L’ipotesi peggiore

Che poi tu te lo ricordi benissimo, quel rap degli Articolo 31, intitolato 2030. Quello in cui per descrivere un futuro apocalittico dicevano: “Di anni ne ho sessanta, e Ambra è il primo presidente donna.”
Te lo ricordi, e ti viene in mente, mannaggia, adesso che la senti parlare, Ambra, da Santoro, ed in mezzo a tutte quelle ciance, le sue, porella, manco ti sembrano le più confuse.
Te la ricordi, cazzo, quella canzone. E ti viene da pensare come siam ridotti, ormai, in questo benedetto paese, se quella che dieci anni fa era una battuta che pronosticava una possibile catastrofe oggi invece è diventata una possibilità accettabile, e quasi quasi auspicabile, direi.

28 Comments

  1. chissà come verrà chiamato tra cent’ anni questo ventennio nei sussidiari di 5 elementare… e che faccie faranno quei bimbi pensando a chi la vissuto. forse la stessa che feci io, quando la maestra raccontava le condizioni sociali nelle prime città industrali all’ inizio dell’ ottocento, ed pensavo:” ma come facevano a sopportarlo senza ribellarsi”.

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  2. Posso avanzare delle ipotesi? Dalla più politically correct alla più vera:
    – Seconda Repubblica
    – età berlusconiana
    – ventennio berlusconiano (sperando di approssimare per eccesso)

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  3. E la colpa (se di colpa si tratta) di chi e`?
    Berlusconi?
    Bersani?
    Chi li ha votati?
    Qui si alza la polvere e poi ci si lamenta di non riuscire a vedere

    Gigi

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  4. @piccolamary: posso dire che trovo il tuo commento piuttosto fastidioso? Sì, era quella quindicenne là, ed era una quindicenne, appunto. Sono passati più di vent’anni, se non sbaglio. Trovo piuttosto offensivo che ad una persona (sia Ambra o chiunque altro) venga contestato il diritto di esprimere opinioni o si dia per scontato che le sue opinioni siano sceme per una cosa che ha fatto vent’anni fa, quando era persino minorenne. Se trovi che dica delle sciocchezze, ribatti nel merito.

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  5. @Gigi: Mah, guarda, Gigi, addossare la colpa a Bersani di una cosa qualsiasi mi fa un po’ ridere, porello, visto che a stento mi pare in grado di allacciarsi le scarpe. Addossarla al solo Berlusconi, l’ho detto tante volte, è altrettanto assurdo: Berlusconi è un sintomo dei mali di questo paese, non la causa di essi. Sono però anche piuttosto stufa di dire e di sentirmi dire che la “colpa” sarebbe, indistintamente, di tutti. Ognuno si faccia un singolo esame di coscienza, guardi non solo chi ha votato ma anche i comportamenti pubblici e privati che ha tenuto o condiviso, e si chieda, una volta tanto seriamente e senza mascherarsi dietro al “ma lo fanno tutti, il mondo va così”, se questi hanno contribuito o meno allo svacco cui stiamo assistendo. Se ha contribuito, la “colpa” è sua.

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  6. @Galatea
    Su questo sono d` accordo.
    Per questo non vedo il motivo di prendersela con il Berlusconi (o il Bersani) di turno.
    Loro rappresentano il passato.
    Gigi

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  7. Beh, la canzone degli Articolo è del 1996, quindi faceva riferimento a quello che Ambra rappresentava in quel periodo: la quindicenne che cantava T’appartengo e conduceva Non è la Rai.
    Fortunatamente, i quindicenni si evolvono. Anche perché, a ben guardare, non credo esista qualcuno in grado di guardare ai suoi quindici anni senza avere almeno un mezzo brivido di ribrezzo o di “mio dio, ma cosa diavolo stavo facendo”.
    E se lo dice una che a quindici anni sembrava una Rosy Bindi in erba e adesso a 23 anni è seconda in linea diretta di successione per il trono dell’inferno…
    Lady Mercury

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  8. La canzone non diceva anche ” a Sanremo ha vinto Bossi/ che è tornato a cantare?”
    🙂
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  9. A me può andare anche bene Ambra presidente, basta che non tenga un auricolare collegato con Tremonti (visto che il caimano sarà intanto andato a svernare ad Antigua).

    Saluto. 🙂

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  10. Ambra e la Minetti. Le voterei entrambe più volentieri di Bersani o Vendola o la Bindi e Fini? Maroni? Tremonti? Berlusconi? dovessero obbligarmi a scegliere tra uno degli attuali due schieramenti.

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  11. Purtroppo ho perso Annozero e non ho potuto vedere. Lo vedrò presto!
    Per caso ieri Annozero ha fatto vedere qualcosa sulla protesta di alcune operaie a Latina? Sul nostro blog stiamo raccogliendo le note dell’occupazione scritte direttamente da loro.
    Sarebbe importante che i blog potessero dare voce a questa situazione, praticamente dimenticata!
    Metto qui il link , sperando di aver colto l’attenzione.
    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/17/strip-tease-dei-diritti-1/
    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/18/lo-strip-tease-dei-diritti-23/
    Comunque trovo sempre molto fruttuoso venire qui e leggere i commenti. Mi danno molto motivo di riflettere!

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  12. @nomedelblog: Neanche nei suoi periodi peggiori mi risulta che Ambra sia stata sfiorata dal sospetto di fare la né la prostituta né la maitresse. Vedi, Nomedelblog, a me tu stai molto simpatico. Ma questo tuo non renderti mai conto che ci sono sfumature e che non tutti sono uguali a tutti è un limite pesante, secondo me.

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  13. ovviamente non considero Ambra e la Minetti buone candidate in senso assoluto. credo si capisse che il paragone era fatto per dare addosso all’attuale, vecchia (nelle idee), classe politica. più o meno quel che hai fatto tu.
    e – una volta tanto! – io non ho frainteso te, ma il contrario: che la minetti ha fatto la maitresse e ambra no (di boncompagni ho sentito qualcosina, era già scomparso da che ricordo io, quindi prendo per buono il no) PER ME DAL PUNTO DI VISTA POLITICO NON CAMBIEREBBE NULLA (dirò di più: neanche dal punto di vista personale). Tutt’alpiù (si scrive così?) è politicamente negativo che abbia fatto la maitresse compromettendosi con Berlusconi – ma è una sottigliezza che, visto che si tratta di una provocazione non di potesi reali, non starei a considerare.
    fossi stato meggiorenne ed in possibilità di farlo, nel periodo in cui i radicali oltre alle pagliacciate solite qualcosina di importante la facevano, avrei votato cicciolina. per dire.

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  14. Ho visto e sentito Ambra parlare giovedì sera a Annozero e non direi che le sue erano ciance.
    Non la definirei neanche “porella”, o Galatea.
    Mi suona un po’ paternalistic/supponent/spocchios, anche se poi prendi le sue difese.
    Invece, in effetti mi è sembrata una giovane donna intelligente e seria.
    Ha parlato in buon italiano, con coerenza e passione esponendo semplicemente le sue idee. Idee che probabilmente le sono state richieste come donna di spettacolo, ma che ha esposto con toni molto tranquilli, come le avrebbe esposte una qualunque altra donna che svolgesse un qualunque altro lavoro più comune del suo.
    Tra l’altro una ragazza che a quindici anni diventa un personaggio famoso come allora era famosa Ambra, e me la ricordo bene, e che poi riesce a mantenere la testa a posto, a farsi una famiglia (non perché la famiglia sia l’unico destino cui ambire, ma nel senso che non si è persa tra puttanai e/o stupefacenti come spesso succede agli enfant prodige), (con quel figo di Francesco Renga tra l’altro), e a riciclarsi inventandosi un suo ruolo da attrice, non eccelsa, ma onesta, dico, una che insomma riesce a rimanere una persona normale dopo quel tot di frullatore mediatico negli anni dell’adolescenza, secondo me ha anche una marcia in più.
    C’è di peggio. Di molto peggio.

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  15. Di Ambra si sa da tanto che è una persona seria, che usa la rinomanza datale dalla professione e dal suo esordio per portare avanti le sue idee, che per quanto è dato di vedere (o meglio di ascoltare) sono meditate e frutto di autentica convinzione

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  16. Sì, sono d’accordo. E dire che Ambra mi è stata davvero antipatica, specie quando grazie a lei è naufragato un programma bellissimo della Rai Due di Freccero (Carosello) al quale mi è capitato di lavorare.
    Ma l’altra sera da Santoro sembrava un gigante di buon senso e passione politica.
    Come diceva Marx (Groucho) “O Tempora! O Morris!”

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  17. @Galatea:
    Sull’addossare la colpa a questo o a quello condivido, è esercizio facile e di immediata autosoddisfazione. Un buon modo per tirarsi fuori e dare la colpa a qualcuno che non siamo noi che, magari, non abbiamo fatto niente per contrastare o stimolare chi di dovere o rappresentare.
    Ma Berlusconi una enorme responsabilità del travaso antropologico della fine del secolo ce l’ha bella e grossa.
    E’ vero quanto affermi: “Berlusconi è un sintomo dei mali di questo paese” ma devo aggiungere che è anche, in parte consistente, la causa di essi. Ne ha tratto vantaggi, benefici, potere, senza peraltro restituire qualcosa di positivo ai suoi concittadini, alle istituzioni, al Paese e alla sua crescita.
    Credo che la natura “maiuetica” del suo progetto culturale (la tivù generalista) si sia espressa principalmente nel far rinascere tutto il grottesco e l’inverosimilmente volgare di cui siamo capaci. Egli si è fatto levatrice di una sorta di Frankenstein (vado per metafore eh? Non t’arrabbiare con me, te ne prego) che nella nostra natura era latente. Come qualsiasi cosa che dorme nel profondo, sia questo un virus o un difetto genetico che si scateni come malattia autoimmune, stuzzicare il mostro dal suo sonno è sempre e comunque portatore di sciagure.

    Questo non può sottrarci dalla nostre personali responsabilità. E’ vero. Anche io non condivido l’idea di una colpa indistinta e collettiva e che ciascuno ha le proprie responsabilità e colpe ma non vorrei che, a causa di questo moto di ripulsa per le generalizzazioni, si confonda Cesare con le sue truppe.
    Non vorrei che alla fine di tutto venisse dimenticata l’immensa responsabilità del singolo che, dalla sua posizione di predominanza, con diretta e precisa volontà ha scatenato tutto questo.

    Me lo ricordo il discorso che Egli fece per annunciare la sua discesa (e non la sua salita) in politica.
    Pur non conoscendolo affatto e perciò senza avere come base un preconcetto ideologico o alimentare ne ho tratto un immediato disagio. Non ero, già al tempo, un pischello ignorante dei fatti del mondo e della natura umana e perciò ne rimasi turbato, intimamente preoccupato. E il mio turbamento non fu profetico ma solo ragionevolmente avveduto.
    Tutto quello che avevo previsto si è poi insistentemente avverato.

    Ma non facciamone l’unico artefice, su questo non posso che condividere, niente da dire, Egli non è un Bruto minore, un succedaneo imitativo di qualcosa o qualcuno come molti vorrebbero che fosse. So che è di difficile definizione ma Egli somiglia, in effetti, a infinite persone e ne ripete ossessivamente i tic e le negative virtù, abilità nell’essere quel che è senza pudore alcuno, fino al paradosso infantile più sconcertante.
    E questo è molto più che un esempio negativo per tutti, è sdoganamento assoluto in quanto gesto incarnato nel “Corpus” del Sovrano.
    Non posso prescindere da questa impressione. Non ci riesco proprio.

    Tornando a quanto dici, me lo sono fatto un esame di coscienza e i miei comportamenti pubblici e privati potrebbero anche (bontà mia) assolvermi. Ma una volta assolto che cosa cambia nella mia vita e in quella dei miei concittadini? Niente, resta affar mio e buonanotte. Bravo, andrò in Paradiso senza passare dal via, mi daranno in premio il Bischero d’oro!
    Perciò, comprendi perché mi sento infinitamente offeso da chi mi rappresenta e da chi mi governa?
    Provo una profonda pena per costui senza però dimenticarne le responsabilità profonde. Come dire: se io investo un uomo con la mia auto non posso dare la colpa al costruttore dell’auto.
    Se la natura umana ci rende fragili e lo svacco generale è responsabilità dei singoli, che responsabilità avrà colui che getta benzina ed etere sulle braci? Quali enormi responsabilità avrà colui che venderà alcoolici agli ubriachi, distribuirà bastoni ai violenti, bustarelle ai corruttibili, caramelle ai diabetici, appartamenti e auto alle favorite e uno specchio in cui potersi guardare alle brutte e intelligenti?

    Sempre più forte sento urla e strepiti da parte della politica, sempre più sensibile sarà il rischio di balcanizzazione dei conflitti.
    E chi urla di più ed ha più accesso all’immaginario collettivo arrapato scatenando istinti fin qui rimossi o contenuti, non siamo certo noi singoli.
    Questa enorme responsabilità di “cattivo maestro” dovremo lasciarla al cattivo Generale.
    Questo, con infiniti dubbi io penso.

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