Patrizia tells a Story

Patrizia D’Addario, la donna coinvolta nelle inchieste baresi sul giro di ragazze reclutate per le feste da Berlusconi, era candidata in una lista comunale, chiamata “la Puglia prima di tutto”.

Ah, si chiama “Puglia” adesso.

La donna ha accompagnato ai comizi per tutta la campagna elettorale Raffaele Fitto, Ministro per i Rapporti con le Regioni.

Be’, come esperta di rapporti non aveva rivali, in effetti.

La Procura di Bari è preoccupata del fatto che a Palazzo Grazioli le ragazze sarebbero entrate senza alcun controllo.

Smentita immediata dello staff: venivano accuratamente misurate la lunghezza delle minigonne e dei tacchi a spillo.

La D’Addario afferma pure di essere andata fino a Roma ed essersi fermata a Palazzo Grazioli una notte con il Premier perché voleva far sbloccare una pratica edilizia a Bari.

Ha ragione la Lega, sono i guai di uno Stato troppo centralista. In uno Stato federale, per sbloccare una pratica in Comune, al massimo devi starci con un assessore.

Però il Giornale denuncia il caso di “Liliana”, collaboratrice di un deputato dell’Italia dei Valori, che la pagava in nero per far da ufficio stampa.

Vergogna! Era l’utilizzatore finale dei suoi comunicati, e non la invitava nemmeno ad una festicciola a casa….

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