La famiglia cattolica

La famiglia. Eh, la famiglia, la famiglia cattolica, bisogna difenderla. Come dicono i Vescovi, è l’unico luogo dove si educa davvero, e dove si passano alle nuove generazioni i valori importanti per la società.

Ci vuole coraggio a fare una famiglia, una famiglia cattolica, perché bisogna mettere in conto che dopo vengon i figli, e ai figli bisogna star lì a insegnare, giorno dopo giorno, cosa è bene, cosa e male, che non bisogna badare ai beni materiali, e sacrificarsi, e tirar diritto anche se il mondo ti è contro, e aver sempre presente che i soldi sono sterco del demonio, e quelle robe là.

Perché la famiglia cattolica è piena di valori, di valori veri, di quelli che non sono materiali, ma spirituali. E proprio perché cattolica e piena di valori veri, è in grado di passare indenne in questi tempi di secolarizzazione: perché è chi è un laido materialista può farsi scoraggiare dal fatto che magari i soldi sono pochi, e il mondo attorno è cattivo, e lo Stato no ti aiuta, anzi fa di tutto per farti tribolare anche quel poco di assistenza che c’è. Ma chi è cattolico, e credente, e pieno di santi valori, di queste cose s’impippa. Anzi, non se ne impippa, perché è cattolico, pieno di valori e quindi anche educato, quindi diciamo che se ne importa meno di zero.

Certo che queste famiglie cattoliche piene di bei valori, di alti ideali cristianissimi, che quindi se ne fregano dei beni materiali ed anzi sono ben contente di dover affrontare sacrifici, perché è solo il martirio che spiana la strada verso la vera santità, vanno salvaguardate.

Perché se la famiglia cattolica si vede attorno gente che è divorziata, o che convive, o che, peggio che peggio, convive con persone dello stesso sesso, si prende paura. Uno scagotto, a dire il vero, così forte che in men che non si dica cala la natalità. Soprattutto, chiariscono i Vescovi, quando la famiglia cattolica sente che quelli che convivono e magari sono pure dello stesso sesso potrebbero venire riconosciuti anche loro come famiglie.

A questa bella famiglia cattolica piena di valori saldi, se subodora che Rino e Pino si potranno un domani sposare, ecco, non so, gli viene un magone che i valori si sgonfiano come sufflè passati di cottura. Tira fuori una vocina chioccia, da beghina frustrata, che dice: “Ecchè, io mi faccio una famiglia, una famiglia cattolica, e sto qua ad insegnare i valori, e poi vengono le prime due checche che vogliono sposarsi, e lo Stato le considera uguali a me?” E poi, già che c’è: “Ecché, e questi qua che convivono anche se sono uomo e donna, e magari ci hanno pure dei figli nati però fuori dal matrimonio, ma che è sono forse uguali a me, che sono una famiglia cattolica? E questi altri, che si sono persino divorziati, adesso che si risposano, magari, li trattano come me, che sono una famiglia cattolica?”

E gli prende uno scoramento, alla famiglia cattolica, che basta, non fa più figli, anzi a stento prende un cane. La famiglia cattolica, quando si trova in un mondo che non le riconosce più la sua superiorità morale sugli altri tipi di convivenze e le altre scelte di vita, punta i piedi, fa scafetta, si mette a fare i capricci come i bimbi dell’asilo e dice: “E allora non gioco più!”.

Perché è piena di bei valori, disposta al sacrificio, al martirio, e consapevole che i beni materiali sono nulla, la famiglia cattolica.

Però è un po’ infantile.

19 Comments

  1. Complimenti a te (e non solo, non so se ti sei resa conto che ormai attaccare i cattolici e’ un po’ trito e ritrito, ormai sono una specie in via di estinzione tra l’altro) per rappresentare ogni volta i cattolici nei tuoi post come una massa di bigottoni tutti uguali.

    Io mi ritengo cattolico (o se non altro affascinato dal messaggio di Cristo) e non ne posso piu’ di queste generalizzazioni, anche dei miei colleghi in ufficio.

    Ad esempio io sono a favore dei PACS e non mi da’ fastidio il matrimonio omosessuale. Sull’adozione da parte di coppie omosex invece ho qualche dubbio (opinione mia comunque!), se ne puo’ discutere con tranquillita’ in ogni caso.

    Comunque: poi non lamentiamoci delle generalizzazioni contro gli impiegati del pubblico impiego, i comunisti, i terroni eccetera…

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  2. @Gabriele: non prendertela con me, Gabriele, prenditela con i tuoi Vescovi, che quando devono giustificare i loro pregiudizi antidiluviani, sostengono di farlo per proteggere queste “mitiche” famiglie cattoliche che si spaventano per i Pacs e per le coppie omosessuali. E prenditela con loro, una buona volta. Fino a che vi fate rappresentare ufficialmente da gente che fa queste dichiarazioni qua (leggi l’articolo linkato) non potete incavolarvi per le generalizzazioni.

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  3. Anche io faccio parte di una famiglia cattolica!!! E’ vero, in quanto famiglia, è piena di contraddizioni ma non per questo é come la dipingi tu: poco accogliente, bigotta, retrograda. In tutta onestá non sono felice di alcune persone che sono all’interno della chiesa :purtroppo non ho alcun potere per scegliere/eleggere i vescovi.
    Mi dispiace percepire nelle tue parole questa descrizione cosi medievale della famiglia cristiana. Ti assicuro che in molti casi non è cosi! 

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  4. @giovanna: Aridaje, Giovanna: diglielo ai tuoi vescovi che la famiglia cattolica non è così. Sono loro che la dipingono così. E soprattutto che la vorrebbero così. Bigotta, chiusa e, hai ragione, medioevale. Sarebbe il loro sogno.

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  5. I cattolici propriamente detti riconoscono l’autorità della Chiesa cattolica, e quindi si bevono tutti i relativi dogmi e seguono i principi del catechismo et cetera.
    In questo senso secondo me i cattolici veri, che sono pochissimi, sono un po’ dei bigotti davvero.
    Io invito gli amanti di Gesu’ a liberarsi dall’usurpazione che del suo messaggio fa la Chiesa Cattolica.

    A proposito di cattolicesimo … conoscete la Bolla Super Gregem Dominicum?
    Non la trovate un po’ in contrasto con le recenti disposizioni sull’Eutanasia?

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  6. @gabriele, giovanna e tutti i “buoni cattolici”.
    ma che siete così santi e buoni e aperti ed accoglienti ecc ecc, non venite a dirlo a NOI, atei e liberal-comunisti. andate a dirlo ai vescovi, andate a dirlo in chiesa, andate alle messe a dire al prete leghista di turno che “no, così non mi sta bene”, scrivete lettere a famiglia cristiana, fax alla curia, indignatevi per le leggi che tolgono le tasse alle diocesi, mandate email allo IOR, APRITE DEI CAZZO DI BLOG.

    perchè se, da buoni cattolici, ve ne state zitti contro i potenti che vi rappresentano e poi alzate la voce solo coi poveri cristi (dio me la perdoni, questa, m’è scappata) che hanno un blog, bé, magari convincerete noi 4 gatti che siamo qua (e spero che questa me la perdoni galatea, invece :-D), ma il resto del mondo vi vedrà come vuole che vi vediamo la vostra gerarchia preferita: DEI PECORONI.

    ipse dixit (trad.: e che membro!)

    claudio

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  7. @galatea: non volevo prendermela con te, oltretutto io molto spesso dissento da certe prese di posizione di certi vescovi (es. Fisichella).
    Pero’ tu commenti in base piu’ al titolo di un giornale (tra parentesi, “il giornale”) che al contenuto.
    Di un intero documento, “Il Giornale” prende la parte che gli fa piu’ comodo, decontestualizzata, ne fa un titolo, e secondo me questo e’ stato il tuo errore.
    Anche leggendo l’articolo (ammesso che il documento sia stato riassunto bene dal Giornale, e permettimi di dubitare fortemente), non mi pare che il senso sia quello che vuoi far passare tu – anzi che hanno voluto far passare loro con il titolo sui gay.
    Difficolta’ economiche a mantenere figli, impegni lavorativi non conciliabili, separazioni e divorzi: non mi sembra ci sia niente di sbagliato nel contenuto.
    La parte sui gay mi sembra veramente un concetto minore – posto comunque che il cambiamento del modello di famiglia nella societa’ (tra cui in parte l’accettazione della famiglia omosessuale) rispetto al classico “coppia etero che si sposa e fa figli” e’ innegabile.

    Tutto qui. Altrimenti cadiamo nel tranello di Belpietro che vorrebbe (lui si’) i cattolici schierati compatti contro i gay.

    Poi chi parla di “obbedienza alla chiesa” e “se non ti adegui sei fuori” non ha capito che la Chiesa e’ la comunita’ dei credenti, in cui la discussione e i pareri discordanti esistono eccome. E la chiesa intesa come gerarchia vaticana mi direte? Oggi purtroppo secondo me ha assunto senza accorgersene il ruolo dei farisei nel Vangelo, che Gesu’ “bastonava” allegramente in quanto allergico alle ipocrisie e al formalismo.

    Mi sono dilungato un po’ troppo… 🙂
    Ciao e grazie del blog comunque sempre molto interessante!

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  8. @ claudio, gio: non avevo letto i vostri commenti.
    Molte cose condivisibili, pero’ non e’ cosi’ semplice come dite voi cambiare le cose, possiamo solo discuterne nel nostro piccolo, oppure sarebbe come dire che criticando x es. il PD nei blog si riesce a mandare a casa D’Alema…
    pero’ credo/spero che ci sara’ un cambiamento dal basso, come non lo so ancora.

    PS ho un amico mangiapreti e a voi dico la stessa cosa che dico spesso a lui: attenzione al fondamentalismo anticattolico – pericoloso e secondo me dannoso tanto quanto il fondamentalismo cattolico.

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  9. Caro Gabriele, e ti GIURO che non c’è nessun sarcasmo in questo ‘caro’, grazie al cielo non vivo piu’ in Italia.
    Lontano dal trattamento mediatico cattolico E anticattolico, sono libero da ogni fondamentalismo (o almeno piu’ libero).
    Ciao 🙂

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  10. anche tu generalizzi galatea

    ne hai tutto il diritto, nelle tue pagine, sia chiaro

    nel messaggio della cei è molto esplicito il riferimento alle difficoltà del contesto sociale, alla necessità di un modello produttivo e culturale attento ai bisogni delle persone meno abbienti

    senza dubbio io trovo errato il riferimento alle coppie gay come un problema, ma non lo è quello ad un modello consumistico, edonistico, di brutale consumo dell’oggi, che è tipico di questa nostra società post moderna

    è tipico della destra più borghese e tecnocratica il disprezzo per la religione (mentre è comprensibile la polemica contro il clericalismo)

    insomma una persona intelligente, su un blog intelligente, a mio sommesso avviso dovrebbe non generalizzare, però ognuno in casa sua scrive quel che crede,ovviamente

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  11. Io gliel’ho detto, al prete. Durante la confessione. Mi e’ toccato perche’ ero testimone a un matrimonio e sono andata a confessarmi assieme alla futura sposa. Vivo fuori dall’Italia e non frequento la chiesa da tempo, ma il rito era cattolico e allora va bene, facciamo tutto secondo copione.
    Non avevo assolutamente idea di cosa dire al prete dopo anni: a parte le solite manchevolezze verso il prossimo, non mi riesce di considerare le mie azioni “peccati”. E soprattutto, non sono d’accordo con la Chiesa-Istituzione su troppe cose. Ne ho parlato col prete e devo dire che e’ stata una bella confessione, una vera. Ho confessato di non poter neanche lontanamente dichiararmi membro di una chiesa che discrimina gli omosessuali, che mette il becco nella politica di uno stato “laico” (seh, vabbe’, ok), che l’AIDS e’ meglio del condom perche’ comunque non si dovrebbe scopare e basta.

    Era la prima volta che davo voce alle mie opinioni di fronte a un funzionario della Chiesa. Ah, il matrimonio e’ stato bellissimo.

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  12. Ci sarebbe da dire cose molto più interessanti sulla posizione dei cattolici in materia di omosessualità.Per esempio,un esempio molto fruibile e vicino,le posizioni di don Gallo.

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