Marco Cocceio Nerva, l’uomo che governò l’impero romano con i ni

Ha i lineamenti puntuti dell’aristocratico rompiscatole, diciamocelo.

E un po’ puntuto e tignoso doveva esserlo davvero Marco Cocceio Nerva, senatore arrivato al trono quasi per caso, il 18 settembre del 96 d.C., dopo una vita moderata ed oscura, perché aderì, moderatamente, alla congiura che fece fuori Domiziano.

A proiettarlo sul trono fu la sua prudenza rinomata fra i senatori (difatti pure alla congiura disse ni, restandomene in disparte) e una lontana, invero lontanissima discendenza da una prozia in qualche modo imparentata con gli ultimi Giuli.

Però una volta sul trono la tigna gli fu utile.

Era già vecchio e malato, ma resistette, quasi per dispetto, alle enormi pressioni di vari pretendenti che volevano farsi adottare a tutti i costi, e scelse quello che più se ne stava sulle sue.

Quel Traiano che, oltre che riservato, aveva anche il comando delle legioni germaniche. Giocò così tutti i nemici, compreso un prefetto del pretorio, Casperio, che lo prese praticamente prigioniero nel suo stesso palazzo.

La tigna vinse: Traiano fu il suo successore, amatissimo dal popolo. E lui potè morire, in santa pace, dopo essersi preso la soddisfazione di aver fregato, in fondo, tutti. #storia #storiaromana #anticaroma #roma

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Patti chiari, amicizia lunga: voi potete scrivere quello che volete, io posso bloccare chi mi pare

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