Salonina Matidia, la suocera più amata dell’impero romano

Accadde Oggi, 4 luglio 68 d.C. nasceva Salonina Matidia, nipote di Traiano, suocera di Adriano e nonna di Marco Aurelio.

Salonina Matidia, la nipote preferita dell’imperatore Traiano

Salonina Matidia, il nome dice poco ai più. Giustamente, anche, perché Matidia non fu nemmeno imperatrice o figlia di imperatori. Di un imperatore, Traiano, fu però nipote. Era figlia infatti di Ulpia Traiana, sorella di Traiano, e di un senatore di Vicentia, abbastanza oscuro ma ricchissimo. Già allora, lasciatemelo dire, il Nordest era zeppo di veneti pieni di schei.

Salonina Matidia e le donne toste della corte di Traiano

Salonina Matidia, detta anche Matidia Maggiore per distinguerla dalla figliola Vibia Matidia, fu considerata dalla zio e dalla zia, che non avevano figli propri, come una era erede. La casa di Traiano, del resto, era un mondo di donne. Mentre Traiano era in giro per l’impero a combattere con le sue legioni, l’amministrazione spicciola e la politica erano largamente influenzata da questa cerchia di donne colte e determinate.

Plotina, la silenziosa moglie factotum di Traiano

La prima era la moglie di Traiano, Plotina. Anche lei veniva dalla Gallia e da una famiglia defilata e ricchissima. Probabilmente non si aspettava, da giovane, di diventare imperatrice, ma al massimo la moglie di un governatore di province. Il matrimonio con Traiano fu saldo e lunghissimo, soprattutto per la media dei matrimoni romani, in cui i divorzi fioccavano come la neve a dicembre. Plotina e Traiano invece furono una coppia di potere silenziosa e duratura. Non si sa quanto felice. In realtà Traiano pare che, come Adriano, preferisse i bei giovinetti alla moglie, e questo forse fu uno dei motivi per cui la coppia non ebbe figli. Plotina però si organizzò con la sua consueta pragmaticità. Si costruì una cerchia di amici intellettuali, filosofi e funzionari, e soprattutto strinse alleanze di ferro con la cognata e con le nipoti. Resse l’impero attraverso questi legami, di cui Matidia fece parte e in cui giocò un ruolo fondamentale.

Matidia imprenditrice edile di successo

Salonina Matidia era ricca. Una imprenditrice di successo. Come tutte le donne della casa di Traiano aveva in mano i cordoni della borsa di casa. Le sue sostanze erano costituite di grandi fondi agrari in svariate parti dell’impero. Oltre che a Vicentia, aveva terreni a Ostia e in Africa. Ma il grosso dei suoi denari non veniva dalla terra ma dalla produzione e dal commercio di tegole e mattoni. Era una imprenditrice nel ramo delle figuline le fabbriche di materiale per l’edilizia. E in un impero in cui nuovi territori erano stati acquisiti dallo zio e si costruivano continuamente nuovi monumenti (il genero Adriano aveva il mal della pietra ed edificava a rotta di collo) lei guadagnava come i palazzinari romani negli anni del boom.

Matidia, la ricca suocera di Adriano

La mossa vincente di Plotina fu il matrimonio di Adriano con Sabina, la figlia di Matidia. Non fu facile perché Traiano non voleva sentire parlare del matrimonio. Per convincerlo, Plotina e Matidia dovettero sudare sette tuniche. Adriano era un lontano cugino di Traiano, ma i rapporti fra i due furono sempre un po’ burrascosi. Traiano non amava tutto ciò che poi rese grande Adriano. Da soldato non gli piacevano i vezzi intellettuali del cugino e considerava la passione di Adriano per poesia, filosofia e architettura una mania da radical chic. Odiava anche la tendenza di Adriano ad avere relazioni chiacchierate senza curarsi troppo dei pettegolezzi. Non si contavano le matrone romane e i bei giovinetti che Adriano si era portato a letto. Le malelingue dicevano che fra le matrone vi fosse anche Plotina, l’imperatrice. Che fosse o meno un pettegolezzo, fatto sta che Adriano andò sempre più d’accordo con la zia Plotina e con la suocera Matidia che non con lo zio Traiano e la moglie Sabina.

I misteri sulla morte di Traiano

Anche la morte di Traiano fu al centro di feroci pettegolezzi, ed ancora una volta Plotina e Matidia furono al centro di un uragano. Traiano venne colpito da un malore mentre tornava indietro dalla campagna contro i Parti. il corteo imperiale fu costretto a chiedere ospitalità nella casa di un mercante, e qui, stando alle fonti, Traiano peggiorò. Plotina e Matidia dovettero gestire l’emergenza. Non solo la malattia dell’imperatore, che via via si rivelava sempre più grave, ma soprattuto la mancanza di un erede designato. Adriano era nei paraggi, ma, nonostante fosse cugino di Traiano e genero di Matidia, non era mai stato adottato ufficialmente dall’imperatore. Traiano assai probabilmente non avrebbe potuto adottarlo più, perché era in coma e non riprendeva conoscenza. Così, stando alle chiacchiere di corte, Plotina e Matidia presero in mano la situazione. Plotina redasse un falso atto di adozione, e lo fece firmare a Traiano guidando la mano di un uomo ormai in coma, se non già morto.

Matidia, suocera dell’impero

Nessuno oltre a Plotina e Matidia sa veramente cosa sia successo in quella camera da letto. Matidia, energica quanto la zia e ugualmente reticente sull’accaduto, tornò a Roma da suocera imperiale. Fu lei a scortare le ceneri di Traiano nel suo luogo di riposo eterno, la tomba alla base della Colonna traiana.

Il genero le fu sempre grato. Alla sua morte scrisse e pronunciò una orazione funebre commovente, riversando sulla suocera tutti i teneri apprezzamenti che invece non ebbe mai per la moglie Sabina. I due infatti si sopportarono a stento, passando la vita ad ignorarsi reciprocamente o forse a meditare di farsi reciprocamente fuori.

Adriano, il principe consorte a Villa Adriana

Sabina però ereditò dalla madre i soldi e le imprese. Guardate la meravigliosa Villa Adriana. Fu costruita grazie ai soldi di Sabina e di Matidia, perché, anche se pochi lo sanno, la villa era in realtà proprietà di Sabina.

Adriano, l’imperatore, nella villa che lo ha reso famoso, in realtà era solo un principe consorte.

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