Claudio, l’imperatore nerd.

Accadde oggi: 24 gennaio del 41 d.C. a Roma diviene imperatore Claudio, l’imperatore nerd

E niente, ė simpatico, Claudio. Sarà per la sua aria un po’ tonta da proto-nerd, in una famiglia dove tutti si prendevano decisamente troppo sul serio, mentre lui ė fin da piccolo zoppo, poco atletico, non è in grado di combattere e studia in biblioteca. Sarà perché fa tenerezza questo ragazzone goffo e timido che la stessa madre usa come termine di paragone quando deve indicare uno poco sveglio dicendo: “È più scemo di mio figlio Claudio!”

Claudio diventa imperatore

Intanto Claudio però, dopo aver schivato ogni strage di parenti standosene prudentemente chiuso in biblioteca a studiare lettere etrusche da aggiungere all’alfabeto latino, alla morte di Caligola è vivo, e viene messo sul trono per mancanza di concorrenti.

I pretoriani frastornati, infatti, dopo aver deciso in gran fretta di eliminare Caligola, vedono i suoi piedoni spuntare da dietro una tenda, e siccome tanto un imperatore ci vuole, decidono che in fondo può andare bene anche lui. Non lo sanno, ma hanno fatto un gran bene all’impero.

Claudio imperatore poco amato

Continuerà a non essere molto amato, povero Claudio. È un imperatore schivo, che ama stare nelle sue stanze. Non è fatto per le folle e non ha appeal. Regge lo Stato attraverso i suoi liberti, che sono potentissimi e tutti considerano i veri padroni, anche se poi, a guardare gli editti e i discorsi che Claudio tiene e scrive, ti accorgi che dietro c’era sempre lui, perché sue sono le idee e i concetti.

I potenti liberti di Claudio

L’impressione è che ai liberti, Narcisso e Pallante, che erano bei figlioli prestanti è molto compiaciuti dello status raggiunto, Claudio lasciasse l’onore della ribalta perché così poteva affibbiare loro anche tutte le rotture di scatole connesse, compresa quella di prendersi la colpa dei provvedimenti più duri da far digerire, mentre lui reggeva l’impero dalla sua bat-caverna segreta, la biblioteca, dove si sentiva a casa.

A corte tutti continuano a considerarlo un miracolato, e lo prendono in giro. Alcuni, che pure passano da grandi intellettuali come Seneca, non ci fanno una gran figura, a sputare addosso, ma dopo, quando ormai non può più fare loro del male, ad un uomo che in fondo si è sempre dimostrato mite, soprattutto per gli standard del tempo. Certa gente pare rispettare i potenti solo quando sono tiranni crudeli. Claudio non lo fu, e per questo lo presero in giro.

Claudio, un buon imperatore

Eppure, quattro quatto e zitto zitto, Claudio fece definitivamente la Britannia, mise in ordine nell’amministrazione pubblica, fece entrare in Senato i provinciali pronunciando un discorso sull’immigrazione e l’integrazione che ancora oggi andrebbe preso a modello. Portò a termine quello che era il programma di Giulio Cesare.

Poi purtroppo il suo pessimo gusto in fatto di donne gli fece fare una brutta fine: sopravvisse a stento a Messalina, che tentò maldestramente di sostituirlo con uno dei suoi innumerevoli amanti, ma non alla scaltra nipote, Agrippina, che aveva un figlio, Nerone, da mettere sul trono.

Finisce avvelenato. Ma lui, Claudio lo zoppo, il balbuziente, il nerd senza speranza resterà sempre nei nostri cuori come uno dei migliori imperatori mai capitati a Roma. Ce ne fossero, raga, ce ne fossero.

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