Ennio e il circolo radical chic degli Scipioni

Quinto Ennio, immigrato da Rudiae, divenne cittadino romano e protetto del circolo degli Scipioni, i radical chic dell’epoca odiati da Catone.

Accadde oggi: nasce il 16 luglio del 239 a. c. Ennio, un altro immigrato a Roma

Ennio era un immigrato. Un altro? Direte voi. Esatto. Dovremo abituarci, perché nella letteratura latina i romani di Roma si possono davvero contare sulle dita, e la letteratura la scrissero sempre gente che a Roma era arrivata da ovunque, ed era stata accolta bene.
Ennio veniva d Rudiae, nel presso di Lecce. Era probabilmente di origine messapica, ma parlava osco come prima lingua e greco come seconda. Il latino lo imparò poi, ma evidentemente bene.

Ennio, Nobiliore e il circolo radical chic degli Scipioni.

Ennio combatte in Sardegna nella seconda guerra punica, e si fa notare da Catone il Censore, che lo porta a Roma. Cosa ci avesse visto Catone nel ragazzo non è ben chiaro, ma dicerto Ennio non si mostrò molto fedele al suo primo talent scout. Infatti non appena a Roma Ennio cambia allegramente schieramento. Molla il conservatore Catone (che assomigliava a Brontolo per il continuo borbottio arcigno contro tutto e tutti) e si lega a Marco Fulvio Nobiliore.
Marco Fulvio Nobiliore oggi sarebbe considerato un buonista radical chic. Era un patrizio di antica nobiltà. Si era distinto per la presa della città di Ambracia, in Epiro. A Catone stava grandemente sulle scatole non per il successo militare, ma per i premi che aveva deciso di dare ai suoi soldati alla fine dell’assedio. Oltre che congratularsi con quelli che avevano combattuto in prima linea, Nobiliore aveva dato riconoscimenti anche a quelli che nelle retrovie avevano fatto lavori più umili, tipo scavare pozzi. Non è strano quindi che decida di proteggere Ennio, straniero senza cittadinanza.
Nobiliore amava inoltre alla follia la cultura greca. Da Ambracia si era portato come souvenir un quadro di Zeusi, e a Roma comincia a fondare templi e palazzi che si rifanno a quelli greci. Brontolo Catone mastica bile. Odia Nobiliore e anche i giovani Scipioni, comandanti fortunati e amanti del bello. Ennio invece con gli Scipioni fila d’amore e d’accordo, anche perché apprezzano le sue innovazioni letterarie. Come quella di smettere di usare il verso saturnio, pesante e poco duttile, ed usare l’esametro, come il greco Omero.

Ennio nuovo Omero

Ennio nei suoi Annales dice addirittura di essere la reincarnazione di Omero, perché il ragazzo non mancava di autostima, evidentemente. E nemmeno l’ambizione, visto che gli Annales sono un lungo poema epico che racconta la storia di Roma, saltando solo la parte che già aveva raccontato Nevio.
Nobiliore fece diventare Ennio cittadino romano. Ennio ne fu entusiasta, anche se pare che questo non lo aiutò a pagare i conti. Pare che sia vissuto povero e morto in miseria. Evidentemente tutti i gran signori che aveva frequentato nel corso della sua vita erano comunque di braccino corto.