio: il problema è che spesso i personaggi di questo tipo non sono affatto “violenti”. Noi abbiamo in testa l’idea del marito-violento da manuale, quello che chiude la moglie in casa e la pesta, finché, in un crescendo, la uccide. Ma le storie della cronaca degli ultimi giorni parlano di uomini di tipologia molto diversa. Finché tu stai con loro non danno spesso alcun segnale di instabilità, se non cose che potrebbero passare per atteggiamenti normalissimi. Ricordo il caso di una mia amica: era stata amica di un ragazzo per anni: lui era un tesoro, erano così in confidenza che quando andava via lasciava a lui le chiavi di casa sua. Mai una avance, mai una parola fuori posto. Poi, non appena lei, tutta felice, gli ha confidato di essersi innamorata di un altro, è cominciato l’inferno: corteggiamento ossessivo, poi pedinamenti, minacce.
    Tu dici: chi cerca i propri compagni su internet. Guarda che dei casi degli ultimi giorni non ce n’era una che si fosse conosciuta con il compagno su internet…anche questo sarebbe un grande mito da sfatare.

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  36. @charles: Ciao, Charles! Dai tuoi commenti così sobri e privi di qualsiasi acidità, si caspice infatti subito che sei un uomo di successo soddisfattissimo della tua vita. Ah, un consiglio: se vuoi essere credibile quando delinei un personaggio, non esagerare nei particolari come fai tu: due lauree, due amanti, una moglie allegramente tradita e per di più professionista di successo assediato da vogliose operaie che lui disdegna… ecco, come dire, è una macchietta che farebbe ridere persino in un film di Christian de Sica. Taglia, lavora sui particolari, vedrai che ti riesce meglio la prossima volta.

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  37. @Enzo: I consigli sono ottimi. Il problema, Enzo, è che questi soggetti, come li chiami tu, quando li molli (anche dopo pochi incontri, perché ti sei resa conto che sono così come li descrivi tu) scatenano l’inferno. Perché loro non accettano di essere mollati, è questo il problema. Continuano a telefonarti dieci volte al giorno, a pedinarti, farsi trovare sotto casa, non sentono ragioni. Quanto al farseli “presentare”, non è che sia una garanzia: spesso nemmeno i loro amici più cari sanno che questi soggetti possono reagire in modo inconsulto, e quando lo scoprono restano basiti. Credimi, parlo per esperienza diretta.

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  38. @lector: Non sto estendendo un giudizio negativo a “tutti” gli uomini, lector: ho scritto e sottolineato che sto parlando solo di “certi” uomini. Ma esistono, purtroppo. Come esistono le donne (non tutte le donne) che cadono vittime della depressione post partum. E’ un riflesso condizionato anche il tuo, in parte, che siccome sei uomo ti senti chiamato in causa anche se non c’entri: so benissimo che di solito gli uomini, anche se vengono lasciati, non ammazzano nessuno. Ma quelli che lo fanno ci sono, e la motivazione che li spinge è, in alcuni casi, quella che ho cercato di spiegare io: non “amore” ma l’incapacità di accetttare il fatto che una donna possa decidere di non ricambiare i loro sentimenti.

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  39. No Galatea, scusami ma credo che le povere vittime non avevano scampo.
    Non si tratta di non ricambiare i sentimenti (ma quali? allora gli assassini sono uomini che amano?).

    Si tratta di non essere nel buio dell’assenza di sentimenti di queste persone.

    Uccidono l’altro perché non sopportano più se stessi.
    Infatti molto spesso segue anche il suicidio.

    Non c’entra niente la passione né le scelte della vittima che, secondo me, è soltanto una rappresentante dell’altro sesso e di chissà quali incubi.

    Ciao!

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  40. Invito accettato. Ma non vedo cosa tu possa mostrarmi a supporto della tua tesi, che è sociologica, e quindi dovrebbe necessariamente basarsi su rilevazioni estese.
    La mia esperienza è diversa: la campagna veneta (conosco il Veneto orientale, per essere più preciso) ha, da sempre, ospitato le donne più libere d’Italia. Famosissime le mondine venete, che emigravano temporaneamente in Piemonte e nel Pavese al tempo della monda del riso, portando la rivoluzione nei paesini agricoli. I vecchi novaresi, vecellesi, pavesi sanno ancora raccontare le storie orgiastiche delle nottate in tempo di monda.
    La distinzione era molto netta fra città e campagna, e può così (un po’ sommariamente, ma con grande vicinanza alla verità) descriversi: quelle di città non la davano, quelle di campagna sì. E mi riferisco, in modo particolare, alle ragazze non sposate, a partire da molto giovani. Tutto il contrario degli stereotipi. Sebbene sia parecchio tempo che non frequento quelle zone con lo scopo che mi ci portava allora, dubito assai che le cose siano cambiate nel senso che dici, Galatea. Anche se la storia a volte ha dei rigurgiti.

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  41. Invito accettato. Ma non vedo cosa tu possa mostrarmi a supporto della tua tesi, che è sociologica, e quindi dovrebbe necessariamente basarsi su rilevazioni estese.
    La mia esperienza è diversa: la campagna veneta (conosco il Veneto orientale, per essere più preciso) ha, da sempre, ospitato le donne più libere d’Italia. Famosissime le mondine venete, che emigravano temporaneamente in Piemonte e nel Pavese al tempo della monda del riso, portando la rivoluzione nei paesini agricoli. I vecchi novaresi, vecellesi, pavesi sanno ancora raccontare le storie orgiastiche delle nottate in tempo di monda.
    La distinzione era molto netta fra città e campagna, e può così (un po’ sommariamente, ma con grande vicinanza alla verità) descriversi: quelle di città non la davano, quelle di campagna sì. E mi riferisco, in modo particolare, alle ragazze non sposate, a partire da molto giovani. Tutto il contrario degli stereotipi. Sebbene sia parecchio tempo che non frequento quelle zone con lo scopo che mi ci portava allora, dubito assai che le cose siano cambiate nel senso che dici, Galatea. Anche se la storia a volte ha dei rigurgiti.

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  42. Cara Galatea, da uomo non posso che condividere a pieno il tuo post. E da veneto confermo che, almeno mediamente, nel nostro nordest c’è molto rispetto per la donna, soprattutto se muta e obbediente… Permettimi un’osservazione, anche se poco pertinente con la serietà del tema trattato. Ma come scrive certa gente? Molti sono lì che cercano di infiocchettare il discorso dandosi certi toni e usando certe peripezie sintattiche davvero esilaranti. Non sarà per caso che li intimorisci questi ometti? Chissà. (poi stendiamo un velo pietosissimo su certi contenuti, che confermano la necessità di una seria riflessione su come certi, probabilmente molti, uomini vedono le donne)

    Forse andrebbe insegnato a scuola fin da piccoli: abituatevi bambini, è normalissimo essere rifiutati da qualcuno, non serve arrabbiarsi etc etc

    Anche chi scrive “mi arrabbio ma non userei mai violenza”. No, il punto è che non ti devi arrabbiare, perché se ti arrabbi stai già guardando da una prospettiva sbagliata. Oppure arrabbiati con te stesso e basta.

    Non mi dilungo oltre. Brava Galatea, come sempre.

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  43. Cara galatea,
    ribadisco “piaci loro”, non “gli piaci”, che può essere usato solo al singolare maschile. “Piaci a loro” nel contesto del tuo scritto sarebbe ugualmente sbagliato.

    In ogni modo, guarda, la supponenza e l’aggressività delle donne italiane sono altrettanto un “dato di fatto” e posso dirti che, grazie a queste qualità, hanno ottenuto che quelli come me non rivolgano più loro la parola (vedi come ci si esprime correttamente?). Sono alto 186 cm, castano con gli occhi azzurri, fisico sportivo e possiedo una notevole cultura scientifica e classica, frutto di tantissimi anni di duro impegno. Tutto vero, te lo giuro (“Lei sembra un modello” mi ha detto poco tempo fa una anziana, ma sveglia, signora di Bologna). Bene, troppe volte ho visto ragazze che mi piacevano preferire bifolchi di razza solo perchè potevano permettersi di portarle a spasso mentre io mi strizzavo il cervello sui testi di ingegneria a Trieste. Adesso, con il mio lavoro di ingegnere, fatto di tanto impegno e di responsabilità piuttosto pesanti, è la stessa cosa.
    Infine, mi permetto di dirti che un uomo come me è più interessante di un paio di sandali con il tacco di 12 cm, ma vedo che per voi non è così.
    Dai, magari divento un po’ sciocco e di conseguenza più attraente. Ciao.

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  44. Non conosco l’omosessualità e nemmeno intendo conoscerla. Tu, invece, che la qualifichi, evidentemente la conosci bene. Ciao.

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  45. è un peccato davvero.

    il problema è che quando un tema ci tocca troppo da vicino si scappa sempre nel “perché voi donne” “perché voi uomini” invece di interrogarci su noi stessi …

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  46. Certo che c’è molta gente che legge con grande superficialità…
    Leggo molti comenti di persone, e sottolineo persone, di sesso maschile che se la prendono come se l’intera categoria “essere umano di sesso maschile” fosse stata accusata di non capire, conoscere, amare le donne e di conseguenza di ucciderle o usare loro violenza in varie forme.
    Ma vi siete resi conto che Galatea parlava di una sotocategoria di uomini? Quelli che non sanno accettare il rifiuto? Non di tutti gli uomini, santo cielo!
    Fortunatamente non sono la maggioranza, ma ci sono e sono sempre troppi. Io ho incontrato uomini così, e uomini uomini, da amare.
    Grazie Galatea, sei eccezionalmente lucida nello scrivere di queste cose. Io perdo la capacità di scrivere, quando mi ribolle il sangue… Chapeau.

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  47. Una piccola riflessione tecnica:

    Most victims and perpetrators in homicides are male
    Chiaro? I maschi sono decisamente piu’ violenti. Commettono l’87% degli omicidi ma…..

    Male offender/Male victim 65.2%
    Male offender/Female victim 22.6%
    Chiaro? I maschi, nonostante il fatto che ci siano piu’ donne sulla terra, uccidono 3 volte piu’ uomini che donne

    Female offender/Male victim 9.7%
    Female offender/Female victim 2.4%
    Viceversa (?), le donne uccidono piu’ uomini che donne.

    La furia omicida dei maschi e’ omofila e prevalentemente diretta verso i maschi (3x) mentre la minor furia omicida delle femmine e’ prevalentemente etero-diretta.

    Buona digestione.

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  48. @i186: In effetti sono proprio le ragazze italiane che non capiscono nulla. Hai un modo di porti così simpatico e niente affatto arrogante…non si capisce proprio come mai non ti vogliano. Che cretine.

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  49. …troppi solecismi, nei tuoi post, little Galatea…
    I tuoi periodi, sono così semplici, che non occorre certo sottoporli ad esegesi, per comprenderli…
    Sembri un’Alba Parietti de noantri, ma, almeno, lei, ha “un capitale” che le permette di passare da un uomo all’altro…
    Hai mai provato, a frequentare uno di quei corsi, cosiddetti, di “analfabetismo di ritorno”?
    Si dice che, per sradicare l’ignoranza, occorrano due generazioni…sicuramente, tu, sei sempre alla prima…
    Ma ti comprendo, hai l’attenuante della giovinezza, che ti fa esprimere banali nonsense…

    Spero che queste poche righe che ti ho dedicato possano contribuire a lenire il tuo palese disagio psichico.

    Your loved Charles

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  50. http://www.democraticunderground.com/discuss/duboard.php?az=view_all&address=364×2336602

    Sotto poi ci sono altre statistiche di reati indicizzati “by gender”.
    La sostanza non cambia, adesso che hai il link. Il problema e’ che i maschi ammazzano molti piu’ maschi che femmine e lo stesso fanno le femmine. In effetti non esiste un movimento di opinione che accusi le donne di odiare piu’ i maschi che le femmine. Se andiamo a vedere i fenomeni “per razza e per sesso” rischiamo di cadere nel paradosso del “white and black”. La realta’ e’ che i maschi sono estremamente piu’ violenti delle femmine ma che preferiscono ammazzare altri maschi perche’ le femmine, generalmente, le amano. Se continuate cosi’ a dividere per sessi, si arriva a sostenere che avere un cromosoma Y e’ un handicap e, quindi, un’attenuante nei processi.

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  51. Peccato, caro giovannifrancescosagredo, che nel conteggio delle statistiche ci sono anche, ovviamente, gli omicidi dovuti alle attività criminali, cui gli uomini sono più dediti che le donne, e pertanto ovviamente si ammazzano tra di loro.

    Peccato che il tema del post non fosse “gli uomini sono cattivi e le donne buone” e pertanto la statistica da te riportata, più che scontata, è del tutto irrilevante nel tema.

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  52. @giovannifrancescosagredo:Avevo il sospetto anche io che i dati citati da te si riferissero in generale ai delitti compiuti da uomini, nei quali, come giustamente nota Giosby, sono compresi omicidi di ogni tipo, quindi anche quelli del crimine organizzato e delle gang, in cui carnefici e vittime sono quasi sempre solo maschi.
    Se leggi il post con attenzione, per altro, ti accorgerai di quello che ti ha sottolineato Giosby: non ho mai sostenuto che “gli uomini” sono violenti per natura e le donne no; ho detto che alcuni uomini reagiscono con violenza quando vengono lasciati e ho cercato di indagarne i motivi. Alcuni uomini. C’è scritto chiaramente: se poi uno non legge o legge quello che vuole, non è colpa mia.

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  53. @charles: Caro Charles, sono commossa dal fatto che tu, nella tua vita tanto piena, trovi il tempo di venire ad insultare me con tanta pervicacia e preoccuparti per il mio evidente disagio psichico…guarda che, dopo, le due amanti e la moglie cornuta finiscono coll’ingelosirsi di tante attenzioni!
    Quanto all’analfabetismo di ritorno, sicuramente, dall’alto dei tuoi profondi studi coronati da ben due lauree, sono certa che sei un’autorità in materia. Ah, per inciso: “I tuoi periodi, sono così semplici, che non occorre certo sottoporli ad esegesi, per comprenderli…“: dopo “i tuoi periodi” la virgola non ci va.

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  54. Benissimo, mi avete convinto. Se togliamo le attivita’ criminali (e ammettiamo come sostenete voi che uccidere una donna non sia per se’ attivita’ criminale) ci rimane il fatto che le donne uccidono piu’ maschi che donne. E qui ci sara’ la solita spiegazione sociologica che “si, ma erano donne vessate dagli uomini che hanno ucciso”. Oppure, lo sapete che in famiglia la maggior parte degli omicidi di minori viene compiuta da …… (facci un post). Ancora una volta, uova strapazzate.

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  55. @giovannifrancescosagredo: Per attività criminali si intende crimine organizzato, in cui la maggior parte degli affiliati (e delle vittime) sono in genere uomini (se non altro perché le mafie raramente uccidono donne, a meno che non sia strettamente necessario: è contrario al loro arcaico codice d’onore); le statistiche che citi, inoltre, prendono in cosiderazione “tutti” i tipi di omicidi, quindi non solo i delitti etichettati come “passionali”, che erano quelli presi in considerazione nel post. Che le donne uccidano, come sostieni tu guardando le cifre, in assoluto più uomini non vuol dire nulla, dal momento che non sai quanti di quegli omicidi messi nel mucchio coinvolgano i loro compagni/mariti (se una donna uccide il vicino di casa perché le rompe l’anima con lo stereo troppo alto l’omicidio viene messo in conto nella statistica, ma non c’entra un piffero con l’argomento che stiamo trattando). Quindi, se vuoi ribattere a suon di statistiche, dovresti prima assicurarti di aver preso in considerazione quelle che forniscono dati compatibilicon le tue argomentazioni. Altrimenti chi fa uova strapazzate, al solito, sei tu.

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  56. @ Enzo
    “Alla prima domanda “con chi sei, dove vai, chi è quello, perchè lo guardi così”, etc etc MOLLARE SUBITO.”

    Peccato che se li molli, quelli pericolosi che dovresti evitare, ti ammazzano.

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  57. Il mio punto di vista e’ confermato: il problema di chi la pensa come te e’ proprio quello di fare un’analisi passionale della violenza. In questo modo create aggravanti ed attenuanti dove non c’e’ niente da attenuare od aggravare, e lo stesso vale per l’omofobia o altre “particolari” categorie di violenza a cui siete affezionati in modo morboso: la violenza e’ una e come tale va combattuta.
    [Chiedo venia per ortografia e punteggiatura].

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  58. Charles ti corregge gli errori, è un maestrino dalla penna rossa. Chi altri altrimenti utilizzerebbe la parola solecismi? Se lo tocchi sprizza inchiostro velenoso come una seppia. Secondo me lavora nella scuola e odora di naftalina anche in pieno agosto. Sicura che non sia un tuo collega segretamente innamorato?

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  59. scusa giovannifrancescosagredo, ma a me non interessa un fico di condannare o assolvere, di trovare attenuanti o aggravanti, mi sembrerebbe più utile cercare di capire.
    Mi sembra che è quello che si sta cercando di fare qua dentro, almeno qualcuno ci prova.
    Non mi sembra che tu sia tra questi fortunati …

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  60. Beh, giosby, se vuoi capire allora ti do un modello, ma se sei debole di stomaco non andare oltre i due punti: se lui ha dei difetti neuropsichiatrici e delle ossessioni ed uccide una lei che non e’ stata cosi’ intelligente da capire che lui aveva una malattia neuropsichiatrica latente, allora la selezione naturale sta facendo molto bene il suo lavoro.
    Se vuoi continuare la rivelazione dello scenario, non ti resta che chiedere.
    [Chiedo venia per ortografia e punteggiatura].

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  61. Oppure, caro giosby, per essere un po’ piu’ tecnici, se per n generazioni la selezione sessuale ha cambiato le frequenze alleliche di una popolazione in funzione di un modello sociale piu’ o meno voluto e la popolazione e’ arrivata ad un equilibrio, un cambiamento del modello sociale non puo’ che creare delle nuove forze che agiranno nuovamente sulle frequenze alleliche: come? beh, selezionando gli alleli piu’ adatti negli individui della popolazione che si e’ data il nuovo modello e cambiandone quindi le frequenze. Il conflitto fra sessi non l’ha inventato un Veneto nel 2010 e neanche Charles (Darwin). E’ successo qualche miliardo di anni fa quando i batteri hanno deciso di scambiarsi porzioni di genoma.

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  62. @giovannifrancescosagredo: Per esser uno che usa Darwin come avatar ne dai una interpretazione piuttosto meccanica e riduttiva, peraltro applicando un darwinismo spicciolo a fenomeni sociali che han dinamiche un po’ più complesse. Ho il sospetto che scrivere: “un cambiamento del modello sociale non puo’ che creare delle nuove forze che agiranno nuovamente sulle frequenze alleliche” sia per lo meno semplicistico: tenuto conto che non si tratterebbe neppure di tratti evidenti ad occhio nudo (come il colore della pelle o degli occhi) ma su presunte tare caratteriarli o psichiche, difficilissime da individuare e perciò da selezionare persino in maniera consapevole; sarebbe come dire che nel giro di una o due generazioni una società “violenta” sarebbe in grado di “selezionare” solo individui “geneticamente” predisposti alla violenza…ipotesi che, mi pare, non sia comprovata da nessuno studio scientifico.

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  63. @ilmondodigalatea: quando scrivero’ che “in una o due generazioni una società “violenta” sarebbe in grado di “selezionare” solo individui “geneticamente” predisposti alla violenza” allora me lo contesterai. Inoltre, se non ti e’ chiaro il contenuto eugenetico della scelta del partner, questo e’ un tuo problema mentre spetta a Darwin la capacita’ di aver individuato questa problematica della selezione sessuale. Potrei essere piu’ cattivo e dirti, senza possibilita’ di venir smentito, che se gli uomini sono violenti e’ anche a causa della scelta sessuale delle donne. Per dirla in altri termini, se non ti e’ chiara la differenza fra gorilla e Homo sapiens, non so cosa farci. Infine, anziche’ “muovere sospetti”, cerca di argomentare seriamente, se hai gli argomenti, magari usando meglio il tuo mitico iPhone, oppure, piu’ semplicemente e low tech, cerca di capire i suggerimenti.
    PS Uomo e donna condividono la maggior parte del loro genoma e gran parte del fenotipo psicologico maschile e’ determinato dall’educazione impartita da donne perche’, si sa, gli uomini non sono i piu’ fenomenali educatori comparsi sulla terra.

    [In quanto illetterato, chiedo venia per ortografia e punteggiatura.]

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  64. @giovannifrancescosagredo: Caro giovannifrancesco, quando uno pretende che gli altri argomentino, dovrebbe lui per primo saperlo fare, soprattutto evitando i toni che stai usando tu. Darwin ha teorizzato il fatto che la scelta del partner sia influenzata nella femmina della specie dal fatto che il partner x appaia meglio “adattato” all’ambiente che lo circondava del possibile partner alternativo y. Darwin, nell’Origine della Specie, si riferiva però ad un adattamento relativo all’ambiente fisico, in quanto non si è mai andato poi ad impelagare in discorsi che riguardavano direttamente l’evoluzione della società umana. Nella società umana la scelta del partner da parte delle donne è legata infatti ad aspetti socioculturali molto più complessi; per altro, in alcune società la scelta del partner da parte della femmina non è affatto “libera”, ma legata alla scelta esclusiva di altri uomini, il padre o i parenti. I talune società l’apparire “violenti” in passato è stato considerato un tratto positivo, per cui era facile che una femmina scegliesse o fosse costretta a scegliere un partner con questa caratteristica apparente; resta però il problema che la tendenza ad essere “violento” non è, per quanto ne sappiamo oggi, una predisposizione genetica legata alla presenza di un determinato gene o un allelo, per cui, scrivere come hai fatto tu che “un cambiamento del modello sociale non puo’ che creare delle nuove forze che agiranno nuovamente sulle frequenze alleliche” è per lo meno scientificamente azzardato: se tu conosci qualche studio che afferma una cosa del genere, ti prego di citarmelo, perché sarebbe interessante leggerlo. Se fornisci un link posso leggerlo direttamente dall’iPhone che tanto ti dà sui nervi, fra l’altro.

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  65. Continui a millantare:
    non ho mai detto che Darwin ha trattato la sexual selection in discorsi che riguardavano direttamente la societa’ umana ma che ha trattato l’effetto della scelta del partner sulle frequnze alleliche (allele e’ il singolare di alleli). Darwin non e’ la bibbia o il corano ma un individuo che ha ipotizzato una teoria evoluzionistica basata su riproduzione e frequenze alleliche (e mutazione). Sta ai piu’ illuminati applicare il modello teorico dove puo’ essere applicato;
    fingi di non sapere che, ad esempio, la tratta degli schiavi ed il conseguente effetto fondatore siano elementi sociali che cambiano le frequenze alleliche di una popolazione?;
    Ti sfugge il concetto di modellizzazione in scienza? Questo e’ un’altro dei tuoi problemi.;
    Sai di cosa parli o vuoi semplicemente avere l’ultima parola anche su quello di cui non dovresti parlare? Se si, cerca di non usare il metodo squallido di comporre a nome dell’interlocutore frasi mai dette, tecnica patetica (sensu stricto) ma facilmente riscontrabile.

    E ora, visto che il tuo odiato (?) iPhone arriva dappertutto, leggi questo:
    http://rsif.royalsocietypublishing.org/content/3/8/399.long

    Buona digestione.

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  66. per Lameduck

    Non avevo ancora visto il video di Galatea…
    Per amor di Dio, Lameduck, innamorato di Galatea? Mi vuoi davvero male, tu… Quando si dice che una donna esteticamente poco gradevole lo è anche di carattere…
    Cara Lameduck, non sono un docente, i miei, lo erano, ma la sola cultura, come ben sai, non garantisce un discreto livello sociale… ho dovuto applicare i miei lunghi studi al mondo reale…
    Studiare è bello, ma vivere, lo è di più…
    L’onanismo ed il solipsismo, lo lascio a Galatea.

    Bacio

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  67. Proviamo a risolverla in un altro modo: se i maschi sono piu’ grossi ed alti delle femmine questo e’ dovuto al fatto che la specie umana e’ un po’ poligama (posso fornire diverse citazioni bib). Se la specie umana e’ un po’ poligama, allora l’accesso alla riproduzione e’ asimmetrico (meno maschi si riproducono con piu’ femmine). Di questi due fenomeni c’e’ una traccia evidente nella nostra specie e non dovrebbe essere difficile per te capirlo. Se questo e’ vero, allora la perdita del partner da parte del maschio e’ molto piu’ grave della perdita del partner da parte della femmina. Da cui ne consegue che ….. e che….. (sinceramente? devo andare a prendere la progenie).

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  68. Popolazione italiana al 31/12/2009 (dati ISTAT)

    Femmine 29.287.403
    Maschi 31.052.925
    Totale 60.340.328

    Nel 2009, secondo i dati di CittàDelleDonne, 4,063 donne/milione di donne residenti in Italia sono incappate in un uomo che era decisamente meglio non avessero mai incontrato sulla loro strada.
    Cioè 1 donna ogni 246.113 donne residenti in Italia.

    Ora, non per voler sottovalutare il fenomeno eh, ma voglio dire… ci vuole davvero anche una bella sfiga per finire i propri giorni così, almeno dal punto di vista meramente statistico.

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  69. Oddio, la discussione sta assumendo un livello così alto che temo sia oltre le mie misere possibilità.
    Ma, a costo di fare la figura del deficiente, cercherò di sforzarmi e dire cosa ho capito e cosa invece mi appare difficile.

    1a scena: gfs -oggi 4:38 pm
    maschio difettoso – femmina cretina.
    Viene eliminata la cretina e il difettoso continua la specie
    (bell’affare per l’evoluzione)

    A parte che riconoscere il “difetto” psicotico non è impresa tanto semplice, altrimenti non ci sarebbero così tanti psicotici in circolazione, ben camuffati tra dirigenti d’azienda, parlamentari e via dicendo. Non tutti con deliri omicidi, ma sicuramente ben integrati con una vita dalle apparenze del tutto “normali”.

    2a scena: gfs oggi 4:45pm
    frequenze alleliche, popolazione in equilibrio (?!?), nuove frequenze?
    Batteri con capacità decisionali? Scambi di genoma?
    Mi sa che questo racconto ha qualcosa di molto sexy, ma non riesco a a cogliere il fine argomento.
    Non capisco, ma mi adeguo.
    Ma i batteri sono poligami?

    3a scena: gfs ogi 5:21pm
    Io capisco: “io non ho scritto quello che hai capito e siccome non sei un gorilla, visto che hai l’Iphone se sono un maschio violento è colpa tua che mi preferisci così”

    Probabilmente ho capito male, però l’ultimo P.S. è davvero MOLTO INTERESSANTE.
    “Uomo e donna condividono la maggior parte del loro genoma e gran parte del fenotipo psicologico maschile e’ determinato dall’educazione impartita da donne perche’, si sa, gli uomini non sono i piu’ fenomenali educatori comparsi sulla terra.

    Questa è proprio eccezionale. E’ un circolo vizioso senza fine.
    Io capisco così: “gli uomini sono stronzi, ma visto che sono le donne che li educano, cioè la famosa MAMMA, gli uomini sono stronzi grazie all’educazione ricevuta dalla donna”

    Mi chiedo se questa incapacità educativa che il nostro bravo gfs attribuisce agli uomini con tanta leggerezza è un difetto di fabbrica o è sempre dovuto alla donna.
    Da una parte si riconosce la miseria maschile e dall’altra i superpoteri delle donne.
    Mitico davvero.
    Eppure sono convinto anch’io che questi uomini assassini abbiano avuto una grande distanza dal padre.
    Non sarebbe meglio pensare che gli uomini potrebbero anche stare vicini ai loro figli e sapere che ne hanno anche tutte le capacità?
    Ne è la prova che esistono anche un sacco di uomini sani, no?
    O è sempre merito soltanto delle donne?

    Che strani scherzi che fa questo Darwin …

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  70. Mi sembra ovvio che questa storia della “distanza dal padre” è uno scherzo, diciamo pure una fesseria. O si fa sul serio?

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  71. Chiedo scusa, umilmente.
    Riformulo: quest’immane stupidaggine è ovviamente uno scherzo…[?]O si fa sul serio?

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  72. -Io non sto insultando nessuno.
    -L’argomento a mia disposizione è il seguente: la distanza dal padre intesa come causa o una delle cause di…è una stupidaggine enorme.
    -Io non sto discutendo con nessuno.

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  73. Che col caldo la gente scleri è un fatto, e che a rimetterci siano sopratutto le donne pure… Ogni anno infatti ai primi veri caldi mi dico tra me e me: “adesso ricominciano gli omicidi” (che infatti arrivano puntuali).
    Che poi i maschi reagiscono male alle donne che “non ci stanno”… bè siamo fatti così, siamo fatti male. Che poi ultimamente ci sia un deterioramento nel rapporto tra uomini e donne non lo dico da ieri, ma imho più si va avanti e peggio è. Personalmente me ne sono fatto una ragione: ma se una sera esco con una, facciamo (finalmente!) una limonata di 5 (cinque) minuti e ci lasciamo con un “domani chiamami” di lei, ma il giorno dopo (e quello dopo pure) lei non risponde… uno cosa deve pensare? Io ho pensato “vaffanculo stronza”. Che dite, troppo violento?
    Saluti da questo mondo di pazze.

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  74. Tu invece lo sai.
    Lo sai bene.
    Anzi, di più. Sei convinto che questi assassini”abbiano avuto una grande distanza dal padre”.
    Che fu, li hai intervistati?
    Ammettiamo pure il caso che gli assassini questa benedetta distanza l’abbiano vissuta.
    Come vanno adesso le cose: questa distanza è il fondamento del loro essere assassini?
    Trovammo la causa?

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  75. @ Charles
    tu invece sei il sosia di Brad Pitt, vero?
    Oh bella, che novità! Tutti noi dobbiamo applicare i lunghi studi alla vita reale di tutti i giorni. E poi consolati, a studiare troppo si diventa ciechi.

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  76. Io sono meravigliato, giosby.
    E tu non capisti.
    Ritieni tu che uno che cita la distanza dal padre come causa sia poi in grado di rispondere?
    Tu non capisti: io non stavo discutendo con te.

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  77. Giosbi, come procede la discussione nella stanza delle risate di Galatea (FF)? Tienimi aggiornato. Certo che e’ un circolo vizioso e si chiama “selezione sessuale”. Riguarda il fatto (o la teoria, se preferisci) che le grandi differenze biologiche fra maschi e femmine di una specie (fra cui dimensione, violenza, caratteri sessuali secondari, psicologia e conseguenti comportamenti sociali etc) siano sottoposti ad una selezione che fa riferimento alla “scelta del partner”. Sei liberissimo di non crederci, per carita’, esiste sempre la teoria creazionistica, ci mancherebbe. Se hai difficolta’ a capire questi concetti, ci sono i bei libri di Darwin ma Darwin non aveva a disposizione la genetica Mendeliana e quella moderna (Morgan, Watson e Crick ed il DNA) e quindi non poteva essere preciso nel definire i meccanismi materiali delle sue teorie (evoluzione della specie e selezione sessuale). Quindi, Darwin non poteva parlare di alleli e frequenze. Questi sono concetti introdotti da Dobzhansky il quale ha definito l’evoluzione proprio come il cambiamento delle frequenze di alleli in una popolazione. Ma forse son tutte balle. Tu continua a leggere Galatea…

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  78. Precisamente, secondo voi, a che allele sarebbe legata la ricchezza?
    No perché si sa che con quella cuccano anche i più brutti.

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  79. comunque la cosa che più mi ha sconvolto di molti commenti è il fatto che fossero sulla difensiva.
    Ma se domani Galatea scrive un post dove analizza i possibili motivi sociali delle madri che uccidono i figli pensate che qualcuno si identificherebbe con queste donne?
    Invece qui ci sono persone che si sentono dalla stessa parte degli assassini. Pazzesco.

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  80. Prima scena: maschio difettoso – femmina cretina: la femmina muore ed il maschio va in galera (non si riproduce, oppurre pensi che per lui sia possibile trovare un’altra donna?)

    Terza scena (la seconda e’ un’irrazionale rappresentazione della tua ignoranza -non prenderla a male, ti prego). Questo ha un senso: il maschio e’ violento perche’ la femmina sceglie maschi violenti (il maschio -del pavone- ha una bella ruota perche’ la femmina -del pavone- sceglie maschi con una bella ruota).

    Altra scena: un maschio sfigato che viene lasciato da una femmina potenziale partner puo’ pensare di aver subito una perdita riproduttiva irreversibile e dal punto di vista sociobiologico (sensu Wilson) e’ morto. Non ha piu’ niente da perdere. Perche’ venga uccisa la femmina puo’ essere ritenuto un mistero fino ad un certo punto. E’ plausibile pensare che abbia a che vedere coi circuiti della vendetta. La domanda a questo punto puo’ diventare un’altra: perche’ la vendetta e’ adattativa?

    Oppure provi a porti questa domanda: Perche’ le madri depresse uccidono i figli? Quale valore adattativo ha questa scelta (molto diffusa)? Sono geni che ci portiamo dentro da qualche milione di anni e dei quali sara’ difficile liberarsi bloggando. Probabilmente sono geni che in altri contesti hanno un valore adattativo molto forte. La vendetta: se ammazzi una zanzara dopo che ti ha punto eviti che possa pungere te oppure un altro della tua specie… E’ dura la vita.

    Capisci? (vuoi capire?): riproduzione, costi e benefici.

    Fra le varie grasse risate, scusatemi per la punteggiatura ed i refusi.

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  81. @Vegetarian:
    è quello che ho notato anch’io, ma alla grande maggioranza dei commentatori oltre a mettersi sulla difensiva e schierarsi dalla parte dell’assassino, interessa di più litigare con qualche altro commentatore, piuttosto che rendersi conto dell’assurdità della cosa.
    E questo a cosa possiamo imputarlo? Il caldo? L’aggressività naturale? Eccesso di testosterone?

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  82. @Galatea,
    ma se sei sicura che cito Darwin a vanvera, dovresti avere anche gli strumenti per confutarmi senza bisogno di un branco di sfigati che ti da ragione per il solo fatto che esisti. Tirami fuori un solo argomento serio da quel tread ed io sparisco. Comunque, giusto per loro, il darwinismo sociale era l’applicazione della selezione naturale in campo sociale umano mentre io non ho mai detto niente di tutto cio’, ho solo sostenuto che le grosse differenze biologiche fra maschi e femmine (anche nell’uomo) sono dovute alla selezione sessuale. La prima parte (idiota uccide cretina e l’umanita’ evolve) era chiaramente una super-semplificazione di un concetto molto semplice per qualcuno che mi ha detto che era qui per capire ed io lo confondevo: alla fine tramite la riproduzione, un conto con l’evoluzione lo si paga sempre. Non ti ritenevo cretina ma cercavo di darti un modulo di lettura un po’ materialista e, sopratutto non manicheo, del problema. Ero partito dicendo che l’uomo e’ molto piu’ violento della donna mica il contrario. Ma se non vedi che uomo e donna sono intimamente coevoluti, non c’e’ proprio niente da fare, torna di la’ a ridere.

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  83. @elena:
    ma… di testosterone sono fornito anche io, per credo che questi uomini si sentano vicini non tanto per l’omicidio (ovviamente), quanto per il senso di frustrazione dovuto all’abbandono.
    Non so se come dice galatea sia solo il fatto di vedere le donne come un oggetto o un possesso. Sicuramente c’è un’idea di superiorità maschile, ma io ho come l’impressione che la cosa più difficile da superare sia proprio il giudizio negativo. Gli pare impossibile che qualcuno li rifiuti, magari anche perché sono stati “perfetti” secondo quello che credevano importasse alla compagna.

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  84. Per Lameduck

    Spiegaglielo tu, a Galatea, io ci rinuncio, poveretta, non comprende, che per la punteggiatura non esistono regole auree, occorre ascoltare il proprio respiro quando si parla; esattamente come la musica. Il talento per qualcosa, si ha o non si ha, non lo si può acquisire.
    Evoca il darwinismo e le teorie evoluzioniste, ma non ha nemmeno gli strumenti minimi per poterle esplicare appieno…
    I primati, sono deceduti invano…
    Galatea, due generazioni, ricorda, e tu, non hai nemmeno il privilegio perchè ciò accada.
    Cara Lameduck, si perde la vista studiando troppo, ma, fonti ecclesiastiche, riferivano che ciò accadeva anche a chi si dedicava ad Onan.
    Sono capitato qui per caso, ma ora ne esco, tediato da discussioni futili e voli pindarici, un piccolo spaccato dell’Italia barocca e leziosa, mentre l’Europa corre alla velocità della luce. Mentre qui c’è la corsa a Scienze della Comunicazione e facoltà umanistiche, lì si appropriano dell’uso di nuove tecnologie che sconvolgeranno la vita dell’Umanità.
    Ti saluto, Lameduck, donna intelligente, saggia e pacata, un lampo abbacinante nel buio di questa stanza.

    Kiss by Charles

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  85. Ma quanti bei nottambuli.
    Si impara un sacco di cose qui da Galatea.
    Dopo i batteri sexy oggi ho imparato che nel progetto genetico è entrata la variabile “galera”.

    Il DNA crede nella giustizia, quasi come Berlusconi.
    Forse il DNA, nel suo santo progetto, non aveva calcolato l’Italia.

    Infatti in Italia qualcuno stupra, uccide, esce di galera, torna a uccidere, e poi magari trova ancora una cretina da sposare.

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_marzo_10/angelo-izzo-si-sposa-velletri-1602631713267.shtml

    Oppure, altre volte, in galera arriva lo Spirito Santo …
    http://www.nuovasocieta.it/attualita/4958-polemica-per-una-detenuta-incinta-nel-carcere-di-bollate-.html

    Attenzione al caldo, è pericoloso.

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  86. Ma quanti bei nottambuli.
    Si impara un sacco di cose qui da Galatea.
    Dopo i batteri sexy oggi ho imparato che nel progetto genetico è entrata la variabile “galera”.

    Il DNA crede nella giustizia, quasi come Berlusconi.
    Forse il DNA, nel suo santo progetto, non aveva calcolato l’Italia.

    Infatti in Italia qualcuno stupra, uccide, esce di galera, torna a uccidere, e poi magari trova ancora una cretina da sposare.

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_marzo_10/angelo-izzo-si-sposa-velletri-1602631713267.shtml

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  87. @charles: “I primati, sono deceduti invano…
    Galatea, due generazioni, ricorda, e tu, non hai nemmeno il privilegio (????) perchè (?????) ciò accada.”
    Ciao, Tesoro. Quando impari a scrivere in un italiano decente, ripassa. 😀
    (Ma non eri pieno di amanti e con moglie? e la notte stai ancora a postare commenti acidi sul mio blog dopo aver lavorato tutto il giorno come libero ricco e colto professionista? Su, dai, tesoro, vai a dormire. Vedrai che, nonostante tu sia insopportabile, prima o poi qualcuna che ti piglia la trovi. Certo, è difficile, ma nella vita non si sa mai…)
    @giovannifrancescosagredo: Come è andata la discussione lo puoi leggere di persona, comunque ti aggiorno. Quando hanno smesso di sbellicarsi, ti hanno distrutto. Si sono impietositi solo perché han capito che, avendo letto da poco un bignami di Darwinismo, come tutti i neofiti ti sei fatto un po’ prendere dall’entusiasmo. Magari, se t’impegni e studi un po’ più seriamente e con calma, non disperano che col tempo tu possa capirci anche qualcosa. 😀

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  88. Ripeto, tirami fuori un argomento da quel tread che non sia una stupida sigla (LOD score o TSO) o banale dileggio ed io sparisco…
    Per continuare a ridere, vi consiglio un bel libro: “Sesso ed evoluzione” di Andrea Pilastro. E’ molto aggiornato, recente e divulgativo ma non approssimato. E’ di facile lettura e potrebbe aiutarvi un po’ a ridere di meno di questi fenomeni ed a pensare di piu’. Ci sarebbe da leggere anche “Sociobiology” di Wilson ma quello e’ chiedervi veramente troppo. Comunque, per i piu’ interessati, si puo’ trovare qui’ una critica del darwinismo un po’ piu’ articolata di quella, alquanto rozza, del tread FF. (http://giovannifrancescosagredo.wordpress.com/2009/11/20/sull%E2%80%99evoluzione-anche-umana-down-moderately-with-darwin-up-moderately-with-lamarck/)

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  89. @giovannifrancescosagredo: Caro, gli argomenti ti sono già stati proposti, sia da me che da altri (i “quattro sfigati” che, tra l’altro, essendo medici e biologi sono un po’ più competenti di te, e difatti ti citano sigle tecniche che tu manco capisci a che cosa si riferiscano). Purtroppo, tesoro, tu non sei in grado di seguire le argomentazioni, nè quelle più semplici che ho spiegato io e che infatti continui a fraintendere, nè quelle più sofisticate. Per cui continuare a discutere con te è inutile: non ci arrivi, e purtroppo non hai neanche l’intelligenza necessaria a capire che se molti ti dicono che stai dicendo cose inesatte, forse dovresti prendere in considerazione l’idea che qualcosa non torna in quello che sostieni. Invece, come tutti quelli che hanno dei forti limiti, preferisci pensare che tutto il resto del mondo è stupido, meno competente di te e ti dà torno per via di un immane complotto.
    Non è colpa tua, deve essere qualcosa nell’evoluzione della specie che ti ha fregato, come dice Darwin. 🙂

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  90. Ottocento a Pietroburgo.
    Un giovane scapestrato ammazza una vecchia in un lurido appartamento. Cinque righe in cronaca.
    Il giovannifrancescocomesichiama al caffè legge l’articoletto, si fa due conti (uhm…rapporto giovane assassino/vecchia vittima 1/325000…), trova conferma che i maschi giovani sono violenti e le donne vecchie sono deboli (grandissima scoperta) e conclude che tutto sta scritto nel codice genetico. Perciò, appallottola il giornale e, annoiato, lo butta via.

    Uno scittore prende quell’articoletto insignificante (per il tizio di cui sopra) e lo trasforma in uno dei più potenti romanzi dell’occidente, che commuove e fa discutere milioni di lettori a distanza di più di cent’anni.
    Quello che conta per gli uomini sa solo Dio (o-chi-per-lui) cos’è. Ma di sicuro non è SOLO quello che interessa francescocomesichiama.
    E questo non arriverà a capirlo mai.

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  91. Mi regala sempre un sorriso l’uso del principio di autorita’ nelle argomentazioni scientifiche (sono dottori e biologi e ne sanno qualcosa piu’ di te), come pure il principio democratico (se la maggioranza la pensa in modo diverso allora sei tu che sbagli). Sopratutto il secondo principio e sopratutto quando chi lo applica in campo scientifico poi non lo applica nel piu’ appropriato campo di applicazione, quello politico. Ma non pretendo che chiunque sia in grado di capire quest’ultimo concetto.

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  92. @giovannifrancescosagredo: Tu invece, ormai, di commento in commento hai dimostrato una increbibile capacità di renderti ridicolo, ma con questo credo che tu abbia toccato davvero i vertici…Giovannino, che vuoi che ti dica? Hai ragione tu, sei intelligentissimo, l’unico che capisce tutto al mondo. Sei anche più bello di Brad Pitt, gli altri non sanno nulla e sono tutti brutti e cattivi. Ora puoi tornartene sul pianeta da cui provieni? Il grande mogol spaziale ti chiama, non senti? 😀

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  93. giovannifrancescosagredo,

    lascia perdere la povera Galatea, non è mica colpa sua se non è in grado di assorbire i concetti.
    Si sa, la Natura non è stata generosa con tutti.
    Ogniqualvolta dice qualcosa, è sicuramente un’inesattezza.
    Ascolta il suo timbro di voce: rivela più di ogni altra cosa.
    La cosa che mi fa più paura è che è una docente!!! Che la Gelmini, avesse ragione?
    Bisogna che mi informi in quale Istituto insegna, non vorrei che mio figlio diventi un suo disgraziato discente…

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  94. @charles: Ma come, ancora qua? 😀 Le amanti non ti filano proprio manco più di striscio, e il lavoro da professionista deve andar maluccio, se tu, per ingannare il tempo, sei costretto a passar le giornate sul blog di una povera cretina.
    Fai una cosa: prendi giovannifrancesco e andate tutti e due a sentirvi degli dei al bar assieme. Magari invitate i Topigonzi a far la ola: non appena sentono una argomentazione che non sta in piedi, ma sembra che sia controcorrente (avete presente? Quella paccottiglia falso trasgressiva che scrivono i Foglianti, o i deliri alla Massimo Fini) cadono in visibilio, convinti di aver trovato un nuovo Einstein.
    Sono convinta che un simile tandem di menti eccelse, magari con la collaborazione esterna di red cac, in men che non si dica, partorirà la soluzione per salvare il mondo. Ciao, belli, state bene.

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  95. Il mio “contributo” arriva in ritardo perche, non essendo tecnologica, ho avuto difficoltà a trovare quello che ti volevo far sentire.
    Martedì sera con mio marito ci stavamo recando a cena in casa di amici e per ammazzare il tempo ci siamo sintonizzati su RADIO1 ed abbiamo ascoltato ZAPPING, anche se delle cose ce dice Forbice condiviadiamo al massimo lo 0,001%!!
    Dopo vari interventi per parlare della crisi politica, si è preso la briga di commentare quanto asserito dalla donna che a tredici anni è stata violentata da Roman Polanski.Dopo aver riferito che la signora vuole essere lasciata in pace e si domanda come mai la giustizia della California , dopo 33 anni, ancora tenta di far pagare la sua colpa a Polansky che, avendo ormai 76 anni, lei non considera più un pericolo per l’umanità, il caro Forbice si è lanciato a spada tratta in difesa del “famoso regista e premio Oascar americano” che , a suo dire .” ..aveva anche PAGATO UN INDENNIZZO”!!!!
    ma la Legge, IN QUESTO CASO UNA BAMBINA E’ STATA VIOLENTATA, deve essere fatta rispettare solo a chi non può indennizare!!!
    Se vuoi sentire con le tue orecchie cerca il sito di RADIO1 – ZAPPING DEL 13 LUGLIO 2010 – ascolta, e se proprio non riesci a sopportare tutta la registrazione, la parte interessante va dal minuto 27,58 al 29,38.
    Aspetto la tua opinione, grazie
    Dalia

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  96. A proposito di maschi italiani che gironzolano sui blog delle donne lasciandovi velenosità varie, commenti sulla prestanza o meno delle loro ospiti e sulla loro intelligenza. Questi sono i maschi italiani che sbavano dietro alle straniere ritenendole superiori alle loro connazionali.
    Ebbene, se parliamo di superiorità, non ho mai conosciuto un maschio straniero che si permettesse di essere tanto cafone con una signora.
    Il “cretina” barnardiano che esalta tanto i nostri ometti, cara Galatea, a parte tutta l’analisi giustissima fin qui fatta è purtroppo sintomo di un male nostrum molto radicato: la maleducazione.

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  97. Ho il sospetto che alcuni personaggi, pur di avere un minimo di considerazione da parte di un gruppo di noti molestatori, assumono atteggiamenti ostentatamente provocatori pur di farsi accettare dal branco. Non fa eccezione colui che si fa chiamare Sagredo che ha assunto recentemente atteggiamenti ostentatamente provocatori. Si è fatto notare persino da Malvino, a quanto pare il signor Sagredo ha toccato duro come è successo qui nel blog di Galatea.

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  98. @lameduck: la cosa interessante è che ogni volta che i tizi come charles scrivono un commento, inconsapevolmente confessano le loro paure. Rileggendo quanto scrive, si nota, per esempio, come sottolinei ben due volte che ha bisogno, per sentirsi a suo agio, di avere a che fare con una donna che lui possa considerare inferiore. La ragazza rumena che gli sussurra: “voi avete dato troppa importanza alle vostre donne” (nel suo primo commento) gli piace perché gli si propone come una donna che accetta di essere “inferiore”, quindi non lo mette in crisi chiedendo di essere sua pari*. La sua immagine della donna è arcaica, la donna deve essere relegata alla cura della casa ed alla pulizia della stessa (secondo commento: “Anche tu, devi essere una di quelle femministe che partecipano ai brunch ed agli apericena, che, tra un drink e l’altro, discettano di emancipazione della donna, ma, intanto, hanno la filippina in casa, che pulisce, lava e stira… mi domando se ti sai fare il letto od un uovo al tegamino…”). Se non sta a casa, è relegata a ruoli subalterni da cui viene salvata dall’intervento di un “principe azzurro” che si degna di innalzarla (“L’operaia, vorrebbe venire con me, purtroppo, sono un professionista con due lauree…non ci comprenderemmo…”) e comunque è sempre culturalmente inferiore. La donna, inoltre, ha un suo senso solo in quanto è in coppia con un uomo: se non ha un uomo è una sfigata (“Stampa l’aforisma dell’amica romena e ponilo sul tuo letto singolo.”), e per questo ferirla dicendole che è brutta e poco attraente è il peggior insulto che le si possa fare.
    Gesù, i commenti letti in fila uno all’altro esprimono un totale terrore e smarrimento: si trova immerso in un mondo di donne che ormai hanno pure loro, magari,due lauree, non accettano di essere culturalmente inferiori, non sentono particolarmente il bisogno di un uomo che le protegga per vivere la loro vita felicemente, sono economicamente indipendenti e i tipi come lui li guardano, nel migliore dei casi, con un sorriso di compatimento. Non mi stupisce che non possa far altro che venire sul mio blog a sputare veleno e dicendomi che sono brutta. Porello, non gli resta davvvero altro… 😀

    *In realtà, la ragazza rumena, mentre glielo dice, dentro si sta facendo una sonora risata, pensando a quanto è cretino ‘sto italiano a credere davvero che lei lo consideri appena appena decente. Lavorando in corsi per stranieri, mi è capitato spesso di raccogliere le confidenze di ragazze che avevano relazioni più o meno fisse con italiani di questo tipo. Se gli amanti immaginassero quanto li pigliano per il culo e come parlano di loro penso che non avrebbero più il coraggio di uscire di casa! 😀

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  99. non ci siamo, tutte queste divagazioni con darwin e altri argomenti vari non c’entrano col tema; magari sono cose anche interessanti da leggere, ma non c’entrano

    il tema fondamentale è semplice: la cronaca porta le notizie di uomini che, respinti, lasciati, mollati, reagiscono non con qualche parolaccia o qualche insulto, ma uccidono, uccidono la donna che dicono di amare

    allora la scrittrice di questo interessante anche se troppo affollato blog propone una tesi: non sono solo dei pazzi isolati, schegge impazzite della virile progenie, ma sono la punta estrema di un sentire maschile diffuso e tutto sommato tollerato, cioè se pochi ammazzano tanti però la pensano a quello stesso modo

    qualcuno tenta di controbattere a questa tesi affermando che è naturale che sia così e che la donna non sottomessa è “innaturale”

    credo che la donna vada sempre rispettata, anche quando fosse antipatica, se non altro perchè a tutti, anche a noi maschi, è stata una donna a metterci al mondo

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  100. Ecco. Ci mancava solo questo ultimo commento:

    “credo che la donna vada sempre rispettata, anche quando fosse antipatica, se non altro perchè a tutti, anche a noi maschi, è stata una donna a metterci al mondo”.

    La donna va rispettata anche se è antipatica (!!!) e soprattutto perché in fin dei conti se ha la capacità di mettere al mondo dei maschi vuol dire che vale qualcosa.

    Ma non si rendono neanche conto di quanto sono ridicoli gesummio.

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  101. Gli uomini, invece, non mi hanno neanche messo al mondo …

    Simpatici o antipatici, che li rispetto a fare ?

    E i cani allora?

    Brava Galatea!
    Esistono diversi esemplari di maschi sai, qui da te c’è un raduno di rarità (almeno lo spero …)

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  102. scusa gentile elena, non vedo cosa vi sia di male a scrivere che la donna va sempre rispettata, proprio perchè donna

    non è un’affermazione di inferiorità della donna, è solo una constatazione; esiste solo l’essere umano, di sesso maschile e di sesso femminile, punto

    ovviamente il genere femminile ha caratteristiche sue proprie, complessivamente lo ritengo anche portatore di qualità e capacità che il genere maschile non ha

    suvvia non vedo motivo di polemica, grazie comunque per l’attenzione

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  103. diego, visto che insisti, perché bisogna rispettare gli uomini? perché i cani? perché i neri o i gialli?
    e gli omosessuali?

    perché diego, perché?

    davvero, a leggere te, non lo so più …

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  104. gentile giosby, non sono in grado di spiegare quel che è evidente aimiei occhi, cioè che ogni persona, sia essa appartenente al genere umano o alle altre creature con le quali condividiamo il pianeta, ha diritto ad essere rispettata; forse il rischio è quello incardinare la mia modestissima riflessione in una forma subdola di maschilismo, cioè un maschilismo paternalista; sì, il rischio c’è, ma il problema è addirittura semantico, ricordo seppur con vaghezza gli scritti di irigaray dove si accennava ad un pensiero che è comunque maschile, sempre; la tensione fra i due mondi, maschile e femminile, non è risolvibile, la contraddizione gli è propria, e qui, in fondo, sta il fascino del rapporto;
    basta, non mi replicate, non scrivo nulla di importante, grazie per la troppa attenzione

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