Costantino, ovvero come arrivare al trono per caso e cambiare il mondo.

Accadde oggi: nel 306 d.C. Costantino viene proclamato imperatore dalle truppe.

Lo chiamavano Tracala, un soprannome barbaro che voleva dire “dal collo taurino” o il “viscido” o qualcosa di simile. Non certo un soprannome da imperatore. Ma era pur sempre meglio de “il bastardo”.

Flavio Aurelio Costantino questi due soprannomi era abituato a sentirseli affibbiare. Il primo perché era fin da giovane abbastanza ambizioso e assetato di potere, e pur di ottenerlo non si tirava indietro di fronte a nulla. Il secondo perché suo padre Costanzo Cloro si era unito alla madre Elena, ma non l’aveva mai sposata, anche perché Elena, seppure bellissima, era la serva cristiana di una taverna che lui aveva scovato in un buco della Bitinia, mentre la moglie che poi si era preso era la nipote dell’imperatore.

Costantino non viene mai riconosciuto dal padre come erede legittimo, ma come braccio destro sì.

Il ragazzo è sveglio e sul campo di battaglia sa il fatto suo, anche perché è stato allevato a Nicomedia dall’imperatore Diocleziano in persona. Fin da giovane si dimostra efficiente e sbrigativo, e quando serve, spietato. Doti che i romani hanno sempre apprezzato, e in quegli anni ancora di più.

In materia religiosa, pur essendo figlio di una cristiana, Costantino appare molto tiepido, e forse anche per questo è amato: come per tutti i romani pensa che la religione debba essere uno strumento per risolvere i problemi politici, non per crearli. Così se serve usa gli dei, tutti, per presentarli come al suo fianco. Anche al al momento della sua elezione e per lungo tempo dopo si farà ritrarre con accanto il Sole Invicto e dirà di essere stato favorito da Apollo.

Ma arrivare al potere è meno lineare e scontato di quanto possa sembrare. Quando il padre diviene Augusto, cioè imperatore, nel 305, Costantino è al suo fianco, in Britannia, anche se ha nominato suo Cesare Flavio Severo, un altro militare.

In Britannia Costantino è amato dai soldati. Così tanto che quando nel 306 Costanzo Cloro, improvvisamente, schiatta, l’esercito se ne strafrega di tutto quel complesso sistema di pesi e contrappesi che era la tetrarchia di Diocleziano, e acclama Costantino imperatore.

Era il 25 luglio. I militari agirono senza dubbio d’istinto. Volevano Costantino solo perché era il figlio del loro comandante e lo conoscevano meglio di un Cesare distante ed estraneo.

Forse pensarono che in fondo alla peggio sarebbe stato uno dei tanti capi militari che venivano elevati al trono e spesso lo perdevano in fretta, senza lasciare troppe tracce, ma intanto avrebbe dato loro generose regalie per festeggiare l’ascesa al trono.

Invece quella elezione cambiò la storia del mondo. Alle volte, eh.

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