Milena, i problemi della scuola in Italia e i corsi di aggiornamento per i docenti del Sud

Milena è la mia migliore amica, ma questo, una volta tanto, non conta. Quello che conta è che è una splendida insegnante di Italiano, Storia e Geografia. Ha lavorato per anni in Veneto, finché, per motivi di cuore, è emigrata ancora più a nord, in Trentino, spostandosi in un ameno paesetto di montagna, di quelli dove la gente per strada ti saluta quando ti incontra e le case hanno le porte aperte. L’unico altro foresto passato da quelle parti è stato Garibaldi, ma lui non ci si è trasferito, per cui Milena è l’unica “straniera” rimasta lì da tempi immemorabili. Straniera imbarazzante, perché, oltretutto, è di Palermo: lì non solo è nata, ma ha preso anche la laurea.

Non appena è arrivata nella nuova scuola, l’hanno però subito adorata: non solo perché Milena è una persona che umanamente non si può non adorare, ma perché è insegnante competentissima, preparata. In una parola, brava. Se avessi un figlio, confesso che, pur di farlo finire nella sua classe, prenderei in considerazione l’idea di trasferirmi lassù, e tenete conto che io odio le montagne. A metà anno, una delle mamme dei suoi allievi, al colloquio, le ha detto queste testuali parole: “Per risolvere i problemi della scuola italiana, professoressa, la soluzione sarebbe semplice: basterebbe clonare lei e affidarle tutte le classi.”

Sono convinta che Milena, che è una docente del Sud, dovrebbe fare un corso di aggiornamento: a tutti noi colleghi nordici, tanto per cominciare. E, se le avanza tempo, magari anche ad un Ministro.

12 Comments

  1. una delle cose che impressionano di più di questa faccenda è l’assoluto pressapochismo della classe politica.

    i dati ocse-pisa dicono che gli studenti del sud sono meno preparati di quelli del nord? colpa degli insegnanti meridionali. i dati ocse-pisa dicono che gli studenti del nrd sono preparati quanto quelli dei paesi scandinavi? merito…? o cavolo, non posso dire che è merito degli insegnanti perchè giusto ieri ho dichiarato che al nord ci sono troppi insegnanti meridionali… mumble mumble… ehm…vabbè sto zitto va

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  2. Dalla mia personale esperienza di genitore/insegnante,
    non mi sento di essere totalmente in disaccordo con il ministro.
    Alcuni punti/spunti di riflessione che propongo.
    Sinceramente non ho mai capito il motivo per cui quasi gli insegnati laureati del sud
    che ho conosciuto hanno sempre 110 e lode salvo poi venirmi a chiedere delle nozioni o
    risoluzione di problemi di matematica (la mia materia), la cui conoscenza ritengo basilare per
    un insegnamento serio in un liceo scientifico.
    Non si riesce a capire perché qui al nord dobbiamo assumere insegnanti del sud i quali dopo due settimane
    di insegnamento i primi di ottobre si mettono in malattia fino a giusto il 23 di dicembre (esperienza realmente vissuta
    alle scuole medie), costringendo il preside a nominare un supplente per 4 mesi e impedendo una corretta continuità didattica.
    Non si riesce a capire perché la maggior parte delle volte che si chiede ad un insegnante del sud uno sforzo in più di qualche ora
    ci siano sempre diritti da accampare, ma non senta mai nessuno invocare il dovere di preparare bene gli studenti.
    Non si riesce a capire perché (altra esperienza realmente vissuta) i fautori dei nuovi metodi didattici tipo insegnare storia
    con le immagini siano sempre proposti da insegnanti del sud.
    So benissimo che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma non mi sento di difendere comunque a spada tratta gli
    insegnanti impreparati siano essi del nord e del sud
    zerocold

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  3. Dalla mia personale esperienza come insegnante, ti posso assicurare che gli insegnanti impreparati che ti chiedono le cose più incredibili sono anche del nord: io ricordo una collega che correggeva res publica in rea publica perchè in latino è femminile, un altro, anche lui rigorosamente nordico,che da anni si prende il congedo parentale tre giorni a settimana, non perchè i figli abbiano bisogno, ma perchè ha fatto il calcolo che così riesce ad arrivare alla pensione facendo il meno possibile (per altro, prendendoselo a pezzettini, impedisce di nominare un supplente, così la continuità didattica nelle sue classi è una pura utopia). Nessuno difende a spada tratta gli insegnanti impreparati, e ce ne sono, anche se alle volte ho l’impressione che siano poi molto meno di quello che la comune opinione pensa: ma mi sembra ancora più assurdo pensare che la preparazione o l’impreparazione di una persona possano essere determinate dall’area geografica di appartenenza. Sarebbe come dire che allora non ci si dovrebbe fidare neppure dei medici o degli avvocati del sud, o degli scienziati nati, chessò, tra le valli alpine, perchè, in quanto montanari, possono essere adatti giusto a pascolar capre.

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  4. mi permetto di rispondere che sempre per esperienza alla prova personale dei fatti su 10 docenti del sud i veramente preparati nella loro materia sono 3 mentre per insegnanti del nord vedo che arrivano anche a 5 su dieci. Il punto è, alla tanto sbandierata superiorità culturale del sud sul nord, corrisponde poi una effettiva migliore preparazione. Mi sembra significativo che gli scandali degli esami comprati e delle prestazioni sessuali per passare gli esami siano statisticamente tutti concentrati al sud.
    zero

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  5. Brava Galatea!
    Mi mancavano i post sulla tua Malena trasferita in montagna (c’e n’erano di altissima qualità sul tuo vecchio blog). E sopratutto mi è piaciuto questo modo di diffendere quello che è giusto e rispondere educatamente i commenti un po’ polemici.
    Sto pensando sul serio anch’io di trasferirmi con le mie figlie a studiare da te. Ci vuole la residenza? Siamo moooooolto a sud, ma dal fisico nordeggiante e la testa universale.

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  6. @->pgiacome: infatti, lo scandalo sessuale del momento, quello del concorso truccato alla facoltà di medicina se non sbaglio è ambientato a Torino, una nota città della Calabria, se non sbaglio….

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  7. si ma certamente a torino il prof e la studentessa lasciva saranno come minimo campani 🙂

    per non parlare del fatto che per la mia esperienza personale il 61,37% dei professori di Milazzo che ho incontrato hanno fatto avances alle loro studentesse, mentre tra quelli di Aosta solo il 28%. scarso.

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  8. Per la verità si sa da anni che scandali analoghi avvengono anche nelle università del nord, ma il guaio è che lì, spesso, non vengono nemmeno denunciati. Non è una questione di nord o sud, credimi.

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