I Vandali, i barbari che governarono l’Africa

Accadde oggi: 13 settembre 533 il generale bizantino Belisario sconfigge Gelimero, ultimo re dei Vandali.

Chi è Gelimero, il re dei Vandali di Cartagine

Nord Africa, terra antichissima dei più testardi nemici dei Romani, i Cartaginesi. E terra che ospitò altri tremendi nemici di Roma, i Vandali. Tribù barbara affine si Goti, i Vandali come i Goti divennero mercenari per i Romani e combatterono al loro fianco in tutti i turbolenti secoli in cui l’impero lentamente cadeva nel caos. Così i Vandali riuscirono a penetrare in Gallia e poi a prendere la Spagna, dove fondarono un loro regno. Le loro fortune furono alterne. I Romani intervennero direttamente o scatenando contro di loro i Goti.

Genserico, il gran re dei Vandali

Ma nel 428 diventa re dei Vandali un uomo destinato a cambiare il loro destino: Genserico. È un giovane sveglio, determinato e senza scrupoli. Che ha una geniale intuizione. La Spagna è una terra difficile da tenere. Meglio conquistare la ricchissima provincia d’Africa, con capitale Cartagine, approfittando delle beghe fra generali della corte di Valentiniano III.
E c’è la fa. L’Africa è sua. A nulla vale l’aiuto che manda Teodosio. Cartagine e le altre città cadono ad una ad una e fra le vittime si conta anche l’ultimo grande scrittore della letteratura latina, Agostino, vescovo di Ippona, morto durante l’assedio.

Mosaico della cappella di Asterio, Cartagine
Cartagine, cappella di Asterio, fonte Wikipedia

Genserico, i Vandali e il sacco di Roma

L’Africa non è solo una provincia. È da sempre il granaio di Roma, e il porto perfetto da cui salpare per incursioni lungo le coste della Sicilia, della Sardegna, del Lazio. Genserico ha una visione globale, e finemente politica. Si muove come un sovrano di statura Mediterranea, e persino Valentiniano III deve venire a patti con lui. Cartagine diviene la capitale di un regno barbaro, ma raffinato. I grandi proprietari, sia romani che Vandali, vivono in belle ville decorate con splendidi mosaici e si godono le vendemmie e le cacce come e meglio dei patrizi di Roma. È difficile spesso capire chi siano i romani “veri” e chi i barbari, tanto sono simili e tanto amanole stesse cose.
Cosìsimili che quando Valentiniano III viene ucciso la sua vedova Licinia Eudossia preferisce chiamare in aiuto Genserico che sposare Petronio, il romanissimo senatore che vuole prendersi il trono. Genserico arriva con le sue truppe e le sue navi, saccheggia Roma e si porta via l’imperatrice Eudossia e la figlia Placidia, che sposerà uno dei figli di Genserico, Unerico.

La dama di CartagineLa dama di Cartagine, forse ritratto di una imperatrice romana

Il regno dei Vandali e l’alleanza con i Goti di Teodorico

Genserico è ariano di religione, e non ha nessuna intenzione di convertirsi al cattolicesimo. Ariani sono anche i suoi successori, come Trasamondo. Con romani e bizantini hanno rapporti altalenanti, ma alla fine Zenone firma con loro una pace perpetua. Cartagine è una grande città con ampie terme lussuose, che Trasamondo fa restaurare ed ingrandire, e i poeti locali cantano la bella vita africana in versi latini. Ma non dimenticano i Vandali di essere di stirpe barbare. Restano ariani e Trasamondo sposa la sorella di Teodorico, divenuto padrone dell’Italia e signore a Ravenna.

Ilderico, Amalafrida e Gelimero

Trasamondo però muore improvvisamente e il trono va ad Ilderico, che è figlio di Placidia, nipote quindi di Valentiniano III e cattolico come la madre e il nonno. I nobili Vandali non lo amano, anche perché lui stringe una alleanza con Giustino e poi con Giustiniano, i cattolicissimi nuovi sovrani di Costantinopoli. Amalafrida non ci sta e si ribella, con l’appoggio dei cavalieri mauri e dei cavalieri Goti della sua scorta. Ma vengono tutti uccisi. Teodorico soffre. Non solo perché gli hanno ammazzato una sorella, ma perché vede nella mossa di Giustiniano una manovra a tenaglia, per riconquistare l’Africa prima e l’Occidente su cui regna lui poi. Ma può fare poco. Predispone una flotta, ma muore prima di poterla inviare contro Ilderico.
Ilderico non dura a lungo. La popolazione e il cugino Gelimero si ribellano e lo fanno fuori. Iniziano feroci persecuzioni contro i cattolici. Giustiniano prima ordina a Gelimero di rispettare i patti, poi decide di intervenire.

Belisario, il generale di Giustiniano, attacca i Vandali

A capo della spedizione un giovane militare che farà una gran carriera. Flavio Belisario, originario dell’Illiria, è una ex guardia di palazzo che ha fatto carriera anche grazie al matrimonio con Antonina, una ex attrice molto amica dell’imperatrice Teodora. Ma la di là degli appoggi Belisario è un gran militare. E sfrutta gli eventi. La Sardegna, sotto il controllo dei Vandali, si ribella. Il 13 settembre vince la battaglia finale, catturando Gelimero, che trascorrerà la vecchiaia prigioniero a Costantinopoli.
Il giorno dopo Belisario e Antonina entrano come trionfatori a Cartagine, mentre a Costantinopoli Giustiniano e Teodora festeggiano la vittoria. E il regno dei Vandali, i barbari che governarono l’Africa, finisce così. Il regno goto ha già i giorni contati.

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Teodora la figlia del Circo Mariangela Galatea Vaglio

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