Asclepio, ovvero le disavventure del medico che voleva guarire l’umanità.

Asclepio, il Dio della medicina, che ebbe guai perché era troppo bravo a guarire l’umanità.

Si fa presto a dire i medici sono eroi. In realtà, Asclepio, questa cosa che chi per mestiere guarisce gli altri spesso ha una vita grama l’hai capita subito, e nel peggiore dei modi.

Diciamo che anche sull’Olimpo ci sono figli e figliastri. E tu manco eri nato che hai dovuto fare i conti con la famiglia bislacca in cui t’eri ritrovato. Prendi papà. Apollo. Che uno pensa, ammappete che fortuna! Il Dio della bellezza, della razionalità, e della salute. Un terno al lotto, fra gli dei.

Manco per i tacchi. Apollo, diciamocelo, oggi sarebbe in cura da uno psichiatra, e bravo. Un complesso di Edipo pure lui, grosso come l’Olimpo intero. Tanto distaccato e perfettino, ma poi, come babbo Zeus, la prima gonnella che incontra le salta addosso. E si prende anche dei due di picche clamorosi. Cassandra gli dice no, Dafne preferisce diventare un tronco d’Olivo. Coronide invece in apparenza ci sta, e resta incinta. Ma Apollo, con le sue turbe, prima la molla poi soffre di gelosia retroattiva e mica si fida. Le mette come guardiano un corvo. Scopre così che la ninfa, una volta lasciata dal divino moroso, si mette assieme ad un mortale.

Apollo si ingrugna, ma è sempre Apollo. Troppo perfettino per sporcarsi le mani di persona. Così la vendetta la appalta alla sorella, Artemide, che tanto è abituata a ammazzare cervi nei boschi. Una freccia e via, Coronide ci siamo visti, addio.

Ma c’è il pupetto. Lo salvano. Apollo come padre non è un granché. A voler essere buoni, distratto. Asclepio gattona e trottola per l’Olimpo, e il padre di quel nanerottolo mezzo mortale non sa che farsene. Lo molla a Chirone, che è il centauro a cui gli dei affibbiano la prole promettente ma indesiderata.

Asclepio studia, perché il ragazzo ha talento. Ne impara di ogni. Il padre è il Dio della salute, lui inventa la medicina. Così bene che riesce a curare ogni tipo di malattia, e le peggio ferite.

Finché fa così, Zeus come un nonno benevolo tace: in fondo è un ragazzino, e ogni semidio deve pure avere un hobby. Ma poi Asclepio diventa troppo bravo: non guarisce solo i vivi, resuscita i morti.

Azz, i morti no. Roba che si sconvolge l’equilibrio del mondo. Gli uomini della morte devono avere paura. Sennò non venereranno più gli dei, e poi chi lo sente Ade? Zeus si inca…vola. Di brutto. Ragazzino screanzato. Piglia un fulmine e lo folgora, senza nemmeno dire bah.

Apollo, improvvisamente, si ricorda di essere padre. Oddio, forse più per orgoglio ferito che per affetto. Ma insomma, sta cosa non la digerisce e con le frecce ammazza i ciclopi che hanno forgiato la folgore di Zeus. La situazione è tesa, si rischia una guerra di tutti contro tutti sull’Olimpo. Così si viene ad una soluzione di compromesso. Zeus accetta di trasformare Asclepio in un Dio e farlo abitare in cielo, con loro. A patto che lui si limiti a guarire i vivi, i morti devono restare morti.

Povero Asclepio. Ti confinano non sull’Olimpo, ma in una costellazione. Pure gli dei delle malattie e di chi le sa guarire hanno non dico paura, ma una certa diffidenza sì. Dal tuo esilio dorato puoi guardare la terra, tenerti in contatto con i suoi templi e lì dare diagnosi apparendo in sogno ai malati. Non è il massimo, ma è meglio che niente, visto che ancora non c’è Skype. Così oltre che dell’arte si guarire diventi pure l’inventore della telemedicina. Perché la tua missione la prendi sul serio, e la porti avanti nonostante tutto, persino se gli dei remano contro. Un giorno, si distrarranno pure. E tu potrai finalmente resuscitare i morti, donare a tutti la salute e far vivere gli umani liberi dalla paura. Persino degli dei.

1 Comment

  1. La costellazione è quella dell’Ofiuco (o Serpentario).
    E gli dei, egocentrici, rancorosi e spesso stupratori, avevano una vera e propria mania di chiudere le loro malefatte mettendo qualcuno o qualcosa in cielo 😉

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.