Ma tu voti alle primarie?

urna-elettoraleMa tu voti alle primarie?”

Mi ricordo che, quando di furono quelle fra Veltroni e la Bindi, la domanda me la facevano ad ogni più sospinto, amici e parenti di centrosinistra. Non si riusciva a fare un passo, senza che mi sentissi porre la questione.

Ma tu voti alle primarie?”

E quando io rispondevo: “No, manco per i tacchi, non è il mio partito, non mi ci riconosco.” tutti mi guardavano con un che di delusione mista a sconcerto. Manco loro, chiarivano subito, avevano poi ‘sta gran fiducia del Pd, eh, però votare alle primarie era un’altra cosa, era un segno di stima, era una sorta di pacchetta sulla spalla di incoraggiamento.

Così la domenica mattina li ho visti tutti in coda al seggio improvvisato, la scheda in mano, il sorriso sulle labbra, l’euro già pronto nel palmo e un muto rimprovero nei miei confronti, che dinnanzi al seggio ho tirato diritta, celando, lo ammetto, un vago disagio nel non riuscire proprio a partecipare a quel rito collettivo; lo stesso disagio che provi quando decidi scientemente di non partecipare ai pranzi natalizi del parentado – e non te ne penti sapendo che ti eviti ore di noia barbina e di imbarazzi – ma comunque ti assale quando passi per strada da sola e immagini dietro alle finestre le famiglie assiepate attorno al cappone o a litigarsi l’ultima fetta di pandoro e i numeri per la tombola. Essere esclusi dalle feste di famiglia brucia, anche quando ad escluderti sei stata tu.

Ora le primarie ci sono di nuovo. Stavolta sarebbero anche un po’ più divertenti delle precedenti, perché, in effetti, ci sono almeno due candidati su tre che hanno una seria probabilità di giocarsi davvero la leadership del partito. Inoltre questa tornata ci sarebbero anche tre candidati su tre che mi piacciono pure, e uno in particolare, e cioè Bersani, che proprio mi è simpatico a pelle. Insomma, quasi quasi i buoni motivi per andare a votare a queste benedette primarie ci sarebbero proprio tutti, e potrei anche passare sopra il fatto che mi angustia, quella mia maledetta ossessione formalista per cui, se alle primarie possono votare iscritti ma anche elettori ma anche simpatizzanti del Pd, io avrei il problema di non rientrare in alcuna delle tre categorie, perché non mi sono mai voluta iscrivere, non l’ho mai votato e, detta proprio tutta, non è che mi faccia neppure gran simpatia, come partito, al massimo, talvolta, un po’ di tenerezza come tutte le cose che nascono sfigate.

Quindi, se stavolta amici, parenti, conoscenti mi chiedessero, di nuovo: “Ma tu voti alle primarie?” a pochi giorni dal voto non saprei ancora che rispondere, e per me è strano.

C’è una cosa, però, ancora più strana.

Che stavolta amici, parenti, conoscenti il “Ma tu voti alle primarie?” non me lo chiedono punto. A dirla tutta, da quanto ho capito, sono molto ma molto incerti, stavolta, se andare a votare pure loro. Perché in seguito al disastro di Veltroni, la reggenza franceschina, il papocchio della assenze sullo Scudo Fiscale, e ora l’impallinamento binettiano dell’aggravante per l’omofobia, degli amici chi era iscritto ha quasi stracciato la tessera, chi era elettore ha giurato di non votarli più e chi simpatizzava ha deciso che è meglio indirizzare la personale simpatia altrove.

E quindi, non so se voterò alle primarie.

Magari sì. Ma potrei essere la sola.

Ma voti alle primarie?”

Mi ricordo che, quando di furono quelle fra Veltroni e la Bindi, la domanda me la facevano ad ogni più sospinto, amici e parenti di centrosinistra. Non si riusciva a fare un passo, senza che mi sentissi porre la questione.

Ma voti alle primarie?”

E quando io rispondevo: “No, manco per i tacchi, non è il mio partito, non mi ci riconosco.” tutti mi guardavano con un che di delusione mista a sconcerto. Manco loro, chiarivano subito, avevano poi ‘sta gran fiducia del Pd, eh, però votare alle primarie era un’altra cosa, era un segno di stima, era una sorta di pacchetta sulla spalla di incoraggiamento.

Così la domenica mattina li ho visti tutti in coda al seggio improvvisato, la scheda in mano, il sorriso sulle labbra, l’euro già pronto nel palmo e un muto rimprovero nei miei confronti, che dinnanzi al seggio ho tirato diritta, celando, lo ammetto, un vago disagio nel non riuscire proprio a partecipare a quel rito collettivo; lo stesso disagio che provi quando decidi scientemente di non partecipare ai pranzi natalizi del parentado – e non te ne penti sapendo che ti eviti ore di noia barbina e di imbarazzi – ma comunque ti assale quando passi per strada da sola e immagini dietro alle finestre le famiglie assiepate attorno al cappone o a litigarsi l’ultima fetta di pandoro e i numeri per la tombola. Essere esclusi dalle feste di famiglia brucia, anche quando ad escluderti sei stata tu.

Ora le primarie ci sono di nuovo. Stavolta sarebbero anche un po’ più divertenti delle precedenti, perché, in effetti, ci sono almeno due candidati su tre che hanno una seria probabilità di giocarsi davvero la leadership del partito. Inoltre questa tornata ci sarebbero pure tre candidati su tre che mi piacciono pure, e uno in particolare, e cioè Bersani, che proprio mi è simpatico a pelle. Insomma, quasi quasi i buoni motivi per andare a votare a queste benedette primarie ci sarebbero proprio tutti, e potrei anche passare sopra il fatto che mi angustia, quella mia maledetta ossessione formalista per cui, se alle primarie possono votare iscritti ma anche elettori ma anche simpatizzanti del Pd, io avrei il problema di non rientrare in alcuna delle tre categorie, perché non mi sono mai voluta iscrivere, non l’ho mai votato e, detta proprio tutta, non è che mi faccia neppure gran simpatia, come partito, al massimo, talvolta, un po’ di tenerezza come tutte le cose che nascono sfigate.

Quindi, se stavolta amici, parenti, conoscenti mi chiedessero, di nuovo: “Ma tu voti alle primarie?” a pochi giorni dal voto non saprei ancora che rispondere, e per me è strano.

C’è una cosa, però, ancora più strana.

Che stavolta amici, parenti, conoscenti il “Ma tu voti alle primarie?” non me lo chiedono punto. A dirla tutta, da quanto ho capito, sono molto ma molto incerti, stavolta, se andare a votare pure loro. Perché in seguito al disastro di Veltroni, la reggenza franceschina, il papocchio della assenze sullo Scudo Fiscale, e ora l’impallinamento binettiano dell’aggravante per l’omofobia, degli amici chi era iscritto ha quasi stracciato la tessera, chi era elettore ha giurato di non votarli più e chi simpatizzava ha deciso che è meglio indirizzare la personale simpatia altrove.

E quindi, non so se voterò alle primarie.

Magari sì. Ma potrei essere la sola.

23 Comments

  1. Se il voto è segreto, e siete pochi a votare, puoi votare per me. Oppure per il sig. Train. Entrambi aspiriamo alla fama e alla gloria.
    Poi però ci celebri, perché

    Vixere fortes ante Agamemnona
    multi sed omnes inlacrimabiles
    urgentur ignotique longa
    nocte carent quia vate sacro.

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  2. Votare per le primare, la volta scorsa, e’ stato un po’ come votare la prima volta, appena raggiunta l’eta’.
    Magari quella prima volta non avresti proprio voluto votare, magari ti facevano schifo tutti o avresti voluto dare un segnale con l’astensione. Invece la prima volta si andava a votare, giusto per provare come ci si sente ad essere “grandi”, giusto per partecipare ai riti della democrazia, giusto per far finta di contare qualcosa.
    Ecco la scorse primarie hanno avuto lo stesso effetto del primo voto, quindi risultava strano che non si andasse a votare, che si rinunciasse a provare l’effetto che fa la partecipazione.
    Sia questa volta che l’altra avrei preferito farmi venire una sciatalgia piuttosto che votare PD, ma l’altra volta ho votato alle primare cosi’ per vedere cosa si prova a contare un po’ piu’ del solito cazzo di niente.
    Ora lo so, non ho piu’ bisogno di votare a queste primarie, se lo faro’ e’ solo perche’ saro’ gia’ li’ a salutare la Marcy che sta al banchetto.

    P.S.
    Come dicevo in un salotto aristocratico: anche a me Bersani sta simpatico, se solo riuscisse a sfilarsi dal culo il braccio di D’Alema.

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  3. Dal vademecum delle Primarie 2009:

    3. REGISTRO DEGLI ELETTORI
    L’elettore trova all’entrata del seggio tutte le informazioni relative
    ai suoi diritti e doveri, ai sensi dello Statuto del Pd e della normativa
    prevista dalla privacy, mediante un manifesto ed un volantino che riportano
    lo stesso testo che è stampato sul Registro degli elettori.
    Prima della consegna della scheda, come precisato più avanti,
    l’elettore deve esibire la tessera elettorale e un documento di identificazione (per gli immigrati il permesso di soggiorno o la ricevuta della
    richiesta di rinnovo) dai quali lo scrutatore ricava e trascrive i dati
    sull’apposito Registro degli elettori. Inoltre all’elettore viene anche richiesto l’indirizzo email ed uno o più numeri di telefono.
    Trascritti i dati, l’elettore firma nello spazio indicato, effettua il versamento
    previsto di 2 euro (quote superiori sono facoltative), riceve
    copia di ricevuta del versamento che riporta anche il testo della normativa
    sulla privacy e quindi riceve la scheda per il voto.

    Ora, a parte il fatto che in questo modo viene allegramente tracciato che io voto alle Primarie del PD, dal che si potrebbe anche trarre in seguito il mio personale orientamento politico (magari pure sbagliando), alla facciazza della presunta segretezza del voto, la domanda nasce subito spontanea.
    A cosa servirebbero l’indirizzo e-mail ed uno o più numeri di telefono?

    Ora, se proprio dovessi decidere di farmi profilare così facilmente (e naturalmente me ne guarderò con grande cura) penso che alla fin fine mi orienterei su Marino, che gli altri due potranno anche essere simpatici, ma son anche delle gran cariatidi d’apparato.
    Imho, naturalmente.

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  4. @->Frap: Le primarie del Pd non sono una elezione vera e propria gestita dallo Stato, ma una attività gestita da un partito: insomma sono una iniziativa “privata” di una associazione (i partiti questo sono, in fondo). Pertanto, dopo averti fatto firmare la liberatoria per la privacy, sono autorizzatissimi a chiederti mail, numero di telefono e quant’altro vogliano o pensino gli possa servire per rintracciarti in futuro e inviarti inviti/propaganda elettorale etc etc. etc. Non c’è alcuna garanzia che il tuo voto resti “segreto”: la segretezza del voto ai cittadini è garantita solo per le elezioni politiche o amministative. Qui è come se ti recassi in profumeria a votare per il tuo profumo preferito, e la profumeria raccogliesse i tuoi dati personali per poterti inviare un domani un campionicino a casa. 🙂

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  5. non so se e’ bene votare alle primarie, pero’ vista la politica odierna, statica e regressiva,sopratutto nei valori delle persone e cose, allora credo sia un male minore.

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  6. Non voto PD, ma sono di sinistra. Le primarie le evito per fargli capire che non sono più ben voluti.

    @ Red
    Homo scopatia rimae
    et aulenti verbi pronuntia,
    blog in corum urla:
    “Parla come mangi!”

    (mi sento un po’ Bondi…)

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  7. adesso c’è almeno un buon candidato.
    ma tu perchè parli che sei RIFONDINO? che avete fatto cadere l’unico governo vagamente di sinistra della storia italiana? fate ridere.

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  8. io vado a votare alle primare, perchè ritengo che sia comunque, nonostante i difetti e le persone non sempre eccelse, molto meglio un partito dove c’è una forma di consultazione popolare (per capirsi, con tutto il rispetto per chi vota pdl, lì mi pare che dibattito non ce ne sia, comanda uno solo, anche se amato dai suoi elettori)

    poi, dato che, pur avendo stima per bersani e marino, ritengo più vicina al mio modo di concepire questo partito la linea di fransceschini, vado a votarlo

    io, come piccolo imprenditore, come padre, come cittadino, ritengo meglio poter partecipare, sia pure con tutti i limiti del caso

    leciti i dubbi degli intellettuali, non lo dico con disprezzo, però io penso che sia opportuno partecipare, credo anche che i nostri concittadini che votano a destra, possano vedere la differenza, con partiti di fattura del tutto autocratica

    per carità, siccome conosco bene tanti politici, ed anche intelletuali/politici e poi, confesso, sono un intellettuale anch’io visto il pezzo di carta, però santo cielo, quanti capelli tagliati in quattro…

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  9. Presentata una proposta di legge per riportare a 435 Hz l´accordatura del diapason per le orchestre italiane. Si dicono contrari l´UDC e Paola Binetti, perchè c´è il rischio che il provvedimento apra la strada ai matrimoni gay e alle adozioni per gli omosessuali.

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  10. gentile guido, in un partito di uomini e donne libere ci sono opinioni diverse, perchè così è la società in cui viviamo, oppure qualcuno ha nostalgia del centralismo democratico dei tempi di bordiga?

    a destra imbarcano tutto e il contrario di tutto per vincere, a sinistra, invece, c’è una masochistica continua teoria di distinguo, col risultato che le forze democratiche al governo in italia non ci torneranno più

    magari sbaglio, io non ho la verità in tasca, ma un minimo di buon senso, sì

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  11. Parafrasando una parafrasi: ci andrò con il pessimismo dell’intelligenza e con l’ottimismo della disperazione.

    P.S.
    Signorina Galatea, anche lei, se non ho capito male, si è candidata a delle primarie.
    Tra le cose migliori che ho letto sul pd, ci sono i suoi post:I dolori del giovane Piddì e candidature coerenti sono straordinari (e Adinolfi è davvero pessimo).

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  12. Lasciamo ai vanagloriosi la ricerca della fama e della gloria.
    A parte questo non so per chi votare alle primarie, ma non credo che voterò per Franceschini.

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  13. @->moltanoia: le primarie a cui partecipai io erano primarie di coalizione, quindi potevano giustamente partecipare/votare anche coloro che non erano iscritti ad un partito specifico, ma che volevano scegliere un candidato per l’intera coalizione di centro sinistra. Capisco un po’ meno votare per scegliere un segretario del Partito Democratico quando non si è iscritti al partito e, nel mio caso, nemmeno suoi elettori. 🙂

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  14. Le primarie alla fine sono un’operazione pubblicitaria del PD. Tirano su qualche soldo, una lista di dati personali e poi tanto i giochi alla fine sono fatti.
    Grazie al Porcellum è impossibile per l-‘elettore del PD e l’elettore italiano in generale mandare a casa la Binetti e d’Alema, ed al suo posto gli viene presentata la pappetta delle primarie, alla fine Rutelli e Veltroni ce li dovremo sorbire per sempre.

    Dopo aver fatto scappare la base per cui ad esempio dove abito io chi organizzava il festival dell’unità si è stufato, ed al suo posto si fa la festa della Pro Loco (cambia poco: chi sta in cucina sono gli stessi, così come le orchestre di liscio e le cover band di Ligabue e Vasco, gli stessi banchetti che vendono soprammobili, tra cui uno che vende samovar e matrjoske e la pesca di beneficienza.
    La cosa che manca è l’unità.

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  15. Su Bersani son d’accordo con WUZ: non mi piace il ventriloquo e quindi nemmeno il pupazzo.
    Per l’ omofobia non verso lacrime: le aggravanti per futili motivi mi bastano, non vedo il motivo di fare discriminazione su base sessuale (o razziale, religiosa,…).Rabbrividisco immaginando gli argomenti della Binetti in proposito.

    @Mike:
    diamo a cesare quel che è di cesare: le primarie PD sono uno scherzo perchè così ha deciso il partito, Calderoli non ha l’esclusiva delle porcate.Le facessero come gli americani, aperte a tutti e con votazioni in date distinte per ogni regione sarebbe un’altro paio di maniche.
    In ogni caso, visto che non son riusciti a mettersi d’accordo su un nome, una volta tanto i candidati veri sono 2. Quindi un po’ val la pena di votarle: fossi in Italia un euro su Marino lo butterei. So che non vincerà, ma un conto è rifiutarsi di votare delle primarie a candidato unico, un’altro è selezionare i candidati.

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  16. Rimango fiero di non aver votato il PD, auspico, ed alla svelta un solo partito di sinistra CENTRALISTA e con i cattolici ben fuori dai coglioni, incazzato e movimentista.
    I fini pensatori cattocomunisti confermano di essere dei fascisti vestiti a festa desiderosi di mantenere le differenze e le discriminazioni così come sono e di chiudere entrambi gli occhi sulle violenze e sulle porcherie che gente come Farina sputa senza aver titolo di parlare. La fuffa con la quale cercano di darsi toni democratici è più patetica che ridicola.
    Non riconoscere il diritto alle individualità in quanto appartenenti alla famiglia umana pone cattolici e destroidi in genere contronatura. L’omosessualità è un’espressione dell’essere che esiste da sempre ed è nata con l’uomo; la loro pretesa è quella di comprimerla per legittimare una sessualità della quale non credo si sentano tanto sicuri. Ed eccoli qua pieni di argomenti buoni per i fans di Wanna Marchi a giustificare l’ingiustificabile. Credono di essere forti, stanno morendo invece. L’Italia è una delle roccaforti di una cultura putrescente, tribale, stantìa e destinata fra breve a scivolare nelle fogne della Storia. Poveri piccoli stupidi pezzenti italianuzzi. Eppure una volta eravamo un grande popolo.

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  17. senza ombra di dubbio, le posizioni della binetti, sono anche un problema spinoso, ne convengo, però la mia opinione, sul partito democratico, è che è sbagliato buttar via il bambino con l’acqua sporca

    le critiche al partito democratico, al suo interno, e da parte di altre persone che si ritengono appartenenti all’area progressista, sono degne di interesse, spesso valide, e anche a volte condivisibili

    però, di fatto, demolendo il partito democratico si fa un grande favore soprattutto alla destra, dove sghignazzano allegri allo spettacolo di una sinistra litigiosa fino al masochismo

    spesso dietro posizioni anche culturalmente interessanti, cito ad esempio un uomo che stimo come vendola, alla fine, nell’agone politico, abbiamo il destino della marginalità, fate caso, le due formazioni di sinistra divise che alle ultime europee hanno fatto il capolavoro di non raggiungere il quorum

    comunque, ho grande rispetto ed interesse per ciò che ho letto qui, da persone più qualificate di me, ma certamente, esse hanno rafforzato il mio umile punto di vista

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  18. Come si fa ad andare a queste noiosissime , antidemocratiche, false primarie e non votare un candidato che sia fuori dal giro, un candidato che non c’entri NULLA COL PASSATO E CON LA DIRIGENZA POSTCOMUNISTA E POSTDEMOCRISTIANA DI QUESTO INSULSO PARTITO (fa bene grillo a chiamarlo pdmenoelle), partito lontano dalle masse, incapace di diffondere un’idea di società, ostile ad un vera filosofia politica di sinistra, fallimentare ed ipocrita!
    SOLO MARINO MERITA IL VOTO, ed è già un voto con riserva

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