Il problema delle donne come Luisa è che esistono. Da quel momento in poi, non c’è nulla che si possa fare per fermarle. Perché loro esistono, e non si limitano ad avere una esistenza normale, come tutte. No, la loro è la esistenza più sfigata, complicata, terrificante del mondo, una lotta contro il Fato, una guerra al Destino.
Per dire, si sono sposate? Sì, e il loro matrimonio, manco a dirlo, va benissimo, perché sono innamoratissime del marito, ci mancherebbe, mica sono come quelle sciacquette che non si sanno trovare un uomo o non se lo sanno tenere a lungo, certo sempre per loro colpa. È il Destino, però, che congiura contro di loro. Perché le donne come Luisa, se hanno un uomo, ne hanno uno che nel suo lavoro è ovviamente un campione, ma è tanto sfortunato, perché i suoi alti meriti non sono mai riconosciuti per colpa di colleghi insopportabili e capi che madonnadiddio che l’han con lui; e allora gli fanno fare i peggio turni, o lo mandano sempre in trasferta all’altro capo dell’universo, dato che sono cattivi e vogliono mandare in rovina il matrimonio. Che a te viene il sospetto sia lui a chiedere trasferte sempre in capo al mondo, per non dover sopportare la Luisa, ma no, invece, è perché i colleghi sono bestie invidiose, e i capi poi!
Hanno figli? Le donne come Luisa hanno figli. È un dato di fatto. E naturalmente hanno figli buoni e bravi e rispettosi ed educati, e anche un po’ geniali. Ma tanto sfortunati, come il padre, perché a scuola trovano tutti i professori che ce l’hanno a morte con loro, e non li capiscono; per non parlare dei compagni e degli amici delinquenti, che loro sono troppo buoni per non frequentare, e li trascinano sempre in guai inenarrabili.
E poi, le donne come Luisa, hanno cognate e sorelle e suocere. Sempre. E tutte che, nonostante salamelecchi e sorrisi, le odiano perché sono invidiose. E allora passano il tempo a complottare ed ordire tramacci per mettere in difficoltà Luisa, tentando di umiliarla. E non ci riescono mai, perché lei è furba e le sgama, però ci provano con una costanza da cattivo dei fumetti, e anche con la stessa sproporzione nell’uso dei mezzi, dato che son capaci di mobilitare qualsiasi cosa, dai tornadi alle epidemie, ai ricoveri in ospedale solo per far fastidio a Luisa, o ai suoi.
E le donne come Luisa piangono e si disperano, ma sono orgogliose, perché quando ti agguantano al bar non par loro vero di narrarti per filo e per segno questa vita epica che conducono, con tutto il mondo coalizzato contro di loro, e loro che resistono, indomite, come eroine. Ci tengono a farti sapere che le loro disgrazie sono uniche, irripetibili, più disgrazie di quelle altrui anche quando sembrano – ma solo sembrano – semplici cazzate, i normali contrattempi di una vita normale, perché non c’è nulla di normale nella loro vita.
E’ inutile cercare di dir loro che quelle che narrano non sono poi tragedie, ma banalissime scocciature che capitano a tutti, solo che gli altri stanno zitti e via. Ti guardano incavolatissime, fai parte del complotto universale contro di loro, ti si azzeccano ancor di più per spiegarti quanto hai toto. per liberarsene, bisogna assumere un’aria ugualmente triste, speculare alla loro, interromperle e dare il via ad una sequela di recriminazioni identiche su identiche scemenze, ma raccontandole come se fossero peripezie molto ma molto ma molto più drammatiche delle loro: epiche code alla posta con computer non proprio rotti, ma lenti, complicate storie di bici che non si fermano allo stop ma quasi – dico quasi – ti han fatto finire fuori di carreggiata, epopee su unghie rotte proprio quando ti servivano per digitare il numero dell’amore della tua vita. Allora le Luise si stanno zitte, perché capiscono di aver di fronte una capace di trasformare la vita in tragedia con materiale persino più scarso di quello che han loro. E nel loro ritirarsi zitte c’è una forma di rispetto, verso quella che riconoscono come una concorrente, e pericolosa.
Secondo me, le Luise, troppi romanzi vittoriani si son lette 😉
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Le Luise si moltiplicano rapidamente….ne trovi sempre di più e finisci per andare a fare la spesa lontano pur di non incontrarle!!!
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Quando poi te le sposi …. 😦
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Suppongo che volesse dire “torto”, prof. Manca anche una maiuscola. Ahi ahi ahi!
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Secondo me dovresti fingerti ubriaca al bar e collassarle davanti, facendo tonf con la testa sul tavolo.
Sei brava, io non avrei balle di starle a sentire. piuttosto pianto la rissa col primo che passa.
Buuu alle Luise perniciose.
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ah vedi! pensavo che le Luise infestassero solo la mia vita invece con piacere noto che sono una costante nella vita di tutti! le hai proprio fotografate bene bene!
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Ah! Quante Luise conosco! Sanno rendersi la vita un inferno, e la rendono tale anche a te se solo hai la sfortuna di capitare sotto le loro grinfie! L’unica è riderne..http://counselinglifestyle.wordpress.com/2010/06/29/puoi-rendere-la-tua-vita-un-inferno/
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Divento una Luisa se dico che la mia compagna alle volte e’ un po’ Luisa?>_<
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Ma una revolverata a Luisa? Io purtroppo spesso e volentieri risulto essere il confidente perfetto e quindi….giù con le lamentele, i presunti soprusi e piagnistei…ops…mi sto trasformando in un Luiso! (esistono i Luisi o è prettamente femminile come deformazione?)
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Ehmmm….mi chiamo Luisa. Essere una silente ma appassionata e fedele fan di Galatea farà una benché minima differenza?
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