Valentiniano III, il ragazzo che affondò l’impero Romano

Accadde oggi: il 2 luglio 419 nasce Valentiniano III, l’ultimo vero imperatore d’Occidente, che contribuì ad affossare definitivamente Roma e l’impero romano d’Occidente.

Valentiniano III, papà Costanzo III e la difficoltà dell’impero d’Occidente

Non è simpatico, Valentiniano III, come non lo sono quasi mai quelli che si rivelano non all’altezza del compito a loro affidato. Il compito però era difficilissimo, fra Unni che arrivano da tutte le parti, sorelle cretine, generali ambiziosi come Ezio e cortigiani intriganti.

Quando sale sul trono è il 421 e Valentiniano ha due anni. Papà Costanzo III era uno dei generali più famosi dell’impero, e, cosa strana per i tempi, non era nemmeno di origine barbara. Si era formato alla scuola di Stilicone, e poi aveva provveduto a mandare a morte gli assassini del suo vecchio capo. Era stato fedele ad oltranza ad un altro imperatore fanciullo, Onorio, poco stabile e poco sveglio, combattendo per lui barbari a tutto spiano. Come premio per tanta fedeltà aveva chiesto di sposare Galla Placidia, sorella di Onorio. Era un modo per candidarsi al trono. Gli riuscì.

Galla Placidia e la complicata successione di Onorio

Ma la sorte scombinò i piani. Poco dopo la nascita dei due figli Costante III morì improvvisamente, lasciando Galla vedova e l’impero con un nuovo problema di successione. Onorio non aveva figlioli suoi, e, visto che il suo passatempo preferito era dar da mangiare alle sue galline e l’unico blando interesse sessuale lo aveva dimostrato mettendo le mani addosso alla sorella Placidia, fuggita per questo a Costantinopoli, era improbabile che riuscisse a concepirne.
Alla corte di Costantinopoli quindi zio Teodosio II era imparpagliato. Valentiniano era un pupetto. Quando zio Onorio morì all’improvviso, la situazione rischiava di esplodere.

L’usurpazione di Giovanni primicerio e l’ascesa di Valentiniano III

Alla corte di Ravenna un certo Castino fece proclamare imperatore dal senato Giovanni, che era un primicerio, cioè il capo della servitù di Palazzo. È uno dei rari casi della storia in cui il colpevole è il maggiordomo. Comunque Teodosio capisce che non è più il caso di tergiversare. Piglia zia Galla e la manda con il pupo e la figliola più grande, Onoria, a Ravenna e proclama il piccolo Valentiniano III imperatore.
Giovanni Primicerio viene fatto fuori subito, del resto è un maggiordomo e di guerra e politica ne capisce poco. Impossibile però da fare fuori è il suo braccio armato, il generale Ezio, magister militum osannato dai suoi soldati. Quando arriva Ezio capisce che bisogna trovare un accordo con i nuovi regnanti. Anche Galla Placidia, che è donna sveglia, sa che la trattativa è l’unica strada se vuole preservare il trono al piccolo Valentiniano, anche se Ezio le sta cordialmente sulle scatole. Inizierà fra i due una partita a scacchi fatta di mosse e contromosse che si snoderà
per decenni.

Ezio padrone dell’impero e la costante tensione con Galla Placidia

La famiglia è quella che è. Valentiniano appena cresce dimostra subito di aver ereditato l’instabilità mentale delle due dinastie, quelle dei Valenti e quella dei Teodosi. Galla Placidia lo fa fidanzare con la cugina, Licinia Eudossia, altra donna sveglia, ma che poco può contro gli eccessi del marito. Soprattutto perché non riesce a dargli il tanto sospirato figlio maschio. Ezio, che nel frattempo sconfigge barbari come se non ci fosse un domani, ne approfitta per tentare di far fidanzare il figlio Gaudenzio con una delle figlie di Valentiniano ed Eudossia. È un modo per mettere le mani sul trono, e lo capiscono tutti. Ma cosa puoi fare quando hai gli Unni alle porte ed Ezio pare l’unico in grado di tenerli fuori?

Onoria, la sorella di Valentiniano, e il fidanzamento con Attila

Valentiniano abbozza, per quanto mal volentieri. Ci si mette pure la sorella, a combinar casini. Si innamora di un servo, l’amministratore di uno dei poderi di famiglia. E passi. Ma la cretina resta incinta, senza essere sposata, e in una corte di cattolici bigotti. Per salvare la faccia accusano l’amante di stupro, le tolgono il bimbo appena nato e la spediscono a Costantinopoli, cercando di organizzare un matrimonio riparatore con un senatore vecchio e intronato. Lei però non ci sta, e manda una lettera ad Attila, chiedendo aiuto. Attila coglie la palla al balzo e dice di essere disposto a sposare lui la principessa disonorata, al modico prezzo di prendersi mezzo impero come dote. Valentiniano s’incazza e rifiuta, ma Attila gli invade l’Italia, e lui ha da opporgli solo una delegazione di senatori esangui e il Papa di Roma che va a intercedere. Per fortuna scoppia una pestilenza, e Attila torna nelle sue pianure dell’Europa centrale. Onoria non si capisce bene che fine faccia, ma non la sentiamo nominare più.

Valentiniano e l’omicidio di Ezio

Non che questo risolva le questioni in famiglia. Valentiniano, ormai adulto, è sempre più fuori controllo. La moglie lo annoia, e lui mette gli occhi sulla moglie di un senatore della famiglia degli Anici, la più potente di Roma. Siccome Petronio Massimo però è pieno di debiti di gioco, Valentiniano lo convince, abbonandoglieli in cambio di una notte con la moglie. Sembra la trama di un filmaccio, invece la donna viene attirata a palazzo da un falso messaggio del marito, e Valentiniano le salta addosso. Lei pianta il marito offesa, ma Petronio Massimo diviene il consigliere preferito di Valentiniano.
La prima mossa dei due è far fuori Ezio, che è sempre lì a chiedere che il figlio si fidanzi con una delle due figlie di Valentiniano. Si organizza un agguato. Valentiniano invita a cena Ezio (abbiamo capito che le cene a palazzo con Valentiniano meglio di no!) per discutere del matrimonio. Ma nel mezzo della conversazione amichevole, mentre si discute sulla lista di nozze e la sistemazione degli invitati ai tavoli, zacchete! Valentiniano tira fuori una spada e ammazza Ezio, così sorpreso che non riesce nemmeno a dire bah.

La morte di Valentiniano: Petronio Massimo usurpa il trono

A questo punto Valentiniano crede di essersi sbarazzato di un rivale, ma in realtà è rimasto solo con un traditore. Petronio Massimo zitto zitto contatta due ex guardie unne di Ezio, e li convince a vendicare il loro ex datore di lavoro. I due si avvicinano a Valentinano e zacchete! Lo fanno fuori, rendendogli pan per focaccia.
Pochi lo piangono, dentro e fuori l’impero. L’unica che forse l’abbia mai amato davvero era la madre Galla Placidia, ormai morta. La moglie lo sopportava a stento da vivo, da morto lo ignora, e ha altre grane a cui pensare. Petronio Massimo la vorrebbe costringerla a sposarlo, visto che si è proclamando imperatore. Ma Licinia Eudossia scombinerà le carte a tutti. Dalla cognata Onoria ha imparato qualcosa. L’imperatrice preferirà contattare Genserico, re dei Vandali, e invitarlo a saccheggiare Roma, seguendolo poi con le figlie. Ma questa è un’altra storia, e la racconteremo in un’altra puntata.

Ps. L’immagine di copertina, presa da Wikipedia, si è pensato per lungo tempo che ritraesse la famiglia imperiale, cioè Galla Placidia, Onoria e Valentinano. Non è così, ma rende bene l’epoca e aiuta a farci un’idea del tipo di volto che potevano avere i protagonisti della nostra storia.

6 Comments

  1. Bel modo di raccontare la storia,leggero,scorrevole… tutto perfetto. Solo una cosa mi chiedo: perché dare della cretina ad una donna che si innamora di un servo? La leggerezza e l’ironia fino ad un certo punto ma poi si oltrepassa il limite.

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